"Ti giuro, non ho fatto nulla a tuo fratello"

| Le lacrime della serial killer Myra Hindley che, con l'amante Ian Brady, uccise 7 bambini. Incontrò il fratello di Keith in carcere ma non gli rivelò dove fu sepolto. Gli "assassini della brughiera"

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Riemergono dall’oblio agghiaccianti dettagli a proposito degli “assassini della brughiera”, Ian Brady e la compagna Myra Hindley, responsabili anche della feroce uccisione di un bambino di 12 anni, Keith Bennet, il cui corpo non fu mai ritrovato nel "cimitero” dove i due serial killer aveva sepolto sette adolescenti e bambini uccisi, (ci sono altri casi sospetti) negli Anni ’60 in Inghilterra. Myra aveva incontrato in carcere il fratello della vittima che voleva sapere almeno dove fosse stato sepolto il corpo, se a Sanderwood Hills, dove furono ritrovato altri cadaveri, o altrove. Ma. lei, piangendo e stringendolo in un abbraccio, "veramente sconvolta" si impegnò ad aiutarlo.

Alan Bennett aveva otto anni quando suo fratello dodicenne fu rapito e ucciso da Hindley e dal suo amante Ian Brady. Myra Hindley, condannata all’ergastolo, morì 60enne nel 2002 in carcere. Lui non ha mai perso la speranza di potere dare prima o poi una sepoltura al fratellino, scomparso nel giugno del 1964. Myra Hindley e Ian Brady agirono contro le loro vittime indifese tra il 1963 e il 1965, solo per provare il brivido del "delitto perfetto". Uccidevano e stupravano bambini scelti a caso, predati lungo le strade con una tecnica sempre eguale.

Solo oggi Alan Bennett, ora 62 anni, ha rivelato di avere incontrato l'assassina in prigione nel 1998. "Ero da solo. Non l'ho detto a nessuno. Non l'ho nemmeno detto a mia madre”. Alan descrisse la sua ansia mentre l’aspettava nella sala d'attesa della prigione e si ritrovò davanti all’improvviso una donna con i capelli scuri, zoppicante e vestita di nero. "'Ciao Alan, mi sono alzato e l'ho guardata in faccia. Myra Hindley cominciò a piangere e mi disse: ‘Mi dispiace tanto per i problemi che ho causato e per il dolore, e per essere stata una tale codarda…Voglio che tu sappia che non ho mai toccato Keith, non l'ho mai ucciso, ma sono colpevole come Brady perché l’ho portato con me in macchina, sapevo cosa gli sarebbe successo, ma non gli ho fatto nulla”. Myra Hindley gli mostrò persino l'interno della sua cella, con l'immagine di una cascata che, secondo lui, poteva essere collegata al luogo in cui si trovava suo fratello. Gli disse che Keith potrebbe essere nelle vicinanze di Hoe Grain, sulla A635, in una zona scoscesa.

Bennett avrebbe dovuto di nuovo incontrare nuovamente Hindley ma fu colpita da un ictus. Dopo, si rifiutò di incontrarlo di nuovo. Ian Brady è morto all'età di 79 anni nel maggio 2017, in un istituto psichiatrico. Aveva scritto ad Alan una lettera in cui gli aveva promesso che, nel suo testamento, avrebbe indicato il luogo della sepoltura di Keith.  Aveva 12 anni, stava andando a casa di sua nonna il 16 giugno 1964, quando Myra Hindley lo attirò nel suo furgone, Brady poi  trascinò il ragazzino nel bosco. Riapparve 30 minuti dopo aver stuprato e strangolato Keith. Arrestato tempo dopo, già detenuto nell'ospedale di massima sicurezza di Ashworth. nel novembre 1985, confessò alla polizia l'omicidio di Keith. Alan Bennet ha chiesto invano che siano aperti i legati testamentari di Brady, custoditi in due valigie tuttora in un archivio.

Cold Case
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