500 trekkers abbandonati sulle cime del Nepal

| Quando nel paese asiatico è scattato il lockdown, il panico ha fatto sì che 500 escursionisti fossero abbandonati sulle cime dell’Himalaya. Ora si stanno organizzazioni i soccorsi per riportarli a casa

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Quando l’ordine di lockdown per l’epidemia è scattato anche in Nepal, nessuno ha pensato agli escursionisti rimasti in cima, impegnati a superare i sentieri dell’Himalaya senza sapere nulla di ciò che il resto del mondo, qualche centinaio di metri più a valle, stava vivendo.

Ora, finalmente, il “Nepal Tourism Borad” ha lanciato l’allarme per tentare di salvare circa 500 trekker bloccati da giorni su almeno quattro percorsi diversi e ormai allo stremo delle forze. La respirazione, dicono gli esperti, già ostacolata dalle altitudini estreme, potrebbe avere effetti devastanti in caso di esplosione di contagi.

“Stiamo lavorando con diverse agenzie governative per recuperare gli escursionisti e portarli a Kathmandu, in modo da poterci coordinare con le ambasciate per il ritorno nei rispettivi paesi d’origine - ha assicurato Shradha Shrestha, portavoce del Nepal Tourism Board - diverse ambasciate, come quelle di Francia e Germania stanno già pianificando di inviare voli charter in alcune di queste aree per riportare a casa i trekker”. L’ambasciata britannica a Kathmandu ha chiesto ai cittadini inglesi presenti in Nepal di mettersi in contatto con gli uffici consolari per comunicare nomi e dati: “Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità per cercare di trovare una soluzione, vi contatteremo al più presto”, hanno twittato poche ore fa.

Agli inizi di marzo, a causa della pandemia, il governo nepalese ha annullato fino alla fine di aprile la stagione delle scalate su tutte le cime himalayane del Paese, compreso il monte Everest. Secondo i dati forniti dal Nepal Health Ministry, finora nel Paese si sono registrati solo tre casi, ma il timore di un aumento improvviso è costante.

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