Il virus sta mutando (in meglio)

| Nel più classico stile di comportamento, il Covid-19 si starebbe adattando all’ospite umano depotenziandosi, quindi senza ucciderlo. Le conclusioni di uno studio scientifico

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A livello scientifico, il fenomeno è definito “omoplasia”, termine che indica la produzione di nuove cellule, sempre più simili a quelle originarie. Tradotto a adattato al Covid-19, significa che il virus sta mutando, adattandosi sempre di più all’organismo ospite, l’uomo.

È la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista medica “Infection, Genetics and Evolution” da un gruppo di ricercatori inglesi dell’Istituto di genetica dell’University of Londra, condotto dal professor Francois Belloux.

Analizzando 7.666 sequenze di Covid-19 provenienti da paesi diversi, il team ha riscontrato ben 198 mutazioni, e tutte riconducibili all’omoplasia, un fenomeno di adattamento che starebbe “depotenziando” il virus, togliendo l’effetto letale sull’organismo umano.

Per gli esperti, si tratta di un comportamento assai comune nei virus, che nella stragrande maggioranza dei casi devia biologicamente per adattarsi alla convivenza.

La ricerca ha anche accertato che la presenza del virus è stata stimata fra il 6 ottobre e l’11 dicembre 2019, decisamente prima dei primi casi emersi a Wuhan, in Cina.

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