America: tutto da rifare

| In una lettera aperta inviata alla classe politica, oltre 150 personalità americane chiedono il ritorno del lockdown per ricominciare da capo nella lotta al Covid

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Oltre 150 fra virologi, medici, scienziati, insegnanti, infermieri e importanti esperti statunitensi hanno firmato una lettera indirizzata alla Casa Bianca per esortare la classe politica a chiudere nuovamente il Paese e a ricominciare da capo, questa volta rispettando in modo ferreo i divieti senza differenze fra i diversi stati.

Difficile ribattere qualcosa, visto l’aumento giornaliero di casi che mostra la tragica realtà: il virus è ben lontano dall’essere contenuto e sconfitto. Secondo i dati della Johns Hopkins University, negli Stati Uniti sono stati registrati almeno 4.038.748 casi di coronavirus e 144.304 decessi.

“In questo momento siamo sulla strada per superare le 200mila morti entro il 1° novembre. Eppure, in molti Stati la gente può andare nei bar, tagliarsi i capelli, mangiare al ristorante e fare una miriade di altre attività normali e piacevoli, ma non essenziali”.

In base alle previsioni statistiche dei “Centers for Disease Control and Prevention mortality”, il coronavirus è destinato a diventare una delle principali cause di morte negli Stati Uniti. Anche il co-fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha lanciato l’allarme: “I tassi di infezione in America sono profondamente preoccupanti perché paradossalmente d’estate, quando fa più caldo e la gente è all’aperto, è più facile ridurre l'infezione di quanto non lo sarà in autunno. Questo significa che siamo in una situazione di stallo, veramente molto difficile”.

La dott.ssa Deborah Birx, coordinatrice della Task Force per il Coronavirus della Casa Bianca ha ammesso che i casi stanno iniziando a salire a livelli altissimi in quattro stati: “Stiamo già cominciando a vedere la recrudescenza del virus nei quattro stati che più hanno sofferto nelle ultime settimane: Texas, California, Arizona e Florida”.

Per il quarto giorno consecutivo, la contea di Los Angeles segnala 2.000 casi confermati in più, e i funzionari sanitari in Alaska hanno iniziato a isolare, monitorare e curare 96 dipendenti di uno stabilimento di lavorazione dei frutti di mare a Seward. Per via di un tasso di trasmissione crescente, il governatore di Washington Jay Inslee ha annunciato restrizioni su ristoranti, bar, centri fitness, cinema, matrimoni e funerali. “Se lasciamo che il virus abbia un controllo maggiore, avrà un impatto ancora più devastante a lungo termine sulla nostra economia e sulla nostra salute”.

La recrudescenza dei casi ha acceso il dibattito su come cominciare il nuovo anno scolastico: il governatore del Nex Mexico Michelle Lujan Grisham ha annunciato che le scuole non riapriranno almeno fino all’inizio del prossimo anno. Al contrario, il suo omologo del Tennessee Bill Lee ha annunciato la riapertura delle scuole per il prossimo martedì. “I nostri bambini ne hanno bisogno, non solo per questioni scolastiche ma perché stanno subendo un forte carico emotivo. Ci sono molte ragioni per cui le scuole possono e devono essere aperte”.

Le nuove linee guida del CDC si dicono favorevoli al ritorno degli studenti in classe: le prove disponibili finora mostrano che il coronavirus non rappresenta un rischio così grande per i bambini.

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