Cina, tra entusiasmi e paure

| Il colosso asiatico sul filo del rasoio: da una parte sottolinea la rinascita di Wuhan, dall’altra mantiene alte le misure di contenimento perché il virus è ancora in circolazione, e si teme una seconda ondata

+ Miei preferiti
A Wuhan, l’epicentro di tutto, l’aria che si respira è trionfale: dopo mesi di isolamento, gli abitanti hanno ricevuto il via libera per uscire, e perfino viaggiare.

Un cambio di passo sottolineato con grande enfasi dai media statali, perché proprio la città che fino a poche settimane fa incarnava il fallimento cinese nel contenere il coronavirus, ora è il simbolo della ripresa del Paese, in netto contrasto con il caos che sta piegando gran parte del mondo. “Come una fenice, Wuhan riemerge dall’oscuro blocco del coronavirus nella calda primavera”, si legge a piena pagina sul “Global Times”, mentre altri media pubblicano reportage sulla città “che gradualmente torna alla normalità”, con un boom di matrimoni incluso.

Ma sotto la facciata di sorridente fiducia nel futuro, si nascondono i sintomi di una preoccupazione palpabile: una nuova ondata di infezioni, di lockdown, di morte e miseria che sembra profilarsi all’orizzonte.

Intervenendo ad una riunione dei leader del Partito comunista, il presidente Xi Jinping ha esortato “a sforzi incessanti per evitare che il nascere di focolai importati dall’estero, per prevenire una recrudescenza dell’epidemia”. Al di fuori di Wuhan, il ritorno alla normalità sembra ancora lontano: in molte parti del Paese restano in vigore le severe misure di contenimento, in particolare nella capitale, Pechino, dove i trasporti sono drasticamente limitati e gli stranieri sono costretti a pesanti restrizioni per timore dei casi di importazione.

A Suifenhe, città settentrionale al confine con la Russia, è stato costruito un nuovo ospedale e ai residenti è stato ordinato di restare a casa dopo un picco di casi che si pensava provenissero dal paese vicino. Il 9 aprile, secondo il “People’s Daily”, in città sono stati registrati 123 nuovi casi e 137 persone asintomatiche.

Hubei, la provincia di cui Wuhan è la capitale, continuerà a mantenere le misure di emergenza: i funzionari ammettono che la cifra “zero” nella crescita di casi “non significa zero rischi”. Le stazioni ferroviarie hanno intensificato ovunque i protocolli di disinfezione e di ispezione, visto che dalle previsione decine di migliaia di residenti di Wuhan dovrebbero lasciare la città questa settimana. Molti erano rimasti intrappolati in città dopo essere tornati a vedere la famiglia durante il Capodanno cinese, e ora sperano di poter tornare nei luoghi di residenza. Ma molte città, tra cui Guangzhou e Shenzhen, hanno già annunciato che chi arriva sarà obbligato a sottoporsi a misure di autoquarantena e a regolari test di controllo.

Rispetto all’Europa e agli Stati Uniti, la Cina e altri Paesi asiatici sembrano già proiettati nel futuro, e il mondo intero osserva, per capire se la regione più martoriata dal coronavirus potrà davvero tornare a quella normalità che in molti altri posti sembra ancora un miraggio. In uno studio pubblicato sulla rivista media “The Lancet” questa settimana, i ricercatori hanno messo in guardia dai facili entusiasmi. Notando che l’isolamento della Cina e le restrizioni sui viaggi hanno avuto successo nel ridurre il numero di infezioni a livelli molto bassi, senza un vaccino o “l’immunità di gregge” il virus "potrebbe facilmente tornare a farsi vivo mentre le aziende, le fabbriche e le scuole riprendono gradualmente e aumentano la vicinanza sociale. Anche nelle megalopoli più prospere e ricche di risorse come Pechino e Shanghai, le risorse sanitarie sono limitate, e i servizi potrebbero nuovamente trovarsi a lottare con un improvviso aumento dei ricoveri. I nostri risultati evidenziano l’importanza di garantire che i sistemi sanitari abbiano personale e risorse adeguate per ridurre al minimo i decessi legati al Covid-19”.

Oltre alla Cina, anche altri Paesi asiatici appaiono molto cauti nel non abbassare troppo presto la guardia. Venerdì scorso, Singapore ha segnalato 287 nuovi casi, il più grande aumento in un solo giorno della città-stato dall’inizio della pandemia. Di questi, solo tre risultano “importati”, il che indica un nuovo preoccupante focolaio interno. La città semi-autonoma di Hong Kong ha assistito a un picco simile dopo aver allentato le restrizioni, con molte infezioni importate da oltreoceano. Da allora i funzionari hanno intensificato i controlli ed esortato la popolazione ad essere più severa nella distanza sociale. “Sembra che molti di noi siano stati forse troppo compiacenti - ha scritto Bernard Chan, un funzionario di alto livello - ora è il momento che tutti facciano il possibile per evitare che il virus si diffonda nuovamente. Non guardiamo all’indietro e teniamo a mente che potrebbero esserci non solo una seconda, ma una terza e una quarta ondata di infezioni”.

La Corea del Sud, presa da esempio per l’efficace risposta al contagio, sembra non correre questi rischi. Il vice ministro della Salute Kim Ganglip ha detto che, nonostante un calo prolungato di nuovi casi, le restrizioni sui raduni e assembramenti rimarranno in vigore fino a Pasqua. Poi, si potrà pensare ad un graduale ritorno alla normalità.

CORONAVIRUS
THE WUHAN PAPERS
THE WUHAN PAPERS
Nella più importante fuga di notizie dall’inizio della pandemia, 117 pagine di documenti dimostrano l’inefficienza, le carenze, la cattiva gestione e gli insabbiamenti della Cina nelle prime fasi del Covid-19
Casi in aumento in Asia, ma nessun timore
Casi in aumento in Asia, ma nessun timore
In Cina, Corea del Sud e Hong Kong si segnalano nuovi casi, ma la situazione è così sotto controllo che è difficile sfugga. Al contrario di Europa e Stati Uniti, dove secondo gli esperti una terza ondata è assai probabile
New York, 700 cadaveri nei camion frigorifero
New York, 700 cadaveri nei camion frigorifero
Sono fermi dallo scorso aprile: di 230 non si riesce a rintracciare nessun parente prossimo, per tutti gli altri le famiglie non sono in grado di pagare una sepoltura
Vaccini: è iniziata la corsa al ghiaccio secco
Vaccini: è iniziata la corsa al ghiaccio secco
Ne serviranno quantità enormi per trasportare in tutto il mondo le dosi necessarie a vaccinare le popolazioni. Un’operazione che dovrà affrontare enormi difficoltà nelle zone più povere e dimenticate del mondo
Russia, la storia oscura della pandemia
Russia, la storia oscura della pandemia
La situazione nel Paese sembra ben più grave e allarmante di quella che gli organi ufficiali raccontano, a cominciare dalle cifre delle vittime, falsate da un metodo di conteggio del tutto anomalo
Il primo test per il Covid africano, il più economico al mondo
Il primo test per il Covid africano, il più economico al mondo
Sviluppato dall’Istituto Pasteur di Dakar, in Senegal, è simile ai test dell’insulina: basta una goccia di sangue su una striscia di reagente. Sarà venduto a un dollaro e distribuito in modo massiccio in tutto il continente africano
La coppia che salverà il mondo
La coppia che salverà il mondo
Dietro la clamorosa notizia del vaccino c’è l’impegno di una coppia di biologi tedeschi, entrambi figli di immigrati turchi e oggi a capo della “BioNTech”, azienda che ha collaborato nella ricerca con il colosso “Pfizer”
Johnson: lockdown in tutta l’Inghilterra
Johnson: lockdown in tutta l’Inghilterra
Il provvedimento, che non riguarda l’intero Regno Unito, aggiunge il Paese al lungo elenco di misure adottate dai vicini europei. Più di 250 milioni di persone nella UE sono già bloccate a casa
200 giorni senza un contagio, il caso Taiwan
200 giorni senza un contagio, il caso Taiwan
L’ultimo accertato risale alla domenica di Pasqua. Merito di una risposta veloce e di una ferrea e accuratissima strategia di tracciamento dei contatti
Il Covid, compagno di strada anche nel 2021
Il Covid, compagno di strada anche nel 2021
Un noto e influente epidemiologo giapponese toglie il velo alle speranze che i primi vaccini possano essere risolutivi: “Dobbiamo imparare a convivere con il virus per molto tempo”