Giappone, il peggio sta arrivando

| Un’impennata di nuovi casi e la scarsità di test lasciano intuire che il paese orientale sta per vivere una delle pagine peggiori della propria storia. L’allarme della comunità medica: non siamo preparati

+ Miei preferiti
Sembrava uno dei paesi che meglio aveva saputo reagire al rischio della pandemia, varando misure restrittive e di distanziamento sociale che in effetti avevano scongiurato il proliferare dell’infezione. Ma nella foga di far ripartire i meccanismi della società, la stessa che diversi altri posti del mondo stanno vivendo in queste ore, il coronavirus si è ripresentato in forze, e adesso preoccupa.

A lanciare l’allarme sono alcuni funzionari sanitari giapponesi, secondo il sistema medico non è preparato a ciò che potrebbe accadere nel giro di qualche giorno: un team di esperti ha pronosticato 400mila morti legate al coronavirus, e la maggior parte dei decessi, hanno avvertito, potrebbe derivare dalla mancanza di ventilatori polmonari.

I reparti di terapia intensiva di quasi tutti gli ospedali del Paese sono vicini alla saturazione, e soprattutto assistono impotenti alla fase in cui il virus uccide senza pieta: “È una situazione complicata: abbiamo diversi pazienti che sembrano reagire bene alle terapie, ma all’improvviso si aggravano e non c’è più niente da fare”.

Secondo la “Johns Hopkins University”, negli ultimi giorni i casi di coronavirus in Giappone hanno avuto un picco: ieri si contavano 9.787 casi confermati e 190 decessi. Il 1° marzo, il paese aveva appena 243 casi.

Il forte aumento ha spinto il primo ministro Shinzo Abe a estendere lo stato di emergenza da sette prefetture a tutto il Paese, assicurando anche le strutture ospedaliere dell’arrivo imminente di attrezzature mediche come mascherine chirurgiche, camici e schermi facciali. La carenza di forniture mediche è diventata chiara quando il sindaco di Osaka Ichiro Matsui ha esortato la gente a donare agli operatori sanitari impermeabili inutilizzati da usare come equipaggiamento protettivo, dopo essere stati costretti a indossare sacchi della spazzatura. Per gli esperti, la carenza di materiale medico, unita a tassi di sperimentazione relativamente bassi e alla mancanza di disponibilità del governo al telelavoro, minacciano di creare un aumento potenzialmente esplosivo dei casi.

Il 12 aprile, secondo il governo di Tokyo, 87 nuovi casi di coronavirus sono stati confermati tra medici, infermieri e pazienti all’interno dell’ospedale Nakano di Tokyo. “È molto importante allontanare i test dalle cliniche e dagli ospedali - ha ammonito Kenji Shibuya, direttore dell’istituto per la salute della popolazione del “King’s College” di Londra ed ex capo della politica sanitaria dell’OMS - la mancanza di test in Giappone ha portato a una diffusa infezione della comunità. Gli operatori ospedalieri non sono preparati perché non conoscono lo stato di infezione del paziente”. Tokyo e Osaka hanno iniziato a trasferire i pazienti con sintomi lievi negli alberghi, nel tentativo di alleviare la pressione sugli ospedali, e altre prefetture si apprestano a seguirne l’esempio. 

“Penso che la gente in Giappone non si sia resa conto di come questa situazione stia influenzando non solo i casi di coronavirus, ma anche tutto ciò che riguarda l’infertilità e le cure contro il cancro, dato che gli operatori medici sono stati dirottati in massa a combattere in prima linea contro il coronavirus”.

Il Giappone ha testato solo circa 90.000 persone, rispetto alle oltre 513mila della Corea del Sud, che ha una popolazione di 51 milioni di abitanti, rispetto ai 126 milioni di giapponesi. Al momento, il paese ha la capacità di effettuare fino a 12mila test al giorno, ma in realtà ne fa tra i 6 e i 7.000, secondo un portavoce del ministero della Salute: pochi giorni fa, l’associazione medica metropolitana di Tokyo ha annunciato che istituirà fino a 20 nuovi centri adibiti a test e tamponi, ma c’è la drammatica certezza che quando aumenteranno i controlli, il numero dei casi di coronavirus salirà in modo esponenziale.

Takayuki Miyazawa, virologo dell'Università di Kyoto, ha detto che per contenere il virus, il governo deve essere onesto con la gente su come sarà la vita con il virus per il futuro: nello specifico, molta distanza sociale e lavoro a distanza. “I politici stanno dando troppe false speranze alla gente, dicendo loro di sopportare lo stato di emergenza solo fino al 6 maggio, quando si prevede una ripartenza, in questo modo la gente pensa che tutto questo finirà a breve senza capire un’altra realtà: dovremo continuare per molto tempo a mantenere alta la guardia contro il virus”.

A livello nazionale, il Giappone ha solo sette posti letto in terapia intensiva ogni 100mila cittadini, rispetto ai 35 degli Stati Uniti: in più, secondo le informazioni fornite dalla Società di Medicina Respiratoria del Paese, ci sono solo 22.000 ventilatori polmonari per una popolazione di oltre 126 milioni di abitanti. E alla fine di febbraio, il 40% era in uso.

CORONAVIRUS
Il virus torna a far paura
Il virus torna a far paura
Un nuovo aumento dei casi si registra in tutto il mondo: gli Stati Uniti continuano a guidare la classifica, ma altri Paesi non sono messi meglio
La virologa cinese fuggita per raccontare la verità
La virologa cinese fuggita per raccontare la verità
Alla dottoressa Li-Meng Yan è stato chiesto di indagare su un nuovo virus, ma di considerare segreti i risultati. Terrorizzata all’idea di quanto poteva succedere, lei ha raccontato tutto ad un blogger e ha chiesto protezione in America
L’OMS: «Non siamo ancora al picco»
L’OMS: «Non siamo ancora al picco»
In un solo weekend raggiunti i 400mila casi a livello globale, quanti registrati in precedenza in 12 settimane. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ammette: “Non è ancora finita”
GB, il ritorno nei pub e le prime conseguenze
GB, il ritorno nei pub e le prime conseguenze
Dopo il Super Saturday di riapertura, diversi locali costretti a chiudere per via di clienti risultati positivi al test
USA: il virus non molla
USA: il virus non molla
Basta un allentamento delle misure di contenimento perché il numero di casi schizzi alle stelle con migliaia di nuovi infetti. Ed è solo la prima ondata
Australia, torna il lockdown per 6,6 milioni di persone
Australia, torna il lockdown per 6,6 milioni di persone
Lo stato di Victoria sta per blindare i propri confini dopo un aumento di casi che fa temere l'inizio della seconda ondata
Il lockdown ha salvato milioni di persone
Il lockdown ha salvato milioni di persone
Lo dice uno studio statistico realizzato da alcuni scienziati, che hanno confrontato le risposte sanitarie di alcuni fra i Paesi più colpiti dal virus: chi ha atteso i numeri bassi e chi invece ha fatto tutto troppo in fretta
Il virus è più aggressivo ma meno letale
Il virus è più aggressivo ma meno letale
I risultati d uno studio hanno individuato una nuova variante del Covid-19 da 3 a 9 volte più infettiva, ma meno letale di poche settimane fa
La bomba del Medioriente: virus, guerre e carestie
La bomba del Medioriente: virus, guerre e carestie
Il numero dei contagi è sottostimato, ma alle conseguenze di una pandemia inarrestabile si aggiungono crisi economiche e conflitti che stanno riducendo alla fame intere popolazioni
Australia, un focolaio nato da un accendino
Australia, un focolaio nato da un accendino
Diversi dipendenti di un hotel sarebbero stati contagiati scambiandosi un semplice accendino. Preoccupazione nel paese per l’aumento dei casi