Il vaccino di Bill Gates in fase di test

| Finanziato dalla fondazione dell’ex fondatore di Microsoft, un’azienda biomedica ha iniziato la fase due dei test su 40 volontari. Entro la fine dell’estate i risultati definitivi

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Non è un segreto che gli Stati Uniti abbiano messo in campo tutta la loro potenza di fuoco medica e biologica per individuare un vaccino e liberarsi del male che sta distruggendo la più forte economia mondiale. Non è altruismo, da Trump non se l’aspetta nessuno, è nell’interesse delle finanze americane, ma la globalità della pandemia fa sì che tutti ne avranno beneficio, prima o poi.

Fra i magnati americani che hanno infuso sforzi e denari nella gara – forse battaglia – per trovare il vaccino che mandi in soffitta il coronavirus, Bill Gates e la sua fondazione sono partiti per tempo finanziando la “Inovio”, un’azienda biotech americana all’avanguardia nella ricerca da cui proprio in queste ore stanno arrivando le prime risposte incoraggianti. Il vaccino contro il Covid-19 è entrato nella fase di sperimentazione sull’uomo, dopo la benedizione della “Food and Drug Admistration”.

Il vaccino - nome provvisorio “Ino-4800” - ieri è stato testato per la prima volta su 40 volontari, fra Philadelphia e Kansas City, che dopo la prima dose ne riceveranno un’altra entro 4 settimane. “È un significativo passo in avanti nella lotta globale al Covid-19 – ha commentato Joseph Kim, presidente e Ceo di Inovio – senza un vaccino efficace, ci sono molte probabilità che la pandemia possa continuare a minacciare il pianeta per lungo tempo. Il nostro team si è mobilitato quando la sequenza genetica del virus è diventata disponibile agli inizi di gennaio, continuando a lavorare 24 ore su 24 per garantire un avanzamento rapido”.

Il passaggio del test sugli esseri umani è arrivato dopo la risposta immunitaria promettente registrata su più modelli animali, e i primi risultati sono previsti entro la fine dell’estate. Nel frattempo, la Inovio si sta attrezzando per implementare la produzione di Ino-4800, per arrivare ad un milione di dosi disponibili entro la fine dell’anno.

CORONAVIRUS
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