GB, solo i poveri in lockdown

| Un’inchiesta giornalistica svela che le nuove misure restrittive si limitano alle zone più povere del Paese: a parità di contagi, quelle ricche non hanno fastidi

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Se dall’altra parte dell’oceano Trump pasticcia fra realtà e opportunismo, sulle coste europee non sembra passarsela meglio Boris Johnson. Nel Regno Unito parlare di allarme è perfino superfluo: quasi 23mila casi registrati domenica bastano e avanzano per gettare il Paese nello scompiglio. Il numero, curiosamente, è circa il doppio rispetto a sabato, e il quadruplo di venerdì: “un problema tecnico nei conteggi”, l’ha definito il governo, ormai abbastanza abituato all’imbarazzo.

Intanto, le misure varate da Johnson creano malumori ma soprattutto dubbi: a cosa è servito decretare il coprifuoco per ristoranti, bar e pub dalle 22? BoJo si è difeso: è statisticamente provato che dopo una certa ora, complice qualche pinta di troppo, i comportamenti sociali diventino meno responsabili. In pratica, chi è ubriaco non riesce a valutare con precisione il metro e mezzo di distanza.

In tanti gli hanno fatto notare che uscire dai locali alle 22 non significa andare a letto in buon ordine, ma semplicemente continuare a bere sui marciapiedi per ore e ore. A discapito di ogni norma e consiglio, i tabloid inglesi trasudano immagini delle metropolitana affollata come nei migliori anni della nostra vita, e di piazze piene di gente che balla e beve, non necessariamente in questo ordine. È forse il tracollo dell’estremo tentativo di Johnson di evitare l’ennesimo lockdown che stavolta avrebbe conseguenze pericolose perfino sull’ordine pubblico.

Ma a soffiare sul fuoco ci ha pensato un’inchiesta del “Sunday Times”, che ha analizzato le restrizioni adottate in alcune zone del Regno Unito, scoprendo la teoria dei “due pesi e due misure”. Nel nord-est del Paese e nelle Midlands, due delle regioni più povere, è in vigore il divieto di riunirsi, all’interno come all’esterno. Ma lo stesso non vale per zone come Sheffield, Barrow-in-Furness, Craven e Newark and Sherwood, che malgrado denuncino gli stessi picchi di contagio sono esenti dalla norma. Peccato, fa notare il quotidiano, che queste ultime siano zone ricche, abitate dalla classe dirigente e perfino da stretti collaboratori del premier, come il ministro delle finanze Rishi Sunak. Il governo non ha ancora risposto all’ondata di accuse di classismo: a parità di rischi per la popolazione, spiegare perché le zone più ricche rischino di meno non è affatto semplice.

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