Il quadro svedese

| Il paese scandinavo è convinto che l’approccio leggero al coronavirus ha funzionato. Ma i numeri dimostrano una storia ben diversa

+ Miei preferiti
La pandemia ha mostrato una varietà di reazioni e approcci diversi a quello che la comunità scientifica mondiale ha dichiarato un grave pericolo. C’è chi ha scelto di cambiare poco, chi tantissimo, chi ha tentennato e chi ancora adesso non è ben chiaro cos’abbia in mente.

Sicuramente, la Svezia fa parte della categoria delle eccezioni: non ha minimamente pensato di imitare molti dei vicini europei nell’imporre rigidi limiti alla vita dei cittadini, e le immagini di strade affollate, con bar e ristoranti pieni di gente sembrano appartenere a un altro mondo. I bambini più piccoli hanno continuato ad andare a scuola, anche se le università e le superiori sono passate alle lezioni online. Il 7 aprile il governo ha introdotto un disegno di legge che permette di agire rapidamente e di prendere decisioni su misure temporanee, dove e se necessario. Le visite a domicilio sono state vietate dal 1° aprile e il Ministero della Salute e degli Affari sociali ha chiesto alla popolazione di evitare da spostamenti non essenziali.

Tra i paesi nordici, che condividono caratteristiche culturali, geografiche e sociologiche, il contrasto con la Svezia è grande. Il 16 marzo, la Finlandia ha dichiarato lo stato di emergenza, ha chiuso le scuole e vietato gli incontri di più di 10 persone, e pochi giorni dopo ha limitato i viaggi e chiuso ristoranti, caffè e bar.

La Danimarca ha annunciato il lockdown l’11 marzo ed è stato tra i primi paesi europei a chiudere frontiere, negozi, scuole, ristoranti e a vietare eventi e raduni. La Norvegia ha iniziato a introdurre restrizioni di viaggio a metà marzo e da allora ha chiuso scuole e asili, ha vietato gli spostamento verso le seconde case, ha annullato eventi e chiuso attività come parrucchieri e saloni di bellezza.

Tornando alla Svezia, inevitabilmente il tasso di mortalità è aumentato in modo significativo rispetto a molti altri Paesi europei, raggiungendo 21 decessi ogni 100mila contagi, secondo i dati della “Johns Hopkins University”. La Danimarca, al contrario, ha registrato più di sette morti ogni 100mila persone, e Norvegia e Finlandia meno di quattro.

In totale, la Svezia ha registrato 18.640 casi e 2.194 decessi su una popolazione di 10,3 milioni di persone. La Danimarca 8.773 casi e 422 decessi (5,8 milioni di abitanti), la Norvegia 7.449 casi e 202 morti (5,4 milioni), e la Finlandia 4.576 casi e 190 decessi (5,5 milioni).

In Danimarca e Norvegia le misure iniziano ad allentarsi: i bambini sono tornati a scuola, distribuiti in classi meno numerose, i saloni di bellezza e le altre attività commerciali riapriranno a breve.

La Svezia non ha avuto tanti morti quanto l’Italia o la Spagna, ma ci sono diverse e complesse differenze tra questi Paesi che rendono più difficili i confronti diretti: l’Italia che ha una popolazione più anziana, moli più fumatori e un numero maggiore di famiglie multigenerazionali.

Il 28 marzo, una petizione firmata da 2.000 ricercatori svedesi, tra cui Carl-Henrik Heldin, presidente della Fondazione Nobel, ha chiesto al governo di “prendere immediatamente misure per conformarsi alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Gli scienziati hanno aggiunto: “Le misure dovrebbero mirare a limitare severamente il contatto tra le persone e ad aumentare notevolmente la capacità di testare la popolazione per il contagio da Covid-19. Queste misure devono essere messe in atto il prima possibile, come avviene attualmente nei paesi europei vicini. Il nostro Paese non dovrebbe essere un’eccezione nel lavoro di contenimento della pandemia”.

Le autorità svedesi hanno negato di avere una strategia che puntava all’immunità del gregge, quella a cui si diceva che il Regno Unito stesse lavorando nelle fasi iniziali della pandemia.

Per Jan Albert, professore del Dipartimento di Microbiologia, Tumori e Biologia cellulare del “Karolinska Institutet”: “È chiaro che la Svezia ha avuto più morti di molti altri paesi europei fino ad ora, e questo almeno in parte è dovuto da un isolamento non imposto per legge. Ma qual è la strategia degli altri paesi? L’immunità di gregge è l’unica via che alla fermerà tutto questo, a meno che non arrivi in tempo un vaccino, il che è abbastanza improbabile. La verità è che nessuno, in Svezia come altrove, sa quale sia la strategia migliore. Sarà il tempo a dirlo. Un lockdown rigoroso serve solo ad appiattire la curva, ma non significa che i casi scompaiono, sono solo spostati nel tempo. E finché il sistema sanitario è ragionevolmente in grado di far fronte e di fornire assistenza a chi ha bisogno di cure, non è chiaro che avere i casi più tardi nel tempo sia la strada migliore”.

Secondo Hallengren, ministro della Salute svedese, “Una delle principali preoccupazioni attuali è di rafforzare la protezione per coloro che vivono in case di riposo per anziani. È ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive sull’efficacia delle misure adottate in Svezia”.

Il ministro degli Esteri svedese, in un’intervista a “The Guardin” ha detto che è “troppo presto per giudicare l'approccio del Paese al Covid-19. Ci sono stati molti malintesi: abbiamo praticamente gli stessi obiettivi di ogni altro governo e siamo pronti ad adottare norme più vincolanti se la popolazione non le segue. Il numero alto di morti certamente non faceva parte del piano: in quello abbiamo fallito”.

L’agenzia svedese per la salute pubblica questa settimana ha previsto che quasi un terzo degli abitanti di Stoccolma saranno infettate entro il 1° maggio: si tratta di più di 200.000 persone, molto di più alto del numero di casi registrati finora a livello nazionale.

Alla domanda se l’approccio della Svezia aiuterà a resistere a una possibile seconda ondata, l’epidemiologo Anders Tegnell ha risposto: “Sappiamo molto poco di questa malattia, ma la maggior parte degli esperti in Svezia è d’accordo sul fatto che un qualche tipo di immunità ce l’avremo sicuramente perché molte delle persone testate finora hanno prodotto anticorpi”.

Galleria fotografica
Il quadro svedese - immagine 1
CORONAVIRUS
Cina, un altro ospedale costruito in 5 giorni
Cina, un altro ospedale costruito in 5 giorni
È il primo di sei strutture che stanno nascendo in questi giorni nei dintorni di Pechino. A preoccupare le autorità un nuovo innalzamento dei casi di contagio
Il virus non sparirà mai
Il virus non sparirà mai
Le fosche previsioni del CEO di “Moderna”, secondo cui il Covid-19 è destinato a diventare una malattia endemica che circolerà a livelli molto bassi
Due milioni di morti, ma il numero è più alto
Due milioni di morti, ma il numero è più alto
Il triste primato raggiunto venerdì, mentre il virus si fa ovunque più aggressivo. Secondo gli esperti le vittime del Covid-19 sono molte di più
La difficile missione del team OMS in Cina
La difficile missione del team OMS in Cina
Controllati notte e giorno da funzionari cinesi, i 15 esperti inviati a Wuhan per indagare sulle origini del Covid-19 non avranno vita facile. Due sono stati bloccati perché positivi ai test, gli altri costretti alla quarantena
Il vaccino cinese è meno efficace del previsto?
Il vaccino cinese è meno efficace del previsto?
Salgono le preoccupazioni a livello internazionale dopo i risultati di alcuni test effettuati in Brasile: si parla di poco più del 50% contro il 78% annunciato in precedenza
La Cina vieta l’ingresso alle squadre dell’OMS
La Cina vieta l’ingresso alle squadre dell’OMS
Dopo lunghi mesi di trattative, Pechino aveva concesso l’ingresso ad un team internazionale di esperti incaricato di scoprire l’origine del virus. Ma è stato revocato all'ultimo istante
L’apartheid del vaccino
L’apartheid del vaccino
Anche i Paesi che hanno ospitato gli esperimenti sui vaccini - come l’Argentina, il Sudafrica, il Brasile e la Turchia - non riceveranno forniture adeguate
I piani vaccinali fanno tremare i governi
I piani vaccinali fanno tremare i governi
Malgrado la corsa spasmodica delle forniture, sono diversi i Paesi in cui la più grande campagna vaccinale della storia stenta a partire. Fra i più ritardatari la Francia
Cina e Russia, più vittime di quanto ammesso
Cina e Russia, più vittime di quanto ammesso
I numeri dei decessi nei due Paesi sarebbero molto più alti di quelli dichiarati ufficialmente. A Wuhan almeno 500 mila persone sarebbero morte in questi mesi, mentre in Russia le vittime sarebbero 186mila
Un anno di Coronavirus, e quello che ancora non sappiamo
Un anno di Coronavirus, e quello che ancora non sappiamo
La straordinaria corsa del pianeta verso il vaccino non ha comunque risolto diversi dubbi: dove è nato, quanto sono efficaci i vaccini e quando finirà tutto questo