California lockdown

| Il popoloso stato patria delle libertà ha deciso di chiudere tutte le attività non basilari per lasciare aperti soltanto i servizi essenziali. È il primo stato americano

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Il “Golden State”, la California, con 40 milioni di abitanti lo stato più popoloso d’America, è anche il primo a decretare il lockdown completo. A convincere il governatore Gavin Newsom 900 contagi e 19 morti, ma soprattutto la nefasta previsione che nel giro di due mesi potrebbe portare la metà della popolazione ad essere contagiata.

Il blocco è entrato in vigore alla mezzanotte di giovedì: da quel momento i californiani, come molti altri cittadini di paesi diversi del mondo, non devono uscire di casa se non per questioni essenziali come la spesa, le prescrizioni mediche, l’assistenza sanitaria e la necessità di raggiungere posti di lavoro considerati cruciali.

“Questo è un momento in cui è necessario parlare chiaro - ha detto Newsom ai giornalisti - come individui e come comunità, dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per superare questo difficile momento. Prevediamo che circa il 56% della popolazione del nostro stato, circa 25,5 milioni di persone, sarà infettata dal virus per un periodo di almeno otto settimane. Gli ordini, in questa prima fase, non saranno fatti rispettare dalle forze dell’ordine perché ritengo che i californiani non abbiano bisogno di sentirsi dire che è giusto e necessario isolarsi in casa propria. Siamo fiduciosi che la gente dello stato della California si atterrà agli ordini e farà la cosa giusta”.

I servizi essenziali come alimentari, farmacie, stazioni di servizio, mercati, banchi alimentari, minimarket e ristoranti per le consegne a domicilio rimarranno aperti. Così come le banche e gli uffici del governo locale. Tutte le attività non essenziali come ristoranti, bar, palestre e centri congressi saranno chiusi.

L’ordine del governatore segue la richiesta al presidente Trump di inviare la nave ospedale USNS Mercy al porto di Los Angeles fino al 1° settembre come supporto all’assistenza sanitaria. “I modelli di tracciamento del Coronavirus mostrano che la diffusione in California potrebbe richiedere il ricovero ospedaliero di oltre 19.000 persone oltre le attuali capacità ospedaliere, e in alcune parti dello stato i tassi di infezione raddoppiano ogni quattro giorni. Se cambiamo i nostri comportamenti, il numero si ridurrà”.

I funzionari hanno in programma di utilizzare i dormitori delle università statali per ospitare temporaneamente i pazienti affetti da coronavirus, insieme agli ospedali che sosterranno in prima linea gli sforzi di contenimento. 

“Fate vostri i modelli di comportamento prendendo le distanze sociali dagli altri. L’isolamento non è la mia scelta preferita, ma necessaria”. Prima dell'annuncio di Newsom, le contee di Los Angeles e della Baia di San Francisco avevano emesso ordinanze simili, e anche altri stati stanno lottando per trovare il modo di combattere il virus in rapida evoluzione, per evitare l’afflusso di pazienti verso le strutture mediche.

A New York, dove il coronavirus ha ucciso 32 persone, il governatore Andrew Cuomo ha ribadito di non avere intenzione di imporre un mandato in tutto lo Stato: “Il mio lavoro è di assicurarmi che ci sia un piano coordinato e che funzioni ovunque”.

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