Riuniti in carcere i fratelli assassini

| Trent'anni fa Lyle ed Erik Menendez uccisero i loro genitori e furono condannati all'ergastolo. Separati per decenni ora sono nello stesso carcere. Movente l'eredità. Si difesero: "Nostro padre ci abusava sessualmente"

+ Miei preferiti
Di Maria Lopez

Dopo vent’anni di carcere per avere ucciso i genitori, i protagonisti di uno delle storie di cronaca più seguite negli USa, sono stati destinati allo stesso carcere. Erano stati separati al momento della condanna all’ergastolo senza condizionale e l’anniversario del loro duplice omicidio cade proprio in questi giorni. Trent’anni fa, il 20 agosto 1989, nel salone di una villa di Beverly Hills, vengono trovati i cadaveri orribilmente sfigurati da proiettili di grosso calibro, esplosi da due carabine, Josè, imprenditore milionario di origini cubane e la moglie Jitty. A dare l’allarme, con la voce strozzata dal pianto via telefono. I figli Lyle ed Erik Menendez, cresciuti come figli privilegiati, studenti nelle migliori università, con un solido patrimonio alle spalle, riuscirono a fingere per mesi. E per mesi il caso era rimasto irrisolto, all’inizio si pensava che Josè Menendez potesse essere stato ucciso dalla mafia o dai fuoriusciti cubani per ragioni misteriose. Ma i primi sospetti avevano iniziato a diffondersi vontro i due ragazzi; con i soldi ereditati, facevano una vita da nababbi. Auto sportive, orologi, vestiti, mentre Erik aveva assunto un costoso allenatore per diventare un giocatore di tennis professionista. Ma Erik, il più giovane era roso dai rimorsi e si era confidato con il suo psicologo.

La famiglia Menendez poco prima dell'omicidio


In qualche modo una soffiata arrivò alla polizia che, dopo avere verificato l’inconsistenza dell’alibi (“Siamo andati a vedere un film”, ma non avevano il biglietto, né testimoni)  li arrestarono per omicidio volontario di primo grado. Movente, impadronirsi dell’eredità.

Il colpo di scena arrivò dal processo. Per difendersi, i fratelli denunciarono di essere stati abusati moralmente e sessualmente dal padre mentre le madre veniva descritta come un’alcolista mentalmente instabile e a conoscenza degli abusi. I fratelli sono stati processati tre volte separatamente per i crimini, e sono stati infine condannati nel 1996 per omicidio di primo grado.

Quando i cadaveri di Jose Menendez e sua moglie, Mary Louise ("Kitty"), erano stati trovati nel salone del loro palazzo di Beverly Hills da 5 milioni di dollari, sembrava un’esecuzione in stile mafioso. Colpi esplosi in faccia, nelle gambe per simulare un agguato. Jose, 45, amministratore delegato di Live Entertainment, un'importante azienda di distribuzione di musica e video, era stato colpito da otto colpi di fucile da caccia. Il colpo di grazia in stile gangster, la canna di una pistola spinta in bocca, e l'esplosione gli aveva fatto saltare la parte posteriore della testa. Un messaggio per dire: hai parlato troppo. Kitty, 44 anni, era stata colpita cinque volte. Lyle, 22 anni, e Erik, 19, avevano detto alla polizia di essere tornati da una notte trascorsa in città, la porta d'ingresso del palazzo aperta e i corpi senza vita dei loro genitori al suo interno. "Non ho mai visto niente del genere, non vedrò mai niente del genere", disse Erik a un giornalista due mesi dopo gli omicidi. "Sembravano di cera. Non ho mai visto mio padre indifeso, ed è triste pensare che lo sarebbe mai stato". Poi Erik: "Andò negli Stati Uniti a 16 anni senza un padre. Ora, quasi alla stessa età, non abbiamo un padre”.

La polizia ha iniziato a cercare indizi sui complicati affari di Jose Menendez. Ma i due bei figli non sono mai stati del tutto insospettabili; erano gli unici beneficiari del patrimonio stimato di 14 milioni di dollari dei loro genitori e la storia di un copione cinematografico, scritto da Eric, in cui si raccontava la storia di un 18enne che uccide i genitori per vendetta. Erik Menendez l'aveva scritto con un amico solo due anni fa, e sua madre orgogliosa l'aveva persino aiutato a scriverlo a macchina. Anche se le due armi che la polizia credeva fossero state usate per gli omicidi non sono mai state recuperate, fu scoperto un bossolo di fucile da caccia in una tasca di una delle giacche di Lyle.

Più tardi, in una mossa molto insolita, gli investigatori hanno ottenuto audio-cassette di sessioni terapeutiche condotte con Erik e Lyle da uno psicologo di Beverly Hills, L. Jerome Oziel. Si dice che i nastri contengano prove cruciali contro i fratelli. Sebbene la legge californiana protegga la riservatezza della maggior parte dei rapporti paziente-terapeuta, fa un'eccezione quando c'è una minaccia di violenza. Secondo il vice procuratore distrettuale di Los Angeles Elliott Alhadeff, i fratelli avevano minacciato Oziel.

Lyle Menendez fu arrestato a Beverly Hills. Erik all’aeroporto di Los Angeles, al rientro da Israele, dove aveva giocato in un torneo di tennis. Lo hanno fatto per avidità di soldi, disse il procuratore in una celebre requisitoria. La storia dei presunti abusi sessuali, molto efferati, non ha commosso i giudici e tutte le istanze per una revisione del processo sono state nel frattempo trespinte. Lyle ed Erik trascorreranno tutta la vita in carcere.

Galleria fotografica
Riuniti in carcere i fratelli assassini - immagine 1
Riuniti in carcere i fratelli assassini - immagine 2
Riuniti in carcere i fratelli assassini - immagine 3
Riuniti in carcere i fratelli assassini - immagine 4
Riuniti in carcere i fratelli assassini - immagine 5
Cold Case
La misteriosa scomparsa di Tara Calico
La misteriosa scomparsa di Tara Calico
Una giovane del New Mexico svanisce nel nulla 31 anni fa: la vicenda diventa un mistero con il ritrovamento di alcune fotografie agghiaccianti. Ancora oggi, una squadra dell’FBI continua a cercarla
Corea del Sud: individuato il serial killer delle donne
Corea del Sud: individuato il serial killer delle donne
L’uomo, che sta scontando l’ergastolo, avrebbe confessato una lunga serie di omicidi. Ma per la legge sulla prescrizione non dovrà risponderne
Riaperto il caso del killer dei bambini di Atlanta
Riaperto il caso del killer dei bambini di Atlanta
Fra il 1979 ed il 1981, la capitale della Georgia fa da sfondo agli omicidi seriali di 25 bambini. Wayne Williams fu condannato soltanto per due: per tutti gli altri manca ancora la verità
Morte di Tatiana, condannato imprenditore
Morte di Tatiana, condannato imprenditore
Paolo Caligaris, erede di una dinastia di mobilieri, condannato a 16 anni in primo grado per la morte di Tatiana Tulissi, 37 anni, uccisa nel 2008 nella villa dove i due convivevano
Lo scheletro nell'auto in fondo al lago
Lo scheletro nell
Mistero a Tavernola Bergamasca. Forse è un delitto. La vittima è Rosario Tilotta, 59 anni, era sparito nel nulla nel 2014. Ora si cerca la moglie albanese, Elva Kurti, di 22 anni più giovane. Ombre e sospetti
Morto il detective che ammanettò Oswald
Morto il detective che ammanettò Oswald
L'assassino di Kennedy fu ucciso da Jack Ruby. Il poliziotto è morto a 99 anni, sul caso si era pronunciato poche volte e su aspetti marginali. La sua immagine, con il cappello da cowboy, è una delle più famose della storia
Quel morso su un seno, la firma dell'assassino
Quel morso su un seno, la firma dell
Caso Cesaroni. Un perito scopri che l'arcata dentaria inferiore del killer era molto irregolare. La procura non lo ritenne un'indizio valido, nonostante un calco. Ma se l'inchiesta dovesse riaprirsi, sarà il punto di partenza
"Ho assassinato JonBenet ma fu un incidente..."
"Ho assassinato JonBenet ma fu un incidente..."
Un pedofilo in carcere ha scritto a un amico per confessare il delitto della reginetta di bellezza di 6 anni, uccisa in Colorado nel Natale 1996. "E caduta e ha battuto la testa, non volevo ucciderla". Riparte l'inchiesta
Dopo 34 anni ritrovati resti di una dodicenne
Dopo 34 anni ritrovati resti di una dodicenne
Quel che resta di Jonelle Matthews, scomparsa in Colorado alla metà degli anni Ottanta, è riemerso durante gli scavi per un gasdotto. La famiglia: “Ora vogliamo risposte”
"No, non ho ucciso io Lidia Macchi"
"No, non ho ucciso io Lidia Macchi"
Stefano Binda, 51 anni, condannato all'ergastolo in 1 grado, davanti ai giudici dell'appello. Il delitto nel gennaio '87. Lidia fu uccisa, dopo aver respinto l'assassino, con 29 coltellate