I vaccini della seconda fase saranno spray?

| Non sono solo più pratici e indolori, secondo alcuni studi potrebbero anche essere molto più efficaci. Attualmente sono in fase di studio in diversi centri come terapia secondaria alla prima tornata di vaccinazioni

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I vaccini contro il Covid-19 più vicini al traguardo sono studiati per essere iniettati per via endovenosa, ma i ricercatori stanno valutando se sia possibile ottenere una maggiore protezione attraverso una versione spray che sia in grado di combattere il virus nei suoi punti di attacco: il naso e la bocca.

È un’alternativa ai vaccini convenzionali attualmente in fase di sviluppo negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e a Hong Kong che potrebbe svolgere un ruolo importante nella pandemia che ha sconvolto le economie e la vita quotidiana del mondo intero. L’obiettivo è evitare che l’agente patogeno cresca all’interno del naso, un punto da cui può diffondersi al resto del corpo e da lì diffondersi ad altre persone.

La maggior parte dello sviluppo dei primi vaccini si è concentrata sul percorso tradizionale, le iniezioni, visto come il più veloce per proteggere il mondo dalla malattia, ma i ricercatori sono convinti che quelli per via inalatoria possano contare su alcune delle caratteristiche di polmoni, naso e gola, rivestiti di mucosa, tessuto che contiene alti livelli di proteine immunitarie chiamate “IgA”, che offrono migliore protezione contro i virus respiratori.

Attivando queste armi immunitarie, in teoria, si è in grado di proteggere le aree più profonde dei polmoni, dove la SARS-CoV-2 fa più danni, diminuendo anche le possibilità di trasmissione.

“La prima generazione di vaccini probabilmente proteggerà molte persone - commenta Michael Diamond, specialista di malattie infettive dell’Università di Washington - ma credo che quelli risolutivi saranno i vaccini di seconda e terza generazione, e probabilmente quelli intranasali diventeranno una componente necessaria. In caso contrario, continueremo ad avere il fenomeno della trasmissione e del contagio”.

In uno studio realizzato su alcuni topi nel mese di agosto, Diamond e il suo team hanno scoperto che la somministrazione di un vaccino sperimentale attraverso il naso ha creato una forte risposta immunitaria in tutto il corpo: l’approccio è stato particolarmente efficace nel naso e nelle vie respiratorie, impedendo che l’infezione prendesse piede.

Ma i vaccini spray possono avere anche altri benefici: non richiedono aghi, non necessitano di essere conservati e spediti a basse temperature e possono ridurre la necessità di somministrazione da parte degli operatori sanitari.

“Quando si pensa all’obiettivo di somministrare il vaccino a tutto il mondo, le difficoltà appaiono subito molto chiare. Ma il livello di competenza necessario per il vaccino spray rende l’obiettivo significativamente diverso”.

“Altimmune”, con sede a Gaithersburg, nel Maryland, ha in programma di arrivare alla fase del test umano di un vaccino nasale entro l’ultimo trimestre dell’anno. E anche gli scienziati dell’Università di Oxford, dove è stato progettato un promettente vaccino in fase di sviluppo presso “AstraZeneca”, e l’Imperial College di Londra, stanno anche progettando studi su vaccini inalatori leggermente diversi. I dati degli studi sul vaccino inalabile di Oxford potrebbero arrivare all’inizio del nuovo anno, seguiti da quelli dell’Imperial: “Non sappiamo se funzionerà come deve, ma se lo facesse, allora potrebbe essere un passaggio molto importante verso l’uscita dall’incubo Covid”.

L’Imperial College negli ultimi mesi sta portando avanti gli studi di un vaccino contro il Covid che utilizza la tecnologia RNA da somministrare tramite iniezioni convenzionali, e prevede di espandere le sperimentazioni a 20.000 persone entro la fine dell’anno. Oxford, uno dei leader nella ricerca globale di una vaccinazione, è nella fase finale dei test per un vaccino che utilizza un virus innocuo per trasportare il materiale genetico dell’agente patogeno nelle cellule, per generare la risposta immunitaria. Entrambe le tecniche possono essere utilizzate attraverso l’inalazione.

I ricercatori di Hong Kong puntano a un vaccino intranasale che offra la contemporanea protezione da influenza stagionale e Covid-19. La prima fase dei test sull'uomo inizierà il mese prossimo, conferma Yuen Kwok-Yung, cattedra di malattie infettive del dipartimento di microbiologia dell’Università di Hong Kong.

L’ambizione è quella di trovare un “vaccino alternativo”, mentre il mondo cerca di arrivare alla prima ondata di prodotti. I dubbi sulla durata dei vaccini nasali non sono ancora stati risolti, perché malgrado i vantaggi: “Un ago e una siringa funzionano molto bene”.

Tuttavia, i ricercatori sono convinti che puntare alle vie aeree potrebbe essere utile lungo la strada di uscita dalla pandemia. “Che si tratti del nostro vaccino intranasale o di un altro che sia in grado di interrompere la catena dei contagi, avrà tutta la mia ammirazione. Se contribuiamo a pensare ad una via alternativa per quella che potrebbe essere una piattaforma di successo, allora avremo fatto comunque il nostro lavoro”.

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