"Ted Bundy, il mio eterno e orribile incubo"

| La sua ex fidanzata, oggi 71enne, racconta per la prima volta la relazione con uno dei serial killer più prolifici e crudeli della storia, autore di decine di omicidi di donne, stupratore e necrofilo. "Era un uomo così gentile..."

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MASSIMO NUMA

Il termine “serial killer”, assassino seriale, indica un uomo in grado di uccidere un numero indefinito di persone con le stesse o simili modalità omicidiarie, spinto da un movente unico (il desiderio di annientare una certa e selezionata categorie di persone), nasce negli Anni’ 80 negli Usa, proprio con le decine di delitti commessi da Ted Bundy, nella foto in apertura, immagine ripresa pochi giorni prima dell'esecuzione, il 24 gennaio 1989.

Era un giovane brillante, di aspetto molto piacevole, sufficientemente colto e molto carismatico. Proveniva da una famiglia borghese ma la madre gli nascose di essere un figlio illegittimo e lui lo scoprì per caso quand'era adolescente. Aveva un nonno severo e violento. Il resto è una vita banale. Studia psicologia poi giurisprudenza, senza laurearsi. Fa parte dello staff di un candidato repubblicano nelle elezioni per il governatore della California.

L'unica cosa incerta è il numero delle donne uccise, tutte simili per fascia di età e aspetto. Forse oltre 30, forse anche di più. Non tutti i cadaveri, spesso nascosti negli anfratti delle montagne di alcuni parchi, furono ritrovati. Nel 1978, quando Bundy arrivò in Florida, uccise tre studentesse della Florida State University, Lisa Levy di 20 anni e Margaret Bowman di 21 anni. Settimane dopo toccò anche a Kimberly Leach, 12 anni, l’ultima. Solo due donne riuscirono a sopravvivere ai suoi attacchi: Kathy Kleiner e Carol DaRonc. Catturato dopo l’aggressione fallita a Carol nel Colorado, evase due volte e per due volte fu ripreso. Nel frattempo, finalmente, le indagini negli Stati dove aveva commesso gli omicidi si unificarono e fu accusato di svariate uccisioni. Venne così processato, con un immenso clamore mediatico, e condannato a morte.

Nato a Burlington (Vermont) fu giustiziato il 24 gennaio 1989, sulla sedia elettrica del carcere di Starke. Aveva 43 anni. Uccideva dopo avere legato le sue vittime con corde o nastro adesivo. Poi le accoltellava, con lame affilate come bisturi, e le strangolava con nastri di tessuto o calze, dopo averle stuprate. Decapitò 12 delle sue vittime ed era un necrofilo. Continuava ad avere rapporti sessuali anche dopo la morte delle giovani donne rapite con una serie di inganni standardizzati, anche durante la decomposizione dei corpi. Nei primi processi si dichiarava innocente, sostenuto dalla chiesa dei Mormoni che lo riteneva innocente, ma pochi giorni prima dell’esecuzione si dichiarò disposto a collaborare con l’Fbi per risolvere i casi ancora insoluti di donne scomparse e uccide da lui. Un modo per prendere altro tempo, ma i ricorsi furono respinti.

L'eccezionale servizio (che pubblichiamo integrale), è stato realizzato dal Daily Mail. Lo firma la reporter investigativa Laura Collins, che ha intervistato per la prima volta una 71enne di Salt Lake City (Utah) che fu legata a Bundy nei suoi ultimi mesi di libertà, prima di essere definitivamente arrestato, tra il '74 e il '75. A lei non torse un solo capello, e quello che segue è il suo racconto.

“UN BEL RAGAZZO GENTILE ED EDUCATO”

Ted Bundy era un assassino che sapeva nascondere la sua vera natura in modo straordinario. È così che una delle ex fidanzate di Bundy descrive oggi l'uomo con cui aveva una relazione proprio al culmine dell'ondata di violenza che lo avrebbe visto diventare forse il più noto serial killer americano. Parlando per la prima volta, dopo più di 40 anni di silenzio, ha chiesto di restare anonima, ma spera che, rievocando quando accaduto, possa affrontare i terribili ricordi che l'hanno perseguitata negli anni. Ricorda come incontrò “il bel studente di legge” quando lui si era trasferito a Salt Lake City, nello Utah, nell'estate del 1974, e come sia rimasta in contatto, solo da amica, anche se la loro relazione si era da tempo finita, dopo che era stato in prigione per il rapimento nel 1975 di  Carol DaRonch, un'adolescente dello Utah. Lui cucinava per lei mentre guardavano i notiziari serali tv sulle uccisioni che aveva commesso. E gli stava accanto nel sedile del passeggero del tristemente celebre Maggiolino Volkswagen beige e come si accorse che non era ben fissato al suo posto e che si spostava in avanti quando frenava. E, forse l’aspetto più agghiacciante di tutti, ha rivelato che si presentò nel suo appartamento proprio la notte in cui commise uno dei suoi omicidi, la notte di Halloween del 1974. Ora, a 71 anni, dubita che sarà mai in grado di cancellare Bundy dal suo passato.

L’intervista arriva poco dopo un nuovo film sull'assassino, interpretato da Zac Efron e presentato in anteprima al Sundance dopo che un docufilm Netflix ha iniziato a trasmettere in streaming la sanguinosa storia di Bundy in occasione del trentesimo anniversario dell'esecuzione. Chi avrebbe mai pensato che dopo tutti questi anni avrebbe letto di nuovo il nome di Ted sui media? “All'improvviso ho sentito il suo nome. Mi sembra così strano rendersi conto di quanto tempo fa accadde tutto questo perché sembra ieri”.

Non ha alcun desiderio di guardare il documentario o il film sulla vita di Bundy e ammette che ci sono voluti "un paio d'anni" per superare lo choc della verità sull'uomo che pensava di conoscere. “Mi è stato difficile fidarmi dopo della gente”. Quando Bundy è stata smascherato, nulla è stato più uguale per lei, ha spiegato: “Ero molto ingenua quando l'ho incontrato. Ma una volta che perdi quell'innocenza, una volta che non c'è più, non puoi più riaverla”. Anche se hanno condiviso il letto più di una volta e hanno vissuto nello stesso edificio, lei non ha voluto spiegare quanto fossero intimi con Bundy.

"IL BRIVIDO CHE PROVAVA  UCCIDENDO"

L'ex-fidanzata di uno dei serial killer più spietati e violenti della storia ha rivelato che era "piacevole andare in giro con lui”, come una coppia di fidanzati qualsiasi Si erano frequentati per diversi mesi, nel 1974, nel periodo in cui la sua attività di assassino diventava più intensa. Lei si sente "innocente" e al momento del suo arresto nello Utah la “relazione romantica era ormai finita”: erano diventati solo amici. Uno degli elementi dei suoi crimini che più l'ha perseguitata il fatto che egli deve avere provato un "brivido" sessuale mentre uccideva. “Temo io stessa di  averlo in qualche modo provocato, lo stesso brivido”. Pensando al passato, si rese conto che Bundy in realtà condivideva ben poco con lei di se stesso: "Non l'ho mai visto piangere. La sua risata è sempre stata forzata, falsa. Non ha mai parlato di sua madre o della sua famiglia o di qualcosa del genere. Era molto ordinato. Non mi ha mai fatto del male. Era piacevole stare con lui”. Non sa bene - se non altro - cosa provava per Bundy, ma dubita che ci sia stato un sentimento sincero o un affetto profondo. Riflette: "Lui interpretava molto bene la parte. Penso di essere stata una copertura rispettabile. Finché è stato con me, è stato a posto perché ero carina, la mia famiglia era carina. Immagino che non si può mai conoscere qualcuno fino in fondo, perché chissà cosa c'è nella testa delle persone? Poteva nascondersi abilmente e quelle piccole ragazze innocenti non hanno avuto alcuna possibilità. Se Ted entrasse in questa stanza in questo momento, si siederebbe e sarebbe interessato a te e a quello che stai facendo. Era sempre così quando era con la gente, si divertiva a discutere delle cose, era curioso, sapeva ascoltare gli altri”. In una di queste occasioni Bundy le disse: "Non c'è differenza tra bene e male”. Gli risposi: “Ted, sei alla facolta' di legge. Come puoi dire che se credi in una professione che deve valutare sempre ciò che è giusto e ciò che è sbagliato"? Non mi ha mai risposto davvero, ma questo mi è rimasto impresso nella mia mente e quel ricordo viene fuori anno dopo anno”.

ASSASSINO PREMUROSO DOPO I DELITTI

Nel periodo in cui ha vissuto nella casa di Salt Lake City, Utah, nel 1974 - 1975, la polizia ritiene che abbia ucciso otto donne. Lei e Bundy vivevano nello stesso alloggio: "Non uscivamo perché non avevamo molti soldi ma lui faceva un buon hamburger e ci sedevamo nella sua cucina con un piccolo televisore sul tavolo e lascoltavamo le notizie di tutte le ragazze che venivano uccise e scomparse in quel periodo". Bundy non  mostrava alcuna emozione quando le cronache dei delitti erano in onda: "Non ha aveva reazione. Una volta gli ho detto: ‘Se un uomo si fosse avvicinato a me, non gli avrei permesso di toccarmi’. E lui disse: ‘Non devi preoccuparti di questo’. Ci ho pensato più tardi. Andavamo a giocare a bowling a bordo del suo Beetle VW. Ero su un sedile che scivolava in avanti quando si fermava ad un segnale di stop o ad un semaforo. Non capivo il perchè”. Bundy aveva rimosso quel sedile per nascondere i corpi delle sue vittime, ma non ho mai visto del sangue. Non so come abbia fatto perché il corpo umano è pieno di sangue”.

Uno che lo conosceva raccontò alla polizia che Bundy passava ore a pulire la sua auto, malgrado fosse vecchia e male in arnese. Ma Bundy, secondo la sua ex, era "un fanatico della pulizia”. Ricorda anche che aveva una collezione di coltelli da cucina affilati di cui era molto orgoglioso. “Ne parlava spesso, avrei scoperto solo dopo erano quelli che usava sulle donne… Non dimenticherò mai una notte in cui dormivo e mi sono svegliata nel mezzo della notte. Gli ho detto: ‘Ted, dove sei? Cosa stai facendo?’. Era in cucina e mi ha detto: ‘Sto solo guardando i miei coltelli. Ci ho pensato più tardi: stavo per essere uccisa. Solo che lui non lo avrebbe fatto nel suo appartamento”. Nel corso dei decenni non è riuscita a conciliare l'aspetto piacevole e il modo di fare gentile di Ted con la rabbia omicida che lo ha portato a massacrare così tante giovani: "C'era una ragazza che è scomparsa la notte di Halloween ed è stata uccisa. E la notte di Halloween Ted è venuto nel mio appartamento mentre dormivo: la porta era parzialmente aperta perché il tappeto gli impediva di chiudersi. Ero a letto e lui entrò e mi disse: ‘Voglio dirti che la tua porta è aperta e non è chiusa a chiave’. Mi ha svegliato. E ho detto: ‘Grazie Ted’. Quella notte ha fatto una buona azione e ucciso qualcuno, e io non ho notato niente”.

"VIDI NEI SUOI OCCHI UN LAMPO OMICIDA"

C'è stata un'occasione, però, in cui crede di aver visto un lampo del vero Bundy. “Mi presentai a sorpresa nella sua casa, non avevo troppo tempo e volevo solo salutarlo. Parcheggiai la mia auto sul vialetto e bussai. Lui mi aprì con un strano sorriso dipinto sul volto. Si capiva che era falso, solo apparenza. Aveva una sigaretta in una mano e un drink nell’altra. Dopo mi sono chiesta se quello sguardo falso era quello con cui uccideva. L'istinto mi fece andare via subito, mi sentivo a disagio”. Ma per quanto all'epoca non fosse riuscita a scoprire nulla di sinistro su Bundy, ammise che quando tutte le orribili accuse furono note, nel suo cuore sapeva che erano vere. A questo punto lei e Bundy erano già solo amici.

Ted Bundy fu arrestato nel maggio 1975, quando un agente prese una strada sbagliata e finì davanti alla casa di un suo vicino: sapeva che la famiglia era in vacanza, ma che le loro tre figlie adolescenti erano rimaste a casa. Un Beetle VW  beige era parcheggiato fuori e quando si avvicinò, Bundy fuggì. Lo inseguì fino a una stazione di servizio dove alla fine si fermò. Bundy disse che si era perso nel quartiere e si era fermato per guardare un film. Ma in una perquisizione della sua auto saltarono fuori un passamontagna, collant, un martello, un piede di porco e manette.

La sua ex oggi ammette che, per quanto non fosse stata in grado di rilevare nulla di sinistro su Bundy in quel momento, sapeva che le orribili accuse erano vere. La fidanzata più famosa di Bundy fu Elizabeth Kloepfer, mentre il suo nome è tuttora sconosciuto. La polizia la interrogò, e poco a poco la terribile verità emerse: “Un agente mi ha fatto notare tutte queste coincidenze. Voleva sapere se avevo sentito qualcosa perché Ted poteva effettivamente uscire di casa nostra, saltando fuori dalla scala antincendio e poi sul vialetto. Riuscivo a sentirlo scendere le scale, che erano vecchie e scricchiolanti, e così poteva nascondere i suoi movimenti uscendo da lì. Poi mi chiesero se sapevo che aveva lasciato la città in certi fine settimana".

Tra il gennaio e l'aprile 1975, Bundy aveva scelto per le sue imprese criminali il Colorado, dove ha ucciso altre tre donne. In seguito al suo arresto, i poliziotti dello Utah hanno potuto raccogliere solo prove sufficienti per accusarlo del rapimento di Carol DaRonch. Quando fu processato, non esisteva nemmeno più il legame tra lui e la sua ex fidanzata. Bundy era stato rilasciato su cauzione in attesa del processo e in quella stessa settimana era andato a trovarla dove lavorava. Ricorda che tutte le sue colleghe erano rimaste affascinate dallo sconosciuto assai bello che aveva chiesto di parlare con lei in privato. “Siamo usciti dalla sala per parlare e mi ha detto: 'Pensi davvero che potrei fare tutte le cose che dicono?’. E io ho detto: ‘Non posso credere che un mio amico possa fare una cosa del genere’. E questo era quanto. Ma lui sapeva che lo pensavo. E io sapevo che l’ha fatto. Dopo di che ho visto sempre meno Bundy, che si è immerso nella comunità mormone che lo aveva abbracciato sostenendo la sua innocenza. Ha frequentato la chiesa perché erano con lui e pensavano fosse innocente. Io sentivo che non era così".

"SAI? LA TUA CORDA DEVE ESSERE ROBUSTA"

E per la prima volta si era veramente spaventata da Bundy e dalle minacce velate e sottili che lui le ha rivolto  quando era andato a trovarla a casa sua nello stesso periodo. “Avevo un lampadario con delle punte affilate e Ted mi disse: ‘Hai mai sbattuto la testa su quello?’ E io ho detto: ‘No’. Fu allora che divenne piuttosto ostile.  Avevo un un appendiabiti di canapa, erano di moda negli anni ’70, vicino alla porta della mia sala da pranzo e quella stessa sera mi disse: ‘Sembra una corda molto robusta...’. Erano commenti terrificanti. Dopo che Bundy se ne andò quella notte chiamai i miei genitori, chiusi l'appartamento e fuggii. Non l'ho mai più visto. Ho seguito le sue imprese in giro per il paese”. Bundy nel frattempo era stato condannato a un minimo di un anno e un massimo di 15 per il rapimento di Carol DaRonch. Ma i poliziotti del Colorado lo accusavano di altri tre omicidi e così, nel gennaio 1977, fu trasferito ad Aspen per affrontare le accuse più gravi. Durante il suo soggiorno in Colorado riuscì a fuggire due volte.

La prima volta durò solo sei giorni prima di essere catturato. La seconda riuscì a fuggire per due mesi, durante i quali il terrore si spostò in Florida, dove fu preda di una delle sue più atroci furie omicide. In una sola notte uccise tre studentesse della confraternita di Chi Omega, irrompendo nella loro casa e uccidendole nei loro letti. Quuella stessa notte ferì un'altra vittima quasi a morte. Il mese successivo, nel febbraio 1978, fece la sua ultima vittima, Kimberly Leach, 12 anni.

Oggi la sua ex fidanzata commenta: "Sono contraria alla pena di morte, ma mi ricordo quando una mattina mi sono svegliata e ho saputo che Ted Bundy era in Florida e stava aspettando la pena di morte e che finalmente avevano preso la decisione di ucciderlo. Non l'avevo mai detto prima. Ma Ted era una minaccia per la società e sapeva come nascondersi. E’ stato un sollievo sapere che non era più su questa terra". 

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