Nuovi focolai fanno tornare il lockdown

| Nel mondo alle prese con la seconda ondata – o forse ancora la coda della prima – diversi Paesi iniziano a revocare le riaperture

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L’OMS non ha mai nascosto una verità che fa male solo a ripeterla: il peggio deve ancora arrivare. Una premonizione, su basi scientifiche, confermata da i focolai che da settimane scoppiano ovunque, rialzando il livello di preoccupazione dopo la relativa calma che aveva permesso a diversi Paesi le riaperture graduali. Secondo gli esperti sono state proprio quelle, disordinate e a volte troppo anticipate, a ridare fiato al Covid-19.

Negli Stati Uniti, primo Paese al mondo per numero di morti e contagi, la California torna in lockdown chiudendo fino a data da destinarsi tutto ciò che non è essenziale, scuole comprese, che inizieranno le lezioni da remoto e saranno online fino alla fine dell’anno.

Un lockdown di 15 giorni è stato imposto a 8 comuni della Catalogna, in Spagna, compresa Lleida, città finita al centro di uno scontro legale per un giudice che riteneva la chiusura incostituzionale. Il nuovo focolaio è definito “incontrollato”, con 938 nuovi casi nelle ultime 24 ore di 246 a Barcellona, 199 a Lleida e 138 a Segrià.

Il “rischio elevato” di un nuovo focolaio ha costretto le autorità di Hong Kong ad annunciare nuove misure di distanziamento, perfino più rigorose di quelle della prima ondata.

Preoccupazioni anche da Israele e Cisgiordania, che hanno deciso la chiusura di bar, ristoranti e palestre, così come alcune zone di Manila, nelle Filippine, e in Uzbekistan.

CORONAVIRUS
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