GB: 66mila vittime entro agosto

| Un nuovo modello statistico previsionale realizzato in America indica come probabile per il Regno Unito un numero di decessi molto più alto di quello stimato dagli scienziati anglosassoni

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Gli scienziati britannici non sono per nulla d’accordo con le conclusioni di una previsione aggiornata della pandemia che prevede il Regno Unito al primo posto fra i paesi europei compiti più duramente dal coronavirus, con picchi molto più alti di quelli previsti.

La previsione è frutto di uno studio dell’Institute for Health Metrics and Evaluation della “University of Washington’s School of Medicine” di Seattle, che ha previsto 66.314 vittime nel Regno Unito entro i primi di agosto. Numeri ben diversi da quelli previsti da uno studio dell’Imperial College di Londra, secondo cui le misure di isolamento e di distanziamento sociale potrebbero limitare il numero di decessi tra le 20 e le 30.000 unità. Cifre che non hanno convinto diversi scienziati di alto profilo del Regno Unito.

Secondo la professoressa Sylvia Richardson, dell’Università di Cambridge e co-presidente della Task Force della Royal Statistical Society Task Force, le proiezioni si basano su “ipotesi molto forti sul modo in cui l’epidemia progredirà. Il modello si basa per lo più sull’esperienza di altri paesi per individuare la curva dei decessi riportati finora nel Regno Unito, piuttosto che su una qualsiasi modellazione dell’epidemia stessa. Metodi come questo sono ben noti per essere estremamente sensibili e probabilmente cambieranno radicalmente con l’arrivo di nuove informazioni”.

Come la maggior parte degli altri paesi, il Regno Unito è in affanno per aumentare la propria capacità sanitaria in vista del previsto picco dei contagi: un nuovo ospedale da campo nella zona est di Londra, con una capacità fino a 5.000 posti letto, mercoledì ha iniziato ad accogliere i primi pazienti. Ma sempre secondo il modello IHME, questo potrebbe non essere sufficiente: la carenza di letti in terapia intensiva raggiungerà il picco il 17 aprile, con la necessità di 23.745 posti letto. Nel complesso, la domanda dovrebbe arrivare ad un totale di 102.794 letti d’ospedale, da confrontare con i 17.765 attualmente disponibili.

 

Ma ci sono anche altre polemiche: che i dati dei decessi non rappresentino il numero dei casi reali. Il professor David Spiegelhalter, che presiede il “Winton Centre for Risk and Evidence Communication” dell’Università di Cambridge, ha dichiarato di essere “molto scettico” sulle proiezioni: “Si basano sull'ipotesi di un modello matematico piuttosto semplice, e ho il sospetto che cambieranno molto con l’arrivo dei nuovi dati”.

“I risultati di qualsiasi modello non dovrebbero essere trattati come una previsione di ciò che accadrà - ha aggiunto il dottor Simon Gubbins, capo del Transmission Biology Group del Pirbright Institute inglese - piuttosto rappresentano scenari plausibili, basati sulla conoscenza al momento in cui sono stati generati e su ipotesi statistiche, e possono essere usati per aiutare nelle decisioni i politici”.

Gli autori delle previsioni dell’IHME ammettono che il loro modello è incerto, dando la gamma dei possibili decessi nel Regno Unito tra 55.022 e 79.995. I ricercatori hanno basato le loro scoperte sui tassi di mortalità e di utilizzo degli ospedali a Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia, nonché sui dati di sette località europee che hanno raggiunto il picco, tra cui Madrid e Bergamo.

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