L’OMS, vaccinazione di massa non prima del 2021

| La portavoce dell’Organizzazione Mondiale della Sanità detta i tempi, spiegando che diversi vaccini sono in fase di studio avanzato, ma il processo richiede pazienza

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La notizia buona arriva dalle pagine di “The Lancet”, autorevole rivista medico-scientifica inglese che ha pubblicato i risultato di una ricerca concentrata su “Sputnik V”, il tanto discusso vaccino russo. Secondo gli studi, l’uso del vaccino sui volontari, nei test preliminari, ha dato risultati assai confortanti: tutti i partecipanti hanno sviluppato una risposta immunitaria al Covid-19 senza accusare effetti collaterali. I test hanno coinvolto 76 adulti di età compresa fra 18 e 60 anni, e un mese e mezzo dopo la somministrazione il plasma dei partecipanti è stato confrontato con quello di 5.000 pazienti affetti da coronavirus, mostrando un forte sviluppo delle difese immunitarie. La fase 3, quella della sperimentazione più ampia, che coinvolge 40mila volontari, è stata autorizzata alla fine di agosto ed è tutt’ora in corso.

Ma quasi nelle stesse ore è arrivata una notizia meno bella, che al contrario gela un po’ le speranze del mondo intero di poter contare su un vaccino che metta finalmente la parola fine alla pandemia. A dirlo è stata Margaret Harris, portavoce dell’OMS, che ha ritenuto corretto fare chiarezza sulle tempistiche. “Sei dei nove vaccini candidati sono attualmente in fase avanzata di sperimentazione, e alcuni hanno già raggiunto la fase 3, ma nessuno di loro ha ancora dimostrato un “segnale netto” di efficacia di almeno il 50%, previsto dall’OMS come condizione necessaria. È proprio la fase 3 quella che richiede più tempo, per capire quanto il vaccino sia realmente protettivo oltre che sicuro. Al momento, oltre 160 vaccini in tutto il mondo sono in fase di sviluppo e 30 hanno raggiunto la fase di sperimentazione sugli esseri umani”. Tra questi anche il “ChAdOx1 nCov-19” messo a punto dall’Università di Oxford con la collaborazione dell’Irbm di Pomezia.

Riguardo ai tempi, la Harris ha ribadito che i primi ad essere vaccinati saranno gli operatori sanitari e le persone ad alto rischio. “Al momento, riteniamo improbabile la vaccinazione di massa prima della primavera del prossimo anno”.

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