Bloccati i test del vaccino dell’Università di Oxford

| La fase 3 di sperimentazione, che procedeva speditamente, è stata fermata dopo che un partecipante del Regno Unito ha sviluppato una reazione avversa. Secondo gli esperti si tratta di eventi calcolati e inevitabili

+ Miei preferiti
Il vaccino in fase di studio da “AstraZeneca” e l’Università di AstraZeneca-Oxford è visto come uno dei più probabili tra le dozzine che attualmente sono in fase di sviluppo, e ci sono forti speranze che possa anche essere uno dei primi ad arrivare sul mercato, dopo aver superato con alto grado di successo i test della fase 1 e 2.

Nelle ultime settimane, il passaggio alla fase 3 di sperimentazione – quella più delicata, che spesso può durare anni - ha coinvolto circa 30.000 volontari fra Stati Uniti, Regno Unito, Brasile e Sudafrica. Tutto procedeva per il meglio, fino a quando un volontario nel Regno Unito ha avuto una reazione avversa, costringendo il team di AstraZeneca e dall’Università di Oxford a bloccare temporaneamente la sperimentazione. L’azienda biofarmaceutica ha spiegato lo stop come una pausa “di routine” e il caso uno “sviluppo inspiegabile”.

Tutti i siti internazionali di sperimentazione sono stati messi in pausa nell’attesa dei risultati di un’indagine interna che sta esaminando i parametri di sicurezza prima che le autorità di regolamentazione decidano se la sperimentazione può riprendere. “Nelle grandi sperimentazioni le reazioni si manifestano per caso, ma devono essere esaminate in modo indipendente per verificarle con attenzione”, ha commentato un portavoce dell’Università di Oxford.

Si tratta della seconda sospensione della sperimentazione del vaccino contro il coronavirus, un evento assai normale nei trial più importanti, che accadono ogni volta che un volontario viene ricoverato in ospedale dopo aver sviluppato una qualsiasi reazione avversa.

La convinzione generale, comunque, è che la sperimentazione possa riprendere spedita nel giro di pochi giorni. “Stat News”, il sito che per primo ha dato la notizia, riferisce che i dettagli della reazione del volontario britannico non sono ancora noti, ma secondo una fonte ci si aspetta la totale guarigione.

Incidenti di percorso quasi inevitabili, nella corsa spasmodica alla ricerca del vaccino che liberi il mondo dal coronavirus. In America, Trump pretende una profilassi disponibile prima delle elezioni del 3 novembre, ma la fretta ha sollevato il timore che la politica possa essere prioritaria rispetto alla sicurezza.

Pochi giorni fa, un gruppo di aziende biotecnologiche che lavorano allo sviluppo del vaccino contro il Covid-19 (oltre ad AstraZaneca anche Johnson & Johnson, BioNTech, GlaxoSmithKline, Pfizer, Merk, Moderna, Sanofi e Novavax), ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica annunciando uno “sforzo di portata storica” e sottoscritto l’impegno di richiedere l’approvazione solo dopo che i vaccini sono passati attraverso le tre fasi di studio per “fare della sicurezza e del benessere degli individui la priorità assoluta”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi 180 vaccini sperimentali sono attualmente in fase di test in tutto il mondo, ma nessuno ha ancora completato gli studi clinici richiesti. Nel frattempo, la Food and Drug Administration  ha concesso ai vaccini americani un iter di approvazione in via d’urgenza, ancora prima che sia completata la terza fase di test. La settimana scorsa è anche emerso che i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi hanno chiesto di considerare la possibilità di dover rinunciare ad alcuni requisiti di sicurezza per essere pronti a distribuire un potenziale vaccino entro il 1° novembre, due giorni prima delle elezioni presidenziali.

CORONAVIRUS
200 giorni senza un contagio,
il caso Taiwan
200 giorni senza un contagio,<br>il caso Taiwan
L’ultimo accertato risale alla domenica di Pasqua. Merito di una risposta veloce e di una ferrea e accuratissima strategia di tracciamento dei contatti
Il Covid, compagno di strada anche nel 2021
Il Covid, compagno di strada anche nel 2021
Un noto e influente epidemiologo giapponese toglie il velo alle speranze che i primi vaccini possano essere risolutivi: “Dobbiamo imparare a convivere con il virus per molto tempo”
Il caso Irlanda, lezione di tempestività
Il caso Irlanda, lezione di tempestività
Alle prime avvisaglie di aumento dei casi, le autorità irlandesi non hanno esitato a far scattare un mini lockdown
Il mondo nel pieno della seconda ondata
Il mondo nel pieno della seconda ondata
Le misure di contenimento sono ormai state adottate ovunque, ma il numero di contagi quotidiani e di decessi continua a salire in modo inesorabile. Tante le proteste di piazza contro i lockdown che ammazzano l’economia
L’allarme del Belgio: «Il Covid è fuori controllo»
L’allarme del Belgio: «Il Covid è fuori controllo»
I tassi di contagio hanno raggiunto picchi allarmanti e le autorità sanitare temono che sia vicino il collasso del sistema ospedaliero. Ma in tanti per strada non indossano neanche la mascherina
La fine di Dmitriy, l’uomo che non credeva al Covid
La fine di Dmitriy, l’uomo che non credeva al Covid
Istruttore di fitness e blogger, era considerato un acceso “negazionista”: al ritorno da un viaggio di lavoro in Turchia scopre di essere positivo e muore pochi giorni dopo
Repubblica Ceca, da esempio
per l’Europa al disastro
Repubblica Ceca, da esempio<br>per l’Europa al disastro
Il Paese era riuscito a contenere in modo efficace la prima ondata, ma un insieme di concause ha permesso al virus di riprendere ciò che aveva solo lasciato indietro. E la gente protesta nelle piazze
Lockdown totale e mirato? Il dilemma dell’Europa
Lockdown totale e mirato? Il dilemma dell’Europa
Secondo gli esperti scientifici, sarebbe più efficace una breve chiusura totale piuttosto che tante piccole misure locali che non consentono di controllare le infezioni. Ma di mezzo ci sono le difficili situazioni delle economie
Great Barrington Declaration, la petizione per l’immunità di gregge
Great Barrington Declaration, la petizione per l’immunità di gregge
Firmato da esperti in tutto il mondo, è un manifesto che chiede di tutelare dal virus le fasce più a rischio ma di consentire a tutti gli altri la normalità, puntando verso l’immunità naturale
La lezione asiatica, che il mondo ha ignorato
La lezione asiatica, che il mondo ha ignorato
I paesi dell’area Asia-Pacifico vivono situazioni decisamente migliori rispetto all’Occidente. Merito di strategie precise, comunicazioni efficaci e decisioni condivise che non generano malumori