Trump: “Il mondo ci invidia”

| Secondo il presidente i dati ufficiali sono “fuorvianti” perché “nessun Paese ha fatto tanto per combattere la pandemia”. Alla fine sibila: “Se a novembre dovessi perdere non so se lo accetterei”

+ Miei preferiti
Nella retorica di Trump, ciò che non riesce a dominare semplicemente non esiste. L’ha dimostrato ancora una volta nel corso di un’intervista rilasciata a “Fox News” che probabilmente passerà alla storia, perché mentre il presidente assicurava che gli “Stati Uniti hanno un tasso di mortalità fra i più bassi al mondo”, i dati annunciavano 140mila morti totali e 3,7 milioni di contagi, con metropoli come Los Angeles ormai sull’orlo di un nuovo lockdown e stati come California, Texas, Florida e Arizona incapaci di far fronte all’epidemia.

Eppure Trump insiste, aggiungendo “Alla fine avrò ragione io: sparirà”, e che i dati della John Hopkins University sono “fuorivianti”. “Nessun paese ha mai fatto ciò che abbiamo fatto noi in termini di test: siamo l’invidia del mondo intero”.

Un ottimismo sfacciato e secondo gli esperti perfino fuori luogo, che ha comunque costretto Trump a rivedere le strategie della sua corsa verso la rielezione. Dopo la disastrosa esperienza di Tulsa, a cui al vuoto del palazzetto si è aggiunta una recrudescenza di casi, il presidente ha annunciato di aver optato per i comizi in teleconferenza, rinunciando ai raduni.

E quando l’intervista è caduta sull’argomento rielezione, con il netto vantaggio che vede Joe Biden molto avanti nei sondaggi, Trump ha commentato: “Non mi piace perdere, non so se lo accetterei”, bollando lo sfidante come un “anziano instabile che non riesce a mettere due frasi insieme: Joe non sa di essere vivo, e il Paese non può avere un presidente mentalmente distrutto”.

CORONAVIRUS
Sputnik V, il vaccino di Putin
Sputnik V, il vaccino di Putin
Fra le perplessità della comunità scientifica, il presidente russo annuncia il primo vaccino contro il Covid-19, testato perfino su sua figlia. Da 20 Paesi l’ordine per oltre un miliardo di dosi
20 milioni di casi al mondo
20 milioni di casi al mondo
La pandemia non si arresta: focolai preoccupanti in Europa, con gli Stati Uniti e il Brasile incapaci di uscire dall’emergenza
Nuova Zelanda, il paese Covid-free
Nuova Zelanda, il paese Covid-free
Da 100 giorni non si registrano nuovi casi: la politica di prevenzione della premier Ardern premiata con un balzo della popolarità
Europa, crescono i casi
Europa, crescono i casi
Si teme l’inizio della “seconda ondata”, con 5.760 nuovi casi registrati nel vecchio continente. La situazione più preoccupante in Spagna, ma la soglia di attenzione è alta anche in Italia, Germania, Francia, Grecia e Finlandia
GB, la risposta al virus si complica
GB, la risposta al virus si complica
Scelte cervellotiche, indecisioni e incongruenze: il governo Johnson accusato di avventatezza dai tre Paesi che compongono il Regno Unito
«In America è l’inizio di una nuova fase»
«In America è l’inizio di una nuova fase»
La dottoressa Deborah Birx ammonisce: nessuno può sentirsi al sicuro, anche se vive in campagna. Preoccupano i nuovi focolai, improvvisi e violentissimi, e soprattutto previsioni che parlano di 330 mila morti entro la fine dell’anno
Australia: lo stato di Victoria torna in lockdown
Australia: lo stato di Victoria torna in lockdown
L’impennata dei casi ha fatto scattare un periodo di blocco di almeno sei settimane. In vigore il coprifuoco dalle 20 alle 5 del mattino
USA: 150mila morti, e non è ancora finita
USA: 150mila morti, e non è ancora finita
Anche se il numero di casi a livello nazionale è in leggera flessione, gli esperti invitano a non farsi illusioni: senza reazioni forti e decise il numero di morti aumenterà ancora
USA: 18 medici contagiati dopo una festa
USA: 18 medici contagiati dopo una festa
È accaduto alla University of Florida Health, e secondo gli esperti è una leggerezza che dimostra la scarsa attenzione degli americani verso i pericoli del coronavirus
Vietnam: 80mila turisti evacuati dopo 3 casi confermati
Vietnam: 80mila turisti evacuati dopo 3 casi confermati
Da alcuni considerato perfino esagerato, il Paese asiatico reagisce con straordinaria celerità temendo il peggio. Un atteggiamento che ha permesso di contenere numero di contagi e vittime