I rapporti della task force della Casa Bianca tenuti segreti

| L’ottimismo del presidente, che continua a vedere la pandemia sconfitta, stride con i rapporti della task force divulgati ieri, che nelle stesse ore mostravano numeri allarmanti

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Per Trump, la pandemia è stata sconfitta da tempo, è ormai un ricordo lontano in una situazione che migliora di giorno in giorno. Un ottimismo che da quando il coronavirus si è impossessato dell’America, come di buona parte del mondo, è regolarmente smontato un pezzo dopo l’altro dalla task force della Casa Bianca, spesso senza riuscire a nascondere un certo imbarazzo.

Ieri, la task force ha divulgato rapporti che risalgono a otto settimane fa, e mostrano una verità inconfutabile: fra luglio e agosto, mentre il capo della Casa Bianca sprizzava ottimismo, arrivavano notizie sempre più terribili sulla diffusione della pandemia.

La task force diffonde questi rapporti ogni settimana agli uffici dei governatori dei rispettivi stati, rifiutandosi di renderli pubblici o di confermare l’autenticità di qualsiasi dato riportato. All’inizio di questo mese si è discusso con i governatori di rendere accessibili al pubblico alcuni dei dati in tempo reale, ma non è ancora avvenuto.

“Piuttosto che essere diretti con il popolo americano e creare un piano nazionale per risolvere il problema, il Presidente e il suo staff hanno mantenuto queste allarmanti relazioni del tutto private, minimizzando pubblicamente la minaccia di fronte a milioni di americani”, ha commentato il presidente della sottocommissione James Clyburn.

L’ultimo degli otto rapporti rilasciati è datato 9 agosto, e da allora il corso della pandemia è cambiato, migliorando in alcuni Stati e peggiorando in altri. Il rapporto, articolato in 459 pagine, ha una sezione per ogni stato che include ampi dati sulle infezioni scendendo fino al livello delle singole contee, oltre a contenere raccomandazioni dettagliate ai funzionari statali e locali per rallentare la diffusione, tra cui favorire e incentivare il distanziamento sociale e l’uso della mascherina, incrementare la ricerca di contatti e raccomandare la chiusura di locali pubblici negli stati della “red zone”. La zona rossa indica che ci sono più di 100 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e/o che la positività al test è superiore al 10%: al 9 agosto nella red zone c’erano 20 stati, mentre nella “zona gialla”, che indica tra 10 e 100 nuovi casi per 100.000 abitanti e/o la positività al test tra il 5 e il 10%, rientravano 28 stati. Solo due stati, il Maine e il Vermont, si trovavano nella zona verde.

Lo stesso giorno in cui è stato pubblicato il rapporto, Trump ha ribadito che i casi di coronavirus erano in aumento a causa dell’aumento dei test: “Gran parte del nostro Paese sta andando molto bene. Siamo pronti per riaprire le scuole. La Florida e l’Arizona stanno scendendo rapidamente, hanno fatto un ottimo lavoro”.

È vero che Florida e Arizona hanno visto una diminuzione di nuovi casi, ma in quelle ore entrambi gli stati stavano ancora vivendo una diffusione significativa e si trovavano stabilmente nella red zone. Ma questo non ha fermato l’ottimismo pubblico di Trump, che il 12 agosto esordiva nel briefing con la stampa cantando vittoria: “Molti stati sono in una situazione fantastica, alcuni con pochissimo, se non nessun caso. E parlo di ampie zone degli Stati Uniti”.

Solo uno dei rapporti precedenti era stato reso pubblico, quello del 14 luglio: mostrava 18 stati nella zona rossa e chiedeva di frenare le riaperture, chiedendo la chiusura di bar e palestre e luoghi pubblici.

“Nel mezzo di una pandemia, alcuni membri del Congresso hanno scelto di pubblicare in modo irresponsabile un rapporto di parte allo scopo di distorcere falsamente gli sforzi del Presidente di proteggere la salute e la sicurezza del popolo americano e salvare milioni di vite - ha commentato Judd Deere, uno dei responsabili dell’ufficio stampa - la task force ha fornito per mesi raccomandazioni su misura ai singoli stati incoraggiando i governatori e i funzionari sanitari locali ad agire immediatamente, mentre allo stesso tempo il presidente Trump e l’intera amministrazione hanno ricordato agli americani di seguire le raccomandazioni del CDC e le misure per rallentare la diffusione”.

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