Il virus manda in crisi le capitali UE

| Una dopo l’altra, Bruxelles, Parigi, Madrid e Londra costrette a chiudere locali e imporre nuove misure restrittive che scatenano le proteste. Il numero dei contagi in salita ovunque

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Il Covid è tornato, o meglio, non se n’era mai andato: torna solo a fare più paura di prima. Le grandi capitali europee sono in allarme, e una dopo l’altra si trovano costrette ad avviare nuove misure restrittive che aumentano di pari passo le tensioni sociali e i timori di un’altra legnata insopportabile per le economie locali.

Bruxelles, una delle ultime a lanciare l’allarme, le statistiche dei test danno per positiva una persona su 7, con una media di 540 nuovi contagi al giorno: quanto basta per chiudere le serrande ai bar per un mese. Si salvano, al momento, i ristoranti, ma con tavoli che non possono accettare più di 4 persone per volta (eccetto i conviventi), a debita distanza. Curiosa e di difficile attuazione la regola di non poter incontrare più di 3 persone al mese.

Nulla, rispetto alla situazione di Madrid, in lockdown parziale da quasi una settimana dopo un estenuante botta e risposta fra il governo Sanchez e le autorità regionali, a cui sono demandate le decisioni sulla salute pubblica. Il premier si spinto a promettere 800mila posti di lavoro in più grazie agli aiuti di Bruxelles, ma pesano le 825mila infezioni quotidiane che rendono la Spagna il Paese europeo più colpito.

Chiusura dalle 23 alle 6 per tutti i locali di Berlino, e massimo di 10 persone per feste private. Ma è in tutta la Germania che si parla ormai di record di casi, con quasi 3.000 infezioni quotidiane, una ventina di decessi e quasi 500 persone ricoverate nelle terapie intensive.

Situazione drammatica anche in Francia, con più di 10mila nuovi positivi ogni 24 ore e più di 50 morti, con i letti in rianimazione occupati da quasi 1.500 persone. A preoccupare è soprattutto Parigi, che teme un aumento esponenziale di infezioni, morti e ricoveri nel giro di due settimane.

Anche la Scozia chiude bar, ristoranti e pub, ha annunciato la premier Nicola Sturgeon ammettendo di trovarsi in una situazione “per nulla semplice che mette in gioco vite e lavoro”.

Quasi fuori controllo il Regno Unito, con più di 14mila nuovi casi e un numero crescente di decessi e ricoveri ospedalieri, aumenti del 25% in un solo giorno. Nel Paese è anche scattato l’allarme “Covid-Party” nelle università: sono diversi i campus in cui si organizzano feste aperte solo a studenti positivi.

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