La coppia che salverà il mondo

| Dietro la clamorosa notizia del vaccino c’è l’impegno di una coppia di biologi tedeschi, entrambi figli di immigrati turchi e oggi a capo della “BioNTech”, azienda che ha collaborato nella ricerca con il colosso “Pfizer”

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L’annuncio del colosso farmaceutico americano “Pfizer”, sull’efficacia al 90% di un vaccino (quello dell’influenza varia fra il 40 ed il 60%, per capirci) che entro il prossimo anno sarà pronto in miliardi di dosi, ha ridato fiato alle speranze del mondo intero di uscire dal tunnel della pandemia. Ma dietro la storia del vaccino salva-pianeta, sta facendo il giro del mondo la storia della “BioNTech”, l’azienda tedesca di biotecnologia partner della Pfizer nella ricerca.

La BioNTech, quotata al “Nasdaq” dal 2019, proprietaria di sei siti produttivi e di ricerca, con 1.300 dipendenti e un giro d’affari di 798 milioni di dollari, rappresenta la storia di Ugur Sahin e Oezlem Tuereci, marito e moglie, entrambi medici e ambedue figli di “Gastarbeiter”, i migranti turchi. Oggi, secondo il quotidiano tedesco “Welt am Sonntag”, sono tra le 100 persone più ricche di tutta la Germania.

Ugur arriva nella fredda Colonia da bambino con la famiglia: il padre trova lavoro alla Ford come operaio, ma riesce ad assecondare il desiderio del figlio di frequentare l’università e laurearsi in biologia e immunoterapia. È esattamente lì che incontra Ozlem, la donna della sua vita, con un passato molto simile al suo: arriva in Germania come migrante, ma riesce a studiare e coronare il suo sogno di laurearsi. Uniti dall’amore e dalla ricerca, Ugur e Oezlem sono diventati in queste ore il “dream team” che si nasconde dietro al vaccino che potrebbe cambiare i destini del mondo.

La loro azienda, la BioNTech, è una storia di un successo professionale che non li ha cambiati per niente: Ugur Sahin va al lavoro in bicicletta, lei si divide fra la famiglia, la spesa e il lavoro. Insieme hanno affinato gli studi sul sistema immunitario come potenziale alleato nella lotta contro il cancro e studiano come affrontare la composizione genetica di ogni tumore.

La loro vita di imprenditori inizia nel 2001 quando fondano la “Ganymed Pharmaceuticals” per sviluppare anticorpi contro il cancro, ma già da allora Sahin – attualmente professore all’università di Magonza – ha scelto di dividersi fra la ricerca e l’insegnamento. Nel 2016, i due vendono la Ganynmed alle “Astellas” giapponesi per 1,4 miliardi di dollari, denaro che usano per fondare la BioNTech, con l’obiettivo di perseguire una gamma molto più ampia di strumenti per l’immunoterapia del cancro. La Bill & Melinda Gates Foundation crede così tanto nel loro lavoro da investire 55 milioni di dollari nell’azienda, che attualmente lavora anche su programmi per l’HIV e la tubercolosi.

Alla metà dello scorso gennaio, Ugur legge sulle pagine della rivista scientifica “Lancet” di uno strano virus che sta iniziando a colpire in modo indiscriminato nella zona di Wuhan, in Cina. Per chi fa il suo mestiere, intuire che il mondo sta per piombare in un incubo è un attimo.

Insieme a sua moglie e i loro team di ricercatori si concentrano sull’obiettivo di trovare uno scudo al virus, che nel frattempo ha iniziato a mettere in ginocchio il mondo intero.

L’annuncio del vaccino arriva in realtà quando le fasi di sperimentazione sono in corso, anche se in via di conclusione. Ma quanto riscontrato su 94 volontari lascia ben sperare: mancano ancora l’appello certezze sulla durata della protezione che offrirebbe, anche se Pfizer e BioNTech sono certe che si parli di un anno e forse più.

Ad accompagnare l’entusiasmo per la scoperta anche Anthony Fauci, il direttore per le malattie infettive degli Stati Unit, che parlando di due società estremamente “affidabili”, parla di “notizia straordinaria”, che tuttavia nulla toglie alla necessità di proteggersi in attesa dell’arrivo dei vaccini.

Pfizer e BioNTech si dicono pronte a sfornare 50 milioni di dosi entro la fine dell’anno, sufficienti per vaccinare 25 milioni di persone, più altri 1,3 miliardi entro il prossimo anno.

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