“Il Regno Unito si prepari alla catastrofe”

| Secondo le stime e i modelli statistici di una società specializzata nell’analisi di dati sanitari, entro la metà di aprile milioni di inglesi potrebbero finire nei reparti di terapia intensiva

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Se le previsioni di “Edge Health” fossero confermate, il Regno Unito sarebbe prossimo ad una catastrofe umanitaria senza precedenti. L’organizzazione, che lavora al fianco dell’NHS, il servizio sanitario nazionale, per modellare e sviluppare i dati medici e sanitari, circa 1,6 milioni di persone nel Regno Unito sarebbero state contagiate. Statistiche e dati che indicano i reali casi di coronavirus in numero molto più elevato di quelli attuali, profilati sul numero di decessi registrati, saliti a 260 in un solo giorno, e che dai 1.019 casi accertati sono balzati di colpo a più di 17.000.

Con un tasso di crescita giornaliera previsto del 20%, la cifra potrebbe attestarsi a 2,8 milioni di persone, riporta “The Sunday Telegraph”. Secondo Edge Health, mentre la cifra ufficiale dei casi di coronavirus al 26 marzo era di 10.000 casi, i numeri reali stimati sarebbero pari a 1.614.505. Con i test non ancora disponibili in gran parte degli ospedali e i tamponi destinati solo a chi è ricoverato, migliaia di persone convivono con il COVID-19 senza saperlo, continuando a spargerlo ovunque vadano.

L’analisi ha stabilito che la città Londra ha avuto 760.590 casi, il numero più alto nel Regno Unito, mentre le Midlands sono osservate speciali, sospettate di essere il prossimo focolaio, con una stima attuale di 282.954 casi, ovvero una persona infettata ogni 15. A Londra non va meglio: in zone come Southwark, Kensington, Lambeth, Brent, Chelsea, Harrow, Wandsworth e Westminster, una persona su dieci è portatrice del virus. Secondo i dati ufficiali, il quartiere londinese più infetto risulta Southwark, con 253 casi accertati e il sospetto che il numero reale si aggiri intorno a 50mila. 

George Bachelor, co-fondatore e direttore di Edge Health, ha commentato il report di simulazione affermando di poter ritenere con scarso margine di errore che il virus continuerà a diffondersi rapidamente nelle prossime due settimane. Chi ha preso il virus prima che il Paese fosse messo in isolamento è probabilmente destinato entro la metà di aprile ad essere ricoverato nei reparti di terapia intensiva. “In modo critico, queste proiezioni si basano su ipotesi non provate, anche se rendono chiara la necessità di rendere ancora più severe le restrizioni suo contatti fisici. La possibilità di effettuare ulteriori test rivelerebbe il numero effettivo di persone infette accelerando il ritorno alla normalità”.

Le cifre sono state stimate da Edge Health ipotizzando un tasso di mortalità dello 0,7% per Londra e dello 0,9 in altre parti del Paese dove la popolazione anziana è più alta. L’epicentro del virus, attualmente concentrato nella capitale, potrebbe spostarsi in aree con un’alta popolazione di persone anziane e meno posti letto disponibili negli ospedali, esattamente come sta accadendo nell’Essex, dove è stato registrato un tasso di crescita giornaliera del 48%, con 213 casi accertati.

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