Lo sprint finale verso il vaccino

| La sperimentazione ha raggiunto la fase dei testi in buona parte del mondo, ma per quanto si tenti di comprimere i tempi, saranno necessari ancora mesi prima di avere uno strumento efficace

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In America è una corsa contro il tempo e contro numeri allarmanti: 77.638 nuovi casi nelle ultime 24 ore, per un totale che supera i 3,64 milioni di persone, con quasi 140mila morti. Ancora una volta ambiguo sull’uso della mascherina, con il dottor Fauci che chiede ai governatori di mettere in pratica quante più misure di contenimento sia possibile, Donald Trump ha ormai chiaro che esiste un solo modo per uscire da un vortice che gira sempre più forte: il vaccino.

Dalla Casa Bianca è partito un forcing verso la ricerca, perché si arrivi quanto prima al famigerato vaccino che possa mettere fine alla pandemia e invertire lo spettro della recessione. Un passaggio che potrebbe valergli una stelletta verso la rielezione, per adesso accompagnato dall’annuncio di “Moderna”, la società biotech americana che entro la fine del mese dovrebbe iniziare i test su 30mila volontari in tutto il mondo.

Nei soli Stati Uniti sono in realtà ben 23 i vaccini che si avviano verso la sperimentazione, ma Moderna è fra le poche ad aver ricevuto 483 milioni di dollari in finanziamenti federali aggiudicandosi anche la “Fast Track” che permette di avviare la produzione malgrado sia ancora in fase di sviluppo. In corsa anche la “Novatax”, piccola e agguerrita azienda biotech del Maryland su cui è arrivata una pioggia di denaro, 1,6 miliardi di dollari, compresi quelli della Fondazione di Bill e Melinda Gates.

Di mezzo ci sono i tempi della scienza, che per quanto stia premendo sull’acceleratore, non sono quasi mai compatibili con il resto: per avere quello contro la varicella sono serviti 28 anni, e al netto della tecnologia e della scienza medica, per fermare il coronavirus saranno necessari fra 18 e 24 mesi.

Ma dalla Casa Bianca si spinge sull’ottimismo, annunciando che entro l’autunno decine di milioni di dosi saranno pronte, seguite da altre centinaia di milioni prima dell’inizio del nuovo anno. Non da ultimo, secondo Morgan Stanley la scoperta di un vaccino che possa ridare tranquillità al mondo intero può valere 30 miliardi di dollari all’anno soltanto nella prima fase.

Ma non è una corsa in solitaria: anche Pechino annuncia l’avvio della sperimentazione su volontari – che secondo indiscrezioni tanto volontari non sarebbero – mentre Mosca finisce sotto accusa da un gruppo di Paesi per la solita abitudine di mandare avanti gli hacker per trafugare i segreti degli altri, risparmiando tempo e denaro.

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