L’Europa teme la seconda ondata

| Si alza l’allarme in Francia e Germania, con il numero di casi quotidiani in aumento. Preoccupazione dell’OMS, che invita a tenersi pronti per eventuali lockdown

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Michael Kretschmer, governatore della Sassonia, ne è certo: “In Germania è arrivata la seconda ondata di contagi da coronavirus. Ce ne rendiamo conto perché da giorni abbiamo nuovi focolai di infezioni dai quali potremmo tornare in fretta a numeri molto alti. Si tratta di uno sviluppo assai preoccupante: dobbiamo assolutamente evitare un nuovo aggravarsi della situazione”. Secondo il “Robert Koch Institute”, ente che valuta la situazione epidemiologica del Paese, il numero di infezioni quotidiane in Germania ha superato quota 820, con una media in netta salita rispetto a poche settimane fa, quando la crescita non superava mai i 500 casi al giorno.

Stessa situazione in Francia, dove secondo la Direzione Generale della Salute di Parigi “Stiamo tornando a livelli paragonabili a quelli della fine del periodo di lockdown, cancellando buona parte dei progressi compiuti”. Tradotto in cifre, 1130 nuovi casi in 24 ore e una raffica di nuove restrizioni, a cominciare da quelle verso i viaggiatori provenienti da 16 paesi dove “la circolazione del virus è ancora molto forte”. A loro sarà richiesto obbligatoriamente l’esito di un test effettuato al massimo 72 ore prima della partenza o di sottoporsi all’esame appena sbarcati in Francia. In caso di positività, obbligo di 14 giorni di isolamento. Fra i Paesi interessati dal provvedimento Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Panama, Sudafrica, Kuwait, Qatar, Israele, Brasile, Perù, Serbia, Algeria, Turchia, Madagascar, India e Oman.

Nelle ultime due settimane anche il Belgio assiste ad una nuova corsa dell’epidemia, così come in Spagna, dove le cifre sono in lieve calo “ma non abbastanza da abbassare la guardia”. In Inghilterra, il premier Johnson ha introdotto l’obbligo di mascherina al chiuso, e lo stesso ha fatto l’Austria.

La nuova recrudescenza europea di focolai preoccupa l’OMS, che invita i Paesi a non escludere l’ipotesi di “ripristinare misure drastiche”. Nel vecchio continente si registrano in totale 3 milioni di casi, con una media di 20mila al giorno: numeri di due volte inferiori a quelli di inizio aprile, ma comunque preoccupanti, anche per la recrudescenza in atto nei Balcani, in particolare in Romania, dove i casi giornalieri superano quota 1.100 e gli ospedali di Bucarest sono vicini al collasso.

CORONAVIRUS
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