Una settimana per risolvere il caso di Maddie

| È quanto promette un medico forense americano, grazie ad una tecnica innovativa e molto più sofisticata del suo laboratorio. Un’analisi che ha permesso di dare un nome ai resti delle vittime dell’11 settembre

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Mark Perlin, medico forense americano, ha chiesto alla “Metropolitan Police” di Londra 18 campioni di Dna considerati incompleti, relativi all’indagine sulla scomparsa di Madeleine McCann, la bimba britannica di tre anni svanita nel nulla in un villaggio turistico in Portogallo nel maggio del 2007.

Secondo il dottor Perlin, il “Cybernetics” il suo laboratorio di Pittsburgh, che ha all’attivo l’identificazione di molti resti delle vittime dell’attacco terroristico dell’11 settembre, è in grado di dare risposte sui campioni che le autorità britanniche hanno faticato ad analizzare. Il viaggio dei reperti era iniziano con l’invio della polizia portoghese al Servizio di Scienze Forensi del Regno Unito (FSS) di Birmingham. Ma a differenza della maggioranza degli laboratori, il team del dottor Perlin possiede un programma informatico chiamato “TrueAllele” che è in grado di analizzare dati molto più complessi. “Penso che siano stati forniti dati affidabili ma che andrebbero sottoposti a metodi di laboratorio nuovi e innovativi. Se si utilizza un programma informatico che può utilizzare tutti i dati e prendere in considerazione milioni di possibilità diverse, si ottengono più informazioni di altri metodi, che di solito non danno alcuna risposta. A quel punto bastano una o due settimane al massimo, a seconda dei dati, per fornire un primo rapporto preliminare”.



Nel 2016, il laboratorio del dottor Perlin ha analizzato con successo una piccola e complessa prova utilizzata in un processo di omicidio di massa in Australia. Il risultato è stato fondamentale per arrivare al verdetto di colpevolezza contro Robert Xie, che ha massacrato cinque parenti ed è sfuggito alla giustizia in tre processi precedenti. 

Il dottor Perlin ha inviato una richiesta alla Metropolitan Police di poter analizzare i campioni di DNA del caso della piccola Maddie, ma non ha ancora ricevuto risposta. 

Nelle indagini, che dal 2007 vivono di alti e bassi, di accuse e sospetti, è emerso che Euclides Monteiro, ex dipendente dell’Ocean Club, il resort in cui è scomparsa Maddie e potenzialmente coinvolto nel rapimento, non era mai stato sentito dalla polizia, ma è morto prima di essere interrogato. Secondo i media portoghesi Monteiro, un eroinomane, potrebbe aver rapito la bimba come vendetta nei confronti del suo ex datore di lavoro. Lapidario il commento di un portavoce della polizia: “L’indagine sulla scomparsa di Madeleine McCann è ancora in corso. Non forniremo alcun commento”. Scotland Yard è in attesa di sapere se il Ministero degli Interni concederà altre 150.000 sterline per finanziare l’indagine per altri 12 mesi.

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