Londra «virus-free» entro giugno

| Da giorni sono scesi a 24 i nuovi casi che ogni giorno si registrano nella capitale: numeri che potrebbero azzerarsi entro poche settimane. Ma non il tutto il Paese è così

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Londra respira: in città si registrano meno di 24 nuovi casi di coronavirus al giorno e la speranza è di poter scoprire nel giro di poche settimane che il virus non c’è praticamente più. Lo studio condotto dai ricercatori della “Public Health England” e dall’Università di Cambridge ha calcolato che il tasso di riproduzione “R”, ovvero il numero medio di persone a cui un paziente infetto trasmette il virus, è sceso a 0,4 nella capitale, con il numero di nuovi casi che si dimezza ogni 3,5 giorni. Il team stima che 1,8 milioni dei londinesi (il 20%) abbiano sviluppato la malattia, mentre a livello nazionale circa il 12% degli abitanti dell’Inghilterra è stato infettato da un virus che uccide solo nello 0,63% dei casi.

La stima mostra che la capitale, un tempo la regione più colpita del Paese, è più avanti di ogni altra area in termini di recupero e potrebbe avvicinarsi all’alba degli zero contagi entro giugno. Ma non è così ovunque: il Nord Est dell’Inghilterra registra 4.000 casi di contagio al giorno con un tasso di R pari a 0,8, il doppio di quello della capitale. E anche il Nord Ovest continua a essere colpito duramente, con gli esperti che stimano 2.400 nuovi casi al giorno.

Numeri che però non mettono d’accordo tutti: alcuni esperti hanno messo in dubbio l’accuratezza della proiezione, basata unicamente sui dati dei decessi ufficiali, ma che attualmente il numero di nuovi casi per Londra è “assai improbabile” si fermi soltanto a 24.

Lo studio Cambridge-PHE ha mostrato un’enorme variabilità tra le diverse fasce d’età, avvertendo che il virus ha un tasso di contagio di circa il 16% negli over-75, ma è inferiore allo 0,018% per chiunque abbia meno di 44 anni, fascia d’età in cui registra un decesso ogni 10.000 casi.

Su un punto però sono tutti d’accordo: è fondamentale che il numero R - che si pensa fosse tra 3,5 e 4 all’inizio della crisi - rimanga stabile al di sotto di 1, altrimenti l’epidemia ricomincerà a crescere molto rapidamente.

“Se si guarda agli altri Paesi, spesso hanno adottato approcci su scala regionale – ha rammentato il deputato Tory Bim Afolami – è un’ipotesi che dovremmo prendere in considerazione”.

L’analisi della Public Health England sarà inviata ai governi locali per determinare la diffusione del virus e il livello di immunità. Secondo quanto riferito, il gruppo di consulenza scientifica per le emergenze (SAGE) sta valutando la possibilità di utilizzare il lockdown per isolare le aree se il tasso di “R” sale al di sopra di uno. Una politica che potrebbe rivelarsi utile per consentire ai londinesi di tornare al lavoro, primo passo per riavviare un’economia allo stremo.

Quello che nessuno aveva previsto dopo che le regole di distanziamento sociale sono state parzialmente allentate, è la reazione di diverse comunità rurali, infuriate per i “cittadini” che hanno ripreso visite e gite incuranti del fatto che potrebbero diffondere il virus. Le forze dell’ordine, che di fatto non possono più vietare gli spostamenti, temono reazioni violente contro case, auto e persone.

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