Origine del Covid: scienza VS intelligence

| Per la comunità scientifica è sempre più probabile che il virus sia passato all’uomo da un animale. Per gli analisti, al contrario, non c’è alcuna prova che scagioni i laboratori cinesi

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La comunità scientifica internazionale si sta stringendo intorno alla teoria che il Covid-19 sia probabilmente passato agli esseri umani attraverso uno o più animali. È la conclusione della revisione preliminare di un dossier dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del virus diffusa a marzo. Su quattro possibili teorie ipotizzate, quella ritenuta più probabile parla di un virus già presente in natura che per qualche “incidente di percorso” è arrivato all’uomo. Restano molti dubbi da chiarire, ma per gli scienziati sembra tramontare definitivamente l’ipotesi di un virus nato in laboratorio e sfuggito ai controlli. Non si tratta di una prova definitiva, ma certamente raffredda le varie teorie cospirative che circolano da più di un anno.

Al contrario, i servizi segreti non sono così sicuri. “È assolutamente preciso che la comunità di intelligence non sappia dire esattamente dove, quando o come il virus Covid-19 sia iniziato”, ha commentato il direttore dell’intelligence americana Avril Haines al senatore Marco Rubio, dopo aver esposto le diverse teorie in campo: che il virus sia stato in qualche modo trasmesso dai pipistrelli agli esseri umani o, che i ricercatori dell’Istituto di virologia Wuhan abbiano sbagliato un esperimento.

Secondo Haines, le agenzie di intelligence sono concentrate intorno alle due teorie alternative: due scenari opposti ma entrambi ancora in attesa di conferma o smentita definitiva. “Una cosa è chiara per i nostri analisti: la Cina non è mai stata collaborativa e completamente trasparente, e questo lascia spazio a dubbi e sospetti”.

Il direttore della National Security Agency e capo dell’US Cyber Command, il generale Paul Nakasone, ha notato che le agenzie informatiche statunitensi stanno collaborando attivamente nel raccogliere e analizzare le informazioni sulle origini del virus.

Ma ci sono anche voci fuori dal coro. Il dottor Robert Redfield, ex capo dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie che ha guidato il centro durante il primo anno dell’epidemia nell’amministrazione Trump, resta convinto che il virus abbia avuto origine in un laboratorio. 

Ma alla fine, non saranno le agenzie di intelligence a determinare la provenienza del virus, ma la scienza: “Siamo obbligati a  farlo, ne abbiamo bisogno per comprendere appieno ciò che è successo e avere la possibilità di impedire che accada di nuovo. Detto questo, i cinesi non hanno alcun interesse a conoscere la verità, perché potrebbe diventare assai scomoda”, ha riferito una fonte vicina all’intelligence, aggiungendo che esistono prove sufficienti per pensare che il mercato di Wuhan potrebbe non essere stato il luogo dove il virus si è trasmesso per la prima volta.

La posizione ufficiale degli Stati Uniti non è mai stata in linea con lo studio dell’OMS, condotto da 17 esperti cinesi e altrettanti scienziati internazionali. Pubblicamente, l’amministrazione Biden, come quella Trump, ha criticato la Cina per non essere stata più aperta sul virus quando si stava diffondendo per la prima volta. Ma una cosa è certa: prima o poi si arriverà alla verità.

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