Trump: dati troppo nefasti, l’America ripartirà presto

| Medici, analisti ed esperti ammoniscono: allentare le misure prima del previsto potrebbe essere devastante, per la salute degli americani e per la stessa economia americana

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Le previsioni di Donald Trump secondo cui la vittoria sul coronavirus è vicina diventano ogni ora meno credibili. “La luce alla fine del tunnel” immaginata per Pasqua - a meno di tre settimane – è smentito seccamente dai numeri dei contagi che aumentano in modo vertiginoso.

È facile per chiunque sperare che il desiderio del Presidente si avveri, salvando un’economia che probabilmente ha già perso milioni di posti di lavoro lasciando molti americani a chiedersi per quanto tempo potranno sopravvivere senza soldi. Ma Trump ha anche precise motivazioni politiche: ha bisogno di un rapido rimbalzo, perché la lunga striscia vincente dell’economia ha rappresentato il miglior argomento per sperare nella rielezione.

I messaggi positivi del presidente sono arrivati quando un numero maggiore di governatori ha imposto ai propri cittadini la permanenza a casa. Il newyorkese Andrew Cuomo ha paragonato il virus a un “treno ad alta velocità” e avvertito che ci sarebbero stati altri morti: la città potrebbe raggiungere l’apice in un tempo previsto fra 14 e 21 giorni.

Gli operatori sanitari parlano in termini sempre più allarmanti della situazione negli ospedali del Paese: la Louisiana ha avvisato la Casa Bianca che la capacità di assistenza sanitaria di New Orleans sarà sopraffatta nel giro di una settimana. Anche nell’ottimistico briefing di Trump alla Casa Bianca, i suoi stessi funzionari hanno detto a chiunque fosse stato di recente a New York di mettersi immediatamente in quarantena. E l’Organizzazione mondiale della sanità avverte che gli Stati Uniti sono sulla buona strada per seguire l’Italia e la Cina come prossimo epicentro di Covid-19.

Anche i numeri sono sconcertanti. I casi sono raddoppiati in due giorni salendo a quasi 53mila, con più di 700 morti. Parte del numero crescente può essere il riflesso di un’operazione di test intensificata, ma indica anche che il virus è molto più diffuso di quanto si pensasse.

I funzionari sanitari cercano disperatamente di controllare la diffusione del virus per alleviare l’attesa ondata di infezioni che potrebbe travolgere il sistema ospedaliero e causare la morte di migliaia di persone. In un potente e disperato briefing di lunedì mattina, Cuomo ha accusato il governo per non aver risposto alla richiesta di 30mila respiratori.

“Non abbiamo appiattito la curva, che sta aumentando - ha detto Cuomo - New York è ‘canarino nella miniera di carbone’ che avverte di ciò che succederà nel resto del paese”. Commenti che sono i veri motivi per cui le previsioni di Trump appaiono premature e fuori luogo.

“Potranno esserci raggi di sole nei mesi a venire, ma in questo momento ci sono soltanto nuvole scure”, ha commentato il sindaco di Los Angeles Eric Garcetti.

“Mi piacerebbe molto che il Paese si aprisse e si preparasse alla Pasqua, le parole di Trump prima di paragonare il virus con l’influenza e le vittime molto meno degli incidenti stradali. Un medico newyorkese, la dottoressa Dara Kass, che si sta riprendendo dal contagio, ha raccontato della CNN che le parole del Presidente l’hanno spaventata: “Non c’è nessun rimedio magico, e non ci sarà nessuna correzione dell’economia se prima non affrontiamo questo problema enorme”.

Un’altra critica all’approccio impaziente di Trump è che se le restrizioni alla circolazione saranno tolte troppo presto, le infezioni potrebbero tornare a salire causando danni economici a lunghissimo termine. 

Ci sono segnali crescenti che indicano che Trump sta seguendo una strategia volta a proteggerlo politicamente dalle conseguenze della pandemia. Si presenta nella press room della Casa Bianca ogni sera per dare le notizie più positive della giornata, apparendo spesso troppo ottimista sulle potenzialità di alcune terapie ancora da provare o ripetendo annunci precedenti, come l’invio di navi ospedaliere a Los Angeles e New York.

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