Il Brasile sprofonda nella seconda ondata

| Una nuova variante accertata ai almeno sei stati travolge gli ospedali, sull’orlo del collasso. Bolsonaro incita a “non fare le femminucce” e le autorità sanitarie si disperano: “è una combinazione devastante”

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“La gente deve smettere di piagnucolare come femminucce”. Le parole del presidente Bolsonaro, che ricorda l’ostinato negazionismo di Trump, hanno messo in allarme le autorità sanitarie brasiliane: in troppi sfidano l’obbligo della mascherina e le limitazioni alla mobilità.

I primi risultati di frasi così scellerate sono sotto gli occhi di tutti: la seconda ondata di Covid-19 sta letteralmente sconvolgendo il Paese, con gli ospedali e le unità di terapia intensiva prossime al collasso e un numero record di morti giornaliere. “Stiamo attraversando lo scenario peggiore dall’inizio della pandemia: basta guardare le tendenze del numero medio di decessi - ha commentato Gonzalo Vecina Neto, professore di salute pubblica all’Università di San Paolo – e tutto questo avrebbe potuto essere evitato”.

Questo mese, il Brasile ha battuto il proprio record di morti in 24 ore per tre volte, l’ultimo mercoledì, con un nuovo devastante massimo di 2.286 vite perse a causa del virus. Cifre che si aggiungono ad un totale drammatico di 270.000 persone morte, che fa balzare il Brasile a secondo paese con il più alto numero di vittime al mondo dopo gli Stati Uniti.

In 22 dei 26 stati del Paese, le unità di terapia intensiva sono piene all’80%, con casi sconcertanti come quel che sta accadendo nello stato di Rio Grande do Sul, dove i pazienti degli ospedali sono costretti a lunghe file in attesa dei letti, dato che i tassi di occupazione hanno superato il 103%. Lo stesso nello stato di Santa Catarina, con i reparti pieni al 99% e sul punto di collassare per l’aumento incontrollato.

Il “Florianopolis”, un ospedale di Santa Catarina, è ormai  oltre le proprie capacità: “Eravamo qui anche durante la prima ondata e la situazione non era come questa: siamo sopraffatti, con un tasso di occupazione dei reparti che supera il 100% e la certezza che molti pazienti in attesa di entrare in terapia intensiva non ce la faranno”, denuncia un infermiere del nosocomio.

In molti sono convinti che la nuova improvvisa e devastante impennata di casi di Covid sia dovuta a feste e raduni iniziati intorno a Capodanno e proseguiti sconfinando ben oltre il periodo del carnevale. molti dei quali organizzati in modo clandestino malgrado le restrizioni.

La scorsa settimana, il sindaco di Rio de Janeiro Eduardo Paes ha annunciato un nuovo coprifuoco per bar e ristoranti in tutta la città, limitando le ore di apertura dalle 6:00 alle 17:00, ma diverse centinaia di persone sono rimaste fuori comunque. La polizia ha fatto irruzione in un bar dove più di 200 persone, perlopiù senza mascherina, animavano una festa che andava avanti da più di sette ore.

Molti funzionari sanitari incolpano il governo di Bolsonaro di aver minato gli sforzi per rallentare la diffusione del virus. “Il sistema sanitario brasiliano è sull’orlo del collasso - ha commentato il governatore di San Paolo Joao Doria a Becky Anderson – e non esiste un coordinamento nazionale per combattere la pandemia quando invece sarebbe importante che il presidente e i governatori mandassero lo stesso messaggio alla popolazione”.

La questione delle misure di allontanamento sociale e delle chiusure è diventata un derby politico: mentre Doria ha ordinato la chiusura delle imprese non essenziali per due settimane, Bolsonaro sostiene che le restrizioni affondano l’economia del Brasile e portano ad un aumento dei suicidi e della depressione. Ha fatto della disobbedienza alla scienza un punto d'orgoglio, congratulandosi con i lavoratori agricoli per non essere rimasti a casa “come codardi. Dobbiamo affrontare i nostri problemi rispettando gli anziani, i malati e i più deboli. Ma dove finirà il Brasile se ci fermiamo tutti?”. Pochi giorni dopo, Bolsonaro ha ammesso di avere il potere di dichiarare un lockdown nazionale forzato, ma non lo farà mai: “Non costringeremo mai la gente a stare a casa”.

Con gli ospedali brasiliani sovraccarichi e i funzionari governativi divisi sulle misure, il paese ha poche difese contro una nuova variante potenzialmente ancora più contagiosa. Uno studio recente suggerisce la variante rilevata per la prima volta nella città di Manaus alla fine dell’anno scorso, conosciuta come P.1, può essere fino a 2,2 volte più trasmissibile. Secondo la ricerca, che non è ancora stata pubblicata su alcuna rivista medica, anche chi ha già avuto il coronavirus può essere vulnerabile: lo studio ha mostrato che la variante P.1 potrebbe eludere l’immunità da una precedente infezione da Covid fino al 61%.

Quella variante è ora prevalente nei pazienti di almeno sei stati brasiliani: “l’insorgere di nuovi ceppi che combinano il potenziale di trasmissibilità e l’assenza di misure di mitigazione e soppressione, sono un mix altamente preoccupante”, hanno scritto gli autori dello studio, sollecitando il Brasile a incoraggiare comportamenti che limitino la diffusione virale.

Secondo Felipe Naveca, virologo e ricercatore presso “Fiocruz Amazonia” e uno dei principali autori dello studio, il virus del Covid-19 e le sue diverse varianti sono in grado di diventare più forti se non fermate. “Questo è quello che fanno i virus: si evolvono, crescono, si rinforzano. L’unico modo per fermarli è contenerne la diffusione, ed è per questo che abbiamo bisogno di misure restrittive, non c'è altra soluzione”.

La speranza potrebbe essere in arrivo sotto forma di vaccini, ma il lancio della campagna di vaccinazione in Brasile è molto lento rispetto ad altri paesi come Cile e Messico. A gennaio, l’ente regolatore sanitario “Anvisa” ha autorizzato l’uso di emergenza dei vaccini Sinovac e Oxford/AstraZeneca: da allora, circa il 4% dei 211 milioni di cittadini brasiliani ha ricevuto almeno una dose di vaccino, secondo i dati del Ministero della Salute brasiliano, e 2,3 milioni hanno avuto due dosi. Bolsonaro ha a lungo spinto il vaccino Oxford AstraZeneca definendolo l’unico degno di essere sostenuto e screditando molti degli altri vaccini sul mercato, compreso quello di Pfizer. “Pfizer lo dice molto chiaramente sul contratto, ‘non siamo responsabili per qualsiasi effetto collaterale’, se ti trasformi in un alligatore è un tuo problema - ha tuonato Bolsonaro lo scorso dicembre - se diventi Superman, o ti cresce la barba come una donna, o la voce di un uomo diventa acuta, dicono che loro non hanno nulla a che fare con questo”.

Ma uno studio del New England Journal of Medicine conferma che il vaccino Pfizer/BionTech è in grado di neutralizzare “efficacemente” la variante P.1. La notizia è arrivata mentre Bolsonaro era impegnato in una riunione virtuale con il CEO di “Pfizer Global” Albert Bourla per negoziare l'acquisto di 100 milioni di dosi. “Vi ringrazio per questo incontro e riconosciamo Pfizer come una grande azienda mondiale, siamo pronti a siglare questi accordi con voi”.

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