Il virus si riprende il mondo

| La freddezza dei numeri non lascia molte speranze: i contagi crescono ovunque, e non c’è Paese che non abbia pronti pacchetti di misure restrittive per arginare il virus. Le situazioni peggiori negli Stati Uniti e in India

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Il 9 ottobre scorso, l’OMS ha segnalato oltre 350mila casi in tutto il mondo registrati nel giro di 24 ore, un record che il mondo sperava di non dover mai più raggiungere.

L’Europa ha raggiunto quota 100mila casi quotidiani, America Latina e Caraibi superano quota 10 milioni, con quasi 370mila morti, più della metà concentrati in Brasile. A guidare la classifica delle situazioni peggiori sono sempre gli Stati Uniti, seguiti da India, Brasile, Russia, Colombia, Argentina, Spagna e Perù.

In America il numero di casi nelle ultime 24 ore ha superato le 57mila unità, con l’aggiunta di 990 morti, portando il totale a oltre 7 milioni e 600mila infezioni e 213mila decessi. Secondo un modello elaborato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation, gli Stati Uniti rischiano un totale di 500mila vittime entro febbraio del prossimo anno, se le misure di contenimento dovessero saltare.

È picco di positivi anche in Russia, che supera la soglia dei 12mila nuovi contagi in 24 ore - il numero più alto dall’inizio della pandemia – e in India, arrivata sulla soglia dei 70mila casi e 1000 morti al giorno. Situazione preoccupante in Argentina, con restrizioni che riguardano 18 province per tentare di arginare un balzo che ha portato il bilancio generale a 871mila contagi e più di 23mila morti.

Con quasi 30mila casi nelle ultime 24 ore: la Francia è ufficialmente uno dei grandi malati d’Europa, trainata da un tasso di positività pari all’11%, come certificato dalla Santé Publique. Il picco dei contagi si concentra nella regione di Parigi, l’Ile-de-France, dove la capacità dei posti letto nei reparti di terapia intensiva ha già raggiunto il 50%. Parigi, insieme a Marsiglia, Aix-en-Provence e l’Isola di Guadalupe, sono “zona rossa”, mentre altre quattro città (Lione, Lille, Grenoble e Saint-Etienne) finiscono in “allerta massima”. Bar, ristoranti e locali sono chiusi fino a data da destinarsi, e l’ingresso nei centri commerciali e supermercati è contingentato. Insieme a Spagna e Regno Unito, la Francia è uno dei Paesi europei in cui si sono registrati oltre 10mila casi negli ultimi tre giorni.

La cancelliera Merkel, al termine di un vertice con i sindaci delle 11 maggiori città della Germania, ha annunciato che se la curva dei contagi arriverà entro una settimana a 50 casi ogni 100mila abitanti, saranno introdotte “inevitabili misure restrittive mirate” che comprendono coprifuoco e restrizioni con chiusure dei locali.

Per i prossimi 15 giorni, Madrid è stata dichiara in “stato di emergenza”: lo ha annunciato il premier Sanchez fra le proteste delle autorità regionali. Al momento in Spagna le misure di contenimento restano quelle varate il 2 ottobre scorso: raduni limitati a 6 persone, capienza di bar e locali al 50% e chiusura alle 23.

Record giornaliero anche per i Paesi Bassi, con 6.504 casi in 24 ore: le zone più colpite sono quella di Rotterdam-Rijnmond (736 casi), e Amsterdam-Amstelland (735), a fronte di 24 decessi. Picco in Portogallo, anche se contenuto in 1.646 casi concentrati per lo più a Lisbona.

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