ONU: bisogna aiutare il resto del mondo

| “Non agire ora permetterà al virus di circolare ovunque, minando le economie emergenti” con conseguenze per la recessione globale. Entro la fine dell’anno, 265 milioni di persone rischiano di morire di fame

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Mark Lowcock, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, non ha usato mezzi termini per criticare i Paesi più industrializzati del mondo per una risposta alla pandemia “a corto di vedute”, avvertendo che l’incapacità di sostenere le zone in via di sviluppo potrebbe esacerbare gli effetti della crisi sanitaria per decine di milioni di persone.

“La pandemia e la recessione globale associata stanno per scatenare il caos nei paesi fragili e a basso reddito. La risposta delle nazioni ricche finora è stata grossolanamente inadeguata e pericolosamente miope”. Ad oggi, secondo i dati della Johns Hopkins University, più di 13,7 milioni di persone hanno contratto il virus in tutto il mondo, causando quasi 590.000 morti.

Mentre il virus ha sconvolto la vita in alcune parti d’Europa e del Nord America, molte nazioni in via di sviluppo stanno lottando per contenere una tendenza all’aumento dei casi. Quattro dei cinque Paesi del “BRICS”, l’acronimo usato per indicare le cinque principali economie emergenti (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), hanno registrato più di 300.000 casi, con l’unica eccezione della Cina, dove il virus ha avuto origine. Brasile, India, Russia e Sudafrica hanno registrato rispettivamente il secondo, terzo, quarto e sesto maggior numero di casi tra tutti i paesi del mondo. Ma il virus ha anche continuato a diffondersi incontrollato in molte parti del mondo in via di sviluppo e in alcune parti dell’America Latina e in Africa.

Un funzionario della Federazione Internazionale della Croce Rossa ha aggiunto che il Covid-19 si sta diffondendo a un ritmo “allarmante” in Asia meridionale, che ospita un quarto dell’umanità. “Non agire ora lascerà il coronavirus libero di circolare in tutto il mondo, annullando decenni di sviluppo e creando problemi enormi per almeno una generazione”.

Secondo l’ONU, al ritmo attuale, la pandemia e la crisi economica globale potrebbero scatenare il primo aumento della povertà globale in 30 anni e “portare 265 milioni di persone a morire di fame entro la fine dell’anno”.

Lowcock chiede al Gruppo delle 20 nazioni che rappresentano le principali economie mondiali, di donare 10,3 miliardi di dollari per sostenere 63 paesi vulnerabili in tutto il mondo: una cifra all’apparenza abnorme, che tuttavia rappresenta “meno dell’1% del pacchetto di stimolo che i paesi ricchi hanno messo in atto per proteggere le proprie economie”. Ma alla data del 12 luglio, erano stati raccolti solo 1,64 miliardi di dollari.

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