Stop alle ricerche di Maddie McCann

| Il sito nato per finanziare le indagini sulla sparizione della piccola bimba inglese non raccoglie più fondi da tempo. I genitori costretti a difendersi da accuse e denunce

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Il faccino di Maddie McCann se lo ricordano tutti: sparì la sera del 3 maggio 2007 dal residence di Praia da Luz, in Portogallo, dove si trovava in vacanza con la famiglia. La vicenda assume quasi subito toni strani ed inquietanti: la polizia indaga per sequestro di persona, poi avanza l’ipotesi che Maddie sia morta nella stanza dove si trovava, e il corpo fatto sparire da qualcuno. Il caso finisce per avere un effetto mediatico travolgente: centinaia di presunte segnalazioni si susseguono in ogni parte del mondo e diversi sospetti finiscono sotto la lente degli investigatori, che però non trovano indizi sufficienti al fermo di qualcuno.

Nelle maglie dell’indagine scoppiano anche diverse polemiche: la prima fra la polizia inglese e quella portoghese, accusata di ritardi e superficialità, la seconda rivolta ai genitori, colpevoli di aver lasciato la loro bimba di quattro anni da sola nell’appartamento del residence per andare a cena con degli amici. Infine sull’eccessiva morbosità dei media verso il caso.

La famiglia della piccola apre un sito per ricevere informazioni e dettagli utili, ma anche per raccogliere fondi con cui finanziare le indagini. Oltre a lanciare appelli, molti leader politici, sportivi e star della televisione offrono il loro contributo, raccogliendo 2,6 milioni di sterline. Ma i media non mollano cavalcando a piene mani le ombre sinistre mai svanite che si addensano sui genitori di Maddie, che poco tempo dopo denunciano per diffamazione il “Daily Express” ed il “Daily Star”, costretti a chiedere scusa sulle pagine dei loro quotidiani e a pagare un risarcimento danni pari a 550mila sterline.

Nel novembre dello scorso anno, la vicenda sembra vicina ad una svolta: una pista portava in Bulgaria, dove vive una donna, moglie di un noto pedofilo, che all’epoca della scomparsa sarebbe stata vista aggirarsi nel resort portoghese da dove Maddie era sparita. Ma la pista si rivela falsa.

Proprio in queste ore, i giornali inglesi pubblicano la notizia della prossima chiusura del sito che oggi, per continuare a finanziare le ricerche, vende anche merchandising: se nei primi anni la pagina web era riuscita a raccogliere somme ingenti, ora le donazioni sono prossime a zero.

A questo si aggiunge la seria possibilità che Kate e Gerry McCann siano costretti a pagare 500mila euro a titolo di risarcimento verso Gonçalo Amaral, capo della polizia portoghese denunciato per diffamazione dopo aver dichiarato che “Forse la bimba è morta per una tragedia e stanno solo nascondendo tutto, inventandosi una sparizione”. Al netto di tutto questo, di Maddie McCain non ci sono più tracce ormai da 11 anni.

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Stop alle ricerche di Maddie McCann - immagine 1
Cold Case
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