E guardo il virus da un oblò

| Molti fra i super ricchi di tutto il mondo stanno aspettando che il peggio passi al sicuro sui loro mega-yacht, circondati da lussi faraonici. Restano ormeggiati a distanza di sicurezza dalla costa, quanto basta per ricevere i rifornimenti

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Il mese scorso, il produttore discografico e cinematografico americano David Geffen ha postato sui suoi profili social un’immagine del “Rising Sun” (nella foto in apertura), il suo superyacht da 50 milioni di dollari, “in isolamento nelle acque di Grenadine, ai Caraibi”. Una confessione che, malgrado le migliori intenzioni, gli è valsa una valanga di insulti da buona parte del mondo. Il post è stato rimosso pochi minuti dopo, sostituito da un altro generico: “Spero che tutti restino al sicuro”.

Ma Geffen non è il solo riccone a vivere il lockdown da una posizione privilegiata, tanti “super rich” sono saltati dai loro jet privati agli yacht di lusso ormeggiati al riparo dal contagio, ma ad una distanza dalla costa in cui sia possibile ricevere rifornimenti da terra. “Abbiamo diversi proprietari di yacht privati che hanno scelto di isolarsi a bordo - svela Rupert Connor, proprietario della “Luxury Yacht Group LLC” – d’altra parte, quando si conosce bene il proprio yacht e il proprio equipaggio, è un’oasi meravigliosa dalla follia che avvolge il mondo. In più, molti degli yacht più grandi hanno forniture di cibo sufficienti per crociere a lungo raggio in grado di sostenerli per mesi, e spesso una parte dell’equipaggio ha anche una formazione medica”.

Secondo Connor, coloro che si stanno isolando sui loro yacht non si muovono: restano ormeggiati nella rada di isole da dove possono ricevere provviste e pianificano di rimanere lì fino a quando le restrizioni globali non saranno abolite. “Abbiamo avuto molte richieste di noleggio a lungo termine, ma la velocità della pandemia ha cambiato la realtà troppo rapidamente perché chiunque potesse noleggiare uno yacht senza il tempo di conoscere lo stato di salute dell’equipaggio”.

Tuttavia, sembra che ci siano alcuni broker che continuano a offrire charter: Jonathon Beckett, CEO di “Burgess”, ha dichiarato che alcuni selezionatissimi clienti hanno prenotato charter da quattro a sette settimane per le loro famiglie. La Luxury Yacht Group spera che presto le compagnie di noleggio siano in grado di effettuare test di contagio sui passeggeri e sull’equipaggio: “Una volta che avremo a bordo i test, uno yacht diventerà una sorta di santuario immune”.

Rumble Romagnoli, CEO di “Relevance”, società di marketing digitale di lusso di Monaco, è scettico, poiché numerosi aspetti pratici ne fanno una scelta irrealizzabile per molti: “Penso sia un po’ irrealistico pensare che la gente salga a bordo di uno yacht e aspetti che il peggio sia passato. Rimanere bloccati in mezzo al mare per settimane potrebbe rivelarsi noioso, anche se si dispone di servizi sontuosi come cantine piene di vini e perfino campi da basket. I miliardari non stanno quasi mai su uno yacht per due o tre mesi, perché non è poi così piacevole: in genere vanno, vengono, prendono l’elicottero per raggiungere un ristorante, un locale notturno o un party esclusivo. Non stanno mai fermi”.

Tuttavia, chi spera di noleggiare uno yacht di lusso per seguire l’esempio dei ricchissimi è giusto sappia che non è semplice: le restrizioni di viaggio rendono molto difficile l’idea di raggiungere un porto. Senza contare che quasi tutte le prenotazioni per il charter sono state cancellate con gli equipaggi rimandati a casa, mettendo in pericolo la prossima stagione turistica. “Tutti sono in attesa di capire quando si riaprirà, e nel frattempo, diversi equipaggi sono stati sollevati dal loro incarico perdendo il lavoro, mentre diversi yacht sono tirati fuori dall’acqua e custoditi nelle darsene. La stagione dei charter va dalla primavera alla fine di settembre, quindi prevediamo che il coronavirus decimerà le nostre entrate dell’anno in corso. I charter già prenotati per l’estate sono in attesa, ma molto realisticamente rischiano di essere cancellati. Il coronavirus ha colpito anche il settore della nautica da diporto. Come costruttori abbiamo diversi progetti da portare avanti e per questo stiamo adottando tutte le misure di sicurezza necessarie. Ci sono poi diversi proprietari che saranno costretti a vendere le loro imbarcazioni a causa degli effetti economici della pandemia. Appena tolte le restrizioni alla circolazione, sono sicuro che ci sarà il più grande esodo di yacht mai visto prima”. Fino ad allora, pochi fortunati aspettano che la situazione migliori a bordo di palazzi galleggianti, ormeggiati in acque internazionali.

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