Nuove prove sulla morte di Khashoggi

| Diversi documenti “Top Secret” dimostrano che la squadra assassini del giornalista hanno utilizzato aerei di una compagnia che apparteneva al principe saudita MBS

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I due jet privati utilizzati dalla squadra della morte saudita che ha ucciso e presumibilmente smembrato il giornalista Jamal Khashoggi erano di proprietà di una società che meno di un anno prima apparteneva al potente principe ereditario Mohammed bin Salman.

Lo svela una serie di documenti, depositati come parte di una causa civile canadese all’inizio di quest’anno, etichettati come “Top Secret” e firmati da un ministro saudita che ha trasmesso gli ordini del principe ereditario. “Secondo le istruzioni di Sua Altezza il principe ereditario, si approvano con effetto immediato le procedure necessarie al passaggio di proprietà”. Gli atti spiegano come la “Sky Prime Aviation” è stata trasferita al fondo sovrano alla fine del 2017: i jet della società sono stati poi utilizzati nel complotto per uccidere Khashoggi nell’ottobre 2018.

Il fondo sovrano del Regno, noto come Fondo pubblico di investimento, è controllato dalla corona saudita ed è presieduto dal principe ereditario, noto come MBS. I documenti che stabiliscono il legame tra gli aerei e il principe sono stati depositati in Canada da un gruppo di società di proprietà dello stato saudita come parte di una causa per appropriazione indebita aperta il mese scorso contro un ex alto funzionario dell’intelligence saudita, Saad Aljabri.

Le accuse di appropriazione indebita contro Aljabri sono arrivate dopo una causa presentata l’anno scorso alla corte distrettuale di Washington contro MBS: Aljabri ha accusato il principe ereditario di aver inviato una squadra di killer per ucciderlo in Canada pochi giorni dopo l’assassinio di Khashoggi. MBS ha ricevuto una citazione, e lo scorso dicembre un avvocato del principe ha chiesto alla corte l’archiviazione del caso.

La prova che la proprietà della flotta di aerei privati era stata spostata nel fondo di investimento pubblico dell’Arabia Saudita fornisce un altro inquietante collegamento tra la morte di Khashoggi e MBS. Nell’ottobre 2018, non molto tempo dopo l’omicidio del giornalista, il “Wall Street Journal”, citando fonti a conoscenza della questione, aveva rivelato per primo che i jet Gulfstream utilizzati dagli assassini appartenevano a una società controllata da MBS. “È solo un’ulteriore prova che il principe era perfettamente al corrente di quanto stava accadendo. Che è sempre stata la nostra tesi”, commenta Dan Hoffman, ex direttore della Divisione Medio Oriente della CIA.

Nei prossimi giorni, l’intelligence statunitense è prossima a divulgare un rapporto a lungo atteso con nuovi dettagli su coloro che si nascondono dietro la morte di Khashoggi. Non molto tempo dopo che il giornalista saudita è stato ucciso nel consolato di Istanbul, la CIA si è convinta che MBS avesse personalmente ordinato l’uccisione, ma finora nessuno ne aveva mai parlato pubblicamente o presentato prove. 

Al momento, i funzionari sauditi a Washington e Riyadh non hanno replicato alle nuove rivelazioni, ma è facile intuire quale sarà la loro risposta, visto che MBS ha sempre negato di aver ordinato l’omicidio, scaricando la responsabilità su otto persone, condannate dopo un processo che un inviato delle Nazioni Unite ha definito una “parodia della giustizia”.

L’addetto stampa della Casa Bianca Jen Psaki ha confermato la scorsa settimana che il presidente Biden è al lavoro per “ricalibrare” i rapporti l’Arabia Saudita, e prevede di privilegiare le comunicazioni ufficiali con il re, Salman bin Abdulaziz Al-Saud piuttosto che il figlio.

Faisal Gill, un avvocato dell’ex fidanzata di Khashoggi e di un’organizzazione no-profit che ha intentato una causa federale contro MBS e due dozzine di coimputati, ha riferito che la sua cliente è stata “piacevolmente sorpresa” che sia emersa la prova del controllo di bin Salman sulla Sky Prime Aviation. “Qualsiasi dettaglio che contribuisce a incolpare MBS è di estrema importanza. Il principe ha scelto di utilizzare una società controllata da un fondo nella speranza di allontanare i sospetti da se stesso. Ma al contrario, dimostra una linea diretta con la morte di Jamal”.

Secondo un report delle Nazioni Unite sulla morte di Khashoggi, la Sky Prime Aviation gestisce i due jet Gulfstream che hanno volato da e per Istanbul con la maggior parte della squadra di 15 uomini. Subito dopo aver ucciso il giornalista all’interno del consolato saudita di Istanbul il 2 ottobre, gli assassini si sono diretti verso gli aerei: un jet, con la sigla “HZ-SK1”, era appena atterrato, ma un’ora e quindici minuti dopo era di nuovo in volo con sei membri della squadra. Quattro ore e mezza più tardi, il secondo aereo, identificato come “HZ-SK2”, è decollato dall’aeroporto Ataturk con altri sette uomini a bordo.

Sulla via del ritorno a Riyadh, il primo jet ha volato attraverso il Cairo, il secondo via Dubai: gli ultimi due membri della squadra di sicari hanno preso un volo commerciale da Istanbul a Riyadh.

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Nuove prove sulla morte di Khashoggi - immagine 1
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