Ai Paesi ricchi la metà dei prossimi vaccini

| La denuncia dell’ong Oxfam, che svela i contratti faraonici di alcuni Paesi ricchi con più industrie farmaceutiche, per assicurarsi miliardi di dosi quando il vaccino sarà pronto

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Se c’erano ancora dubbi sulla corsa al vaccino anti-Covid, a toglierli ci ha pensato una denuncia della ong “Oxfam”, secondo cui un manipolo di Paesi più ricchi ha già opzionato almeno la metà delle dosi future, trascinando il resto del mondo, quello povero, nella sgradevole posizione di faticare a riceverne, almeno nei primi mesi della distribuzione. È soprattutto l’Occidente - Stati Uniti, Unione Europea e Gran Bretagna, a cui si aggiunge il Giappone – ad aver sottoscritto contratti per 5,3 miliardi di dosi con laboratori e industrie farmaceutiche ormai quasi tutte avviate nella fase 3 di sperimentazione, per essere pronti quando almeno una di queste avrà trovato il vaccino con cui liberarsi dalla pandemia. Per essere ancora più precisi, gli Stati Uniti avrebbero opzionato 800 milioni di dosi, mentre la UE 1,5 miliardi.

Fra le aziende che stanno facendo affari d’oro i nomi che circolano con insistenza in questi mesi: AstraZeneca, Sanofi, Pfizer, Johonson&Joshonson, l’americana Moderna, la cinese Sinovac e la russa Gamaleia.

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