L’Europa inizia il post-coronavirus

| Il vecchio continente sta cominciando lentamente a organizzarsi per una parvenza di ritorno alla normalità nel dopo pandemia. I dubbi più forti in Gran Bretagna, dove i casi crescono e si teme una seconda ondata di contagi

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L’idea dei divisori in plexiglass nei ristoranti italiani stanno facendo il giro del mondo, ma in tutta Europa – come sempre in ordina sparso – il ritorno ad una parvenza di normalità sembra una gara alla soluzione più fantasiosa.

L’Italia, con il secondo più alto numero di morti al mondo, inizierà ad allentare le restrizioni dal 4 maggio. Quel giorno, milioni di persone che dovrebbero tornare al lavoro usando quanto più possibile mezzi propri per evitare autobus e metropolitane. Si studia anche di consentire l’apertura dei negozi sette giorni su sette nel tentativo di allentare la temuta corsa allo shopping liberatorio. Il Comune di Milano ha in programma di allargare i marciapiedi, ampliare le piste ciclabili e incentivare l’uso di scooter elettrici.

La Danimarca - che ha 394 morti e 8.073 casi – assiste a massiccia affluenza di persone fare la coda da barbieri e parrucchieri: Phil Olander, proprietario di “Phil’s Barber” nel centro di Copenaghen, è allo stremo: “Siamo al superlavoro: le prenotazioni sono al completo per le prossime due settimane”. Anche altre attività, tra cui tatuatori, estetisti, dentisti e ottici, sono autorizzati a riaprire i battenti rispettando severe direttive sanitarie. Sono consentite anche le lezioni di guida, e la scorsa settimana i bambini piccoli danesi sono tornati nelle classi elementari.

Anche la Spagna - la terza nazione più colpita al mondo con 22.157 morti e 213.024 casi - ha allentato il blocco, permettendo ad alcune aziende di riaprire. Il governo ha annunciato restrizioni meno severe per i bambini, permettendo l’uscita di casa, e anche le imprese di costruzione sono state autorizzate a riprendere i lavori a patto di seguire nuove severe linee guida.

La Germania - che conta 151.784 casi e 5.404 morti - ha permesso agli studenti che devono sostenere degli esami di tornare a scuola, e ha anche allentato la chiusura dei negozi. La produzione di automobili è ripresa in alcune fabbriche e i centri di giardinaggio sono di nuovo aperti. La cancelliera Angela Merkel ha avvertito che la vita non può tornare alla normalità.

Il Belgio annuncerà domani la revoca “passo dopo passo” dell'isolamento, mentre Francia e Paesi Bassi stanno valutando la possibilità di riaprire le scuole.

La Gran Bretagna non ha attualmente un piano concreto per allentare l’isolamento, e il medico capo Chris Whitty prevede che le misure dureranno fino al 2021. Il premier Boris Johnson sta affrontando le pressioni dei colleghi per iniziare la riapertura della Gran Bretagna - ma si teme una seconda ondata di contagi perfino peggiore della prima. Il numero di morti in Gran Bretagna è salito di nuovo a quasi 19.000 casi, con un numero totale di infezioni che si avvicina a 140.000, nella speranza che il Regno Unito abbia superato il primo picco.

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