Financial Times: le vittime sono il 60% in più

| Il quotidiano britannico ha messo confronto i dati dei decessi degli ultimi cinque anni con quelli fra marzo e aprile. E la stima è di un 60% in più

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Più che un sospetto, le cifre riportate dal “Financial Times” sono quasi una certezza. Secondo l’autorevole quotidiano economico inglese, il numero ufficiale delle vittime della pandemia in Europa sarebbe una stima da rivedere, aumentandola almeno del 60%. L’analisi è stata effettuata confrontando il bilancio delle vittime fra marzo e aprile di otto paesi - Austria, Belgio, Danimarca, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia e Svizzera - con il tasso di mortalità dei cinque anni precedenti.

Traducendo le percentuali in cifre, significa che i morti reali nei due mesi presi in esame sarebbero 122mila, e non 77mila come recitano i bilanci ufficiali. I dati variano, passando dal 60% in più del Belgio al 5% della Danimarca, con la Spagna a +51, i Paesi Bassi a +41 e la Francia al +34%. A guidare le cifre italiane è la Lombardia, dove i dati disponibili di 1.700 comuni dimostrerebbero 13mila morti, molti di più dei 4.348 attuali. A Bergamo, in particolare, l’aumento percentuale è del 464, il più alto al mondo, seguono a ruota New York e Madrid, la prima con un +200% e la seconda al +161%. Applicando lo stesso principio al mondo intero, i decessi di Covid-19 passerebbero da 205 a 318mila.

E se nel conteggio va tenuto conto che non tutti i decessi sono attribuibili al coronavirus, è altrettanto vero che le limitazioni imposte alla popolazione hanno drasticamente diminuito le morti per incidenti stradali o gli infortuni sul lavoro. A farne maggiormente le spese, e anche questo non è più un segreto, le case di riposo per anziani, dove continua a generarsi confusione fra ospiti che ufficialmente sono residenti in altri comuni, e soprattutto dove molti dei decessi non sono classificati come causa della pandemia per mancanza di esami post-mortem.

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