GB, il ritorno nei pub e le prime conseguenze

| Dopo il Super Saturday di riapertura, diversi locali costretti a chiudere per via di clienti risultati positivi al test

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Con grande enfasi, i tabloid inglesi aveva ribattezzato il 4 luglio, giorno della riapertura di pub, bar e ristoranti, il “Super Saturday”. E gli inglesi non hanno tradito le aspettative, riempiendo locali fino a notte fonda per ritrovare il piacere della “pinta” di birra, una delle passioni nazionali. Per la verità, la gioia ha finito per cancellare quasi totalmente le misure di prevenzione che anche nel Regno Unito restano in vigore: distanziamento sociale e mascherine a coprire naso e bocca.

Risultato: nel giro di poche ore, diversi locali sono stati costretti a chiudere nuovamente i battenti dopo che alcuni test sui clienti hanno dato esito positivo. Il primo annuncio è stato dato attraverso un post sulla pagina Facebook del pub “Fox and Hounds” di Batley, nel nord dell'Inghilterra, che ha confermato la presenza di un cliente infetto che era stato nei locali il sabato: “Durante la visita era inconsapevole e non aveva alcun sintomo”.

Lo stesso destino di “The Lighthouse”, un pub di Burnham-on-Sea, nel sud-ovest dell’Inghilterra: “Non è questo il messaggio di bentornato alla nostra clientela che avevamo in mente, ma il pub sarà chiuso a causa di un cliente risultato positivo. Invitiamo tutti coloro che erano all’interno del pub a sottoporsi al test: lo stesso faremo noi stessi e i nostri collaboratori”. Un terzo locale, il “Village Home Pub”, nel sud dell’Inghilterra, spera di riaprire entro il prossimo sabato dopo che un cliente è risultato positivo. Altri cinque pub nel Nottinghamshire, nelle East Midlands, hanno deciso di chiudere i battenti prima del previsto dopo le prime avvisaglie di comportamenti antisociali e per contro, molti locali hanno scelto di rimanere chiusi, spiegando che non possono garantire la sicurezza ai propri avventori.

Il segretario alla sanità Matt Hancock ha elogiato i locali per aver deciso volontariamente la chiusura: “Hanno fatto la cosa giusta per salvaguardare le loro comunità”.

I pub sono stati autorizzati ad aprire in Inghilterra per la prima volta in quasi quattro mesi: ai clienti di molti locali è stato chiesto di compilare un’autocertificazione con nome, cognome e recapiti prima che potessero entrare, per facilitare la ricerca di contatti nel caso in cui qualcuno fosse risultato positivo al virus.

“È stata una notte prevedibilmente difficile e ha confermato quello che in fondo sapevamo: l’alcol e il distanziamento sociale non sono compatibili”, ha twittato domenica John Apter, presidente nazionale della Federazione di Polizia. Apter, che sabato sera era di turno a Southampton, ha riferito che lui e i suoi colleghi hanno avuto a che fare con “ubriachi felici, ubriachi arrabbiati, ubriachi tristi e tante, tante risse. Ciò che appare chiaro è che le persone ubriache non possono o non sono in grado di valutare la distanza”.

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