Gli inglesi al pub per celebrare il divieto di andare al pub

| L’ultima sera prima della serrata imposta da Boris Johnson, i locali del Regno Unito hanno fatto il pienone. Il giorno successivo, dagli scaffali dei supermarket erano scomparsi tutti gli alcolici

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Come celebrare l’ultima sera di libertà prima dello stop a pub, bar e ristoranti imposto da Boris Johnson? Ma ovvio: riempiendo pub, bar e ristoranti. Nessun paese al mondo più della Gran Bretagna, in un momento di grave apprensione come questo, sta offrendo un’immagine di sé quanto mai distorta, leggera e confusa.

È bastato che il primo ministro ordinasse la chiusura di tutti i locali pubblici - che continuavano ad essere affollati di gente - per scatenare un panico tipicamente inglese: l’ultima sbronza al pub e poi code nei supermercati per fare scorta di alcolici da portare a casa, prima di rimanere a secco.

Nel corso della conferenza stampa quotidiana, il premier ha fatto la sua parte nel generare confusione: “Poco a poco, giorno dopo giorno, con le vostre azioni, la vostra moderazione e il vostro sacrificio, stiamo mettendo questo Paese in una posizione migliore e più forte: saremo in grado di salvare migliaia di vite e di persone di tutte le età che non meritano di morire. Sconfiggeremo questa malattia con un enorme sforzo nazionale per rallentarne la diffusione riducendo i contatti sociali. Questi sono luoghi in cui la gente ama ritrovarsi, ma siamo costretti a tenere le persone separate”.

Intuendo l’ultima corsa ai pub, BoJo aveva supplicato gli inglesi di restare a casa anche prima della serrata, ma a nulla sono valse le sue parole: “Si può pensare di essere invincibili, ma non c’è alcuna garanzia che il virus si presenti in forma lieve e soprattutto che ognuno di noi possa essere portatore sano della malattia e infettare i propri cari”.

Al supermercato “Sainsbury’s” di Richmond, birra e vino erano esauriti fin dalle prime ore del mattino. Martin Taylor, 36 anni, un dipendente, riassume al meglio la situazione: “Mi aspettavo di trovare la corsia dei rotoli di carta igienica vuota, ma sono rimasto colpito dal non trovare alcolici. In fondo lo capisco: come possiamo superare tutto questo se non è possibile neanche rilassarci con una birra o un bicchiere di vino mentre siamo rinchiusi a casa? Sugli scaffali sono rimaste soltanto poche lattine di birra analcolica e bottiglie di vino rosso costose che quasi nessuno compra mai”.

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