Il lockdown ha salvato milioni di persone

| Lo dice uno studio statistico realizzato da alcuni scienziati, che hanno confrontato le risposte sanitarie di alcuni fra i Paesi più colpiti dal virus: chi ha atteso i numeri bassi e chi invece ha fatto tutto troppo in fretta

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Mai, come nel caso della pandemia, la fretta è stata una pessima consigliera: Stati Uniti, il Brasile e altri Paesi che hanno revocato il lockdown con troppo anticipo stanno pagando amaramente la loro decisione.

Uno studio realizzato dalla CNN sui tempi delle misure di 18 pasi dimostra che la maggior parte delle nazioni europee hanno iniziato ad allentare le misure solo dopo aver assistito ad un calo costante di nuovi casi di Covid-19. Al contrario, tre dei quattro paesi con il più alto numero di morti e di casi al mondo - Stati Uniti, Brasile e India – di fatto non hanno mai chiuso o, peggio ancora, hanno iniziato a riaprire prima che i numeri iniziassero a calare.

L’UE ha formalmente concordato una serie di raccomandazioni con 15 paesi che considera ormai abbastanza sicuri per consentire ai loro residenti di entrare nei confini dell’area Schengen. Per far parte della lista, i Paesi devono rispondere ad una serie di prerogative: i nuovi casi registrati ogni 100mila abitanti nei 14 giorni precedenti devono essere simili o inferiori a quelli dell’area UE, e dev’essere in atto una tendenza stabile o decrescente di nuovi casi. Il blocco prenderà inoltre in considerazione le misure che i Paesi stanno adottando, come la ricerca di contatti e l’affidabilità dei dati. L'elenco comprende Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Tailandia, Tunisia, Uruguay. Anche la Cina, dove il virus ha avuto origine, è nella lista, ma l’UE consentirà l’ingresso solo a condizione di accordi reciproci.

Un esame della risposta del coronavirus nei 14 Paesi dell’UE mostra un punto fondamentale comune: malgrado la pressione economica, la stragrande maggioranza si è rifiutata di allentare le misure di distanziamento sociale mentre il numero di casi era ancora in aumento. E quando hanno attenuato le misure, l’hanno fatto in modo attento e graduale.

Secondo gli scienziati, il lockdown applicato in modo rigido ha probabilmente salvato centinaia di milioni di vite in tutto il mondo. Uno studio statistico pubblicato sulla rivista scientifica “Nature” ha stimato che all’inizio di aprile le politiche di chiusura hanno salvato 285milioni di persone in Cina, 49milioni in Italia e 60milioni negli Stati Uniti.

“Non credo che nessun’altra impresa umana abbia mai salvato così tante vite in un periodo di tempo così breve. Ci sono stati enormi costi personali per accettare di rimanere chiusi in casa e cancellare la propria vita sociale, ma i dati mostrano che ogni giorno in più ha fatto una profonda differenza”, ha commentato uno degli autori dello studio, Solomon Hsiang, professore e direttore del “Global Policy Laboratory” dell’Università della California, a Berkeley.

L’efficacia di un lockdown dipende da una serie di ragioni, compreso l’anticipo in cui viene dichiarato. Non esistono regole univoche: mentre in paesi come Italia o Spagna chi si avventurava fuori casa per motivi diversi da quelli essenziali era soggetto a multe, in Giappone rimanere a casa era una raccomandazione piuttosto che un ordine. Australia, Canada, Nuova Zelanda sono stati veloci a limitare i viaggi, mentre in altri Paesi tra cui Algeria, Georgia e Marocco, le scuole hanno chiuso con largo anticipo.

Tra le altre misure la totale chiusura di negozi non essenziali: in alcuni Paesi come l’Algeria, il Ruanda, il Montenegro e la Cina, con l’abolizione delle restrizioni sono scoppiate le epidemie, spingendo le autorità a reintrodurre i blocchi quando la situazione era ormai quasi fuori controllo.

Ma le imponenti restrizioni per contrastare l’avanzare della malattia sono state anche estremamente dannose per l’economia e hanno esacerbato le disuguaglianze esistenti nell’istruzione e sul lavoro. Con la chiusura di scuole, negozi e la quasi totale cancellazione dei viaggi, centinaia di milioni di persone in tutto il mondo si sono improvvisamente ritrovate senza occupazione. L’impatto sull’economia è uno dei motivi per cui alcuni leader, tra cui il presidente americano Trump, hanno spinto per una rapida riapertura, anche quando gli esperti di malattie infettive mettevano in guardia contro la revoca troppo anticipata delle restrizioni. Il risultato sono migliaia di morti in più.

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