UE, la seconda ondata è qui

| Per quale motivo nel Vecchio Continente tutto è andato nuovamente male? Colpa delle vacanze, dell’abbassamento della soglia di attenzione e del rifiuto a osservare le norme sanitarie. E ora ne paghiamo le conseguenze

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Dopo aver attenuato con discreto successo la prima ondata di Covid-19, malgrado un numero di morti impressionante, l’Europa si trova alle prese con la “second wave”, quella che gli esperti hanno ricordato per tutta l’estate come eventualità molto probabile.

Resta da capire, se mai sarà possibile, cosa non ha funzionato nel Vecchio Continente. Secondo l’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), questa settimana il numero di nuove infezioni giornaliere nell’UE e nel Regno Unito ha raggiunto la cifra di oltre 45.000 casi, facendo scattare nuove restrizioni di luoghi che dopo mesi di chiusura stavano per essere riaperti. A preoccupare i governi europei è il timore per la pressione che gli ospedali potrebbero subire nei prossimi mesi, oltre alla minaccia incombente di essere costretti a dichiarare nuovi lockdown nazionali.

Secondo l’ECDC, il tasso di mortalità in Europa è stabile da 72 giorni anche se Bulgaria, Croazia, Malta, Romania e Spagna assistono ad un deciso aumento dei decessi. E l’ipotesi più accreditata è soltanto una: l’impennata di nuovi casi arriva a ridosso delle vacanze estive, quando le grandi città e le scuole tornano a riempirsi. Secondo l’OMS, l’aumento potrebbe essere in parte dovuto ad un colpevole allentamento delle misure di prevenzione come distanziamento sociale e uso della mascherina, con un’evidenza statistica che indica i giovani come fonte principale della seconda ondata europea.

Ma malgrado il numero crescente di casi e i decessi, il continente è ancora in una posizione favorevole rispetto agli Stati Uniti: un totale di 4,4 milioni di casi e 217.278 decessi su una popolazione di 750 milioni di abitanti, mentre l’America fa i conti con 6,7 milioni di casi e 198.000 morti su una popolazione di 330 milioni.

Il premier britannico Boris Johnson ha ammesso che il Regno Unito “sta assistendo all’arrivo inevitabile della seconda ondata. Non vorrei essere costretto a proclamare un secondo lockdown nazionale, e l’unico modo per evitarlo è che la gente segua le indicazioni sanitarie”.

Parole che hanno trascinato per le strade di Londra migliaia di manifestanti contrari a qualsiasi tipo di blocco: 32 persone sono state arrestate per disordini, atti di violenza, vandalismo, violazione dell’ordine pubblico e aggressione e resistenza alle forze dell’ordine. “L’ostilità dimostrata nei confronti degli agenti, che erano lì semplicemente per tenere la gente al sicuro, è inaccettabile”, ha commentato il sovrintendente della Metropolitan Police Emma Richards.

Nelle scorse ore, il Regno Unito ha annunciato che chiunque risulti positivo al coronavirus o sia stato rintracciato come possibile contatto sarà obbligato per legge ad un periodo di autoisolamento, con multe che vanno da 1.000 a 10.000 sterline per i recidivi. Tutto questo mentre i media britannici dipingono la stella ormai appannata del Premier, dibattuto fra critiche interne al suo stesso partito e i nodi assai spinosi della Brexit.

Nuove restrizioni sono state annunciate anche a Madrid, città che racchiude circa un terzo di tutti i nuovi casi registrati in Spagna: 12.183 infezioni giornaliere e più di 30.000 decessi. La Francia ha registrato 13.215 nuovi casi di Covid-19 in 24 ore, il più alto numero dallo scorso aprile. Le cifre mostrano una tendenza in aumento dei ricoveri ospedalieri, e diversi nosocomi sarebbero già vicini ad esaurire i posti nei reparti di terapia intensiva.

La Repubblica Ceca segnala un record di 3.130 infezioni giornaliere, in parte attribuite alla riapertura delle scuole, mentre il premier olandese Mark Rutte ha dichiarato che il numero di infezioni giornaliere nel paese è raddoppiato in poco più di una settimana: “Temiamo di arrivare nel giro di poco a 10mila casi al giorno”. A partire da oggi, ristoranti, caffè e bar di sei regioni olandesi saranno nuovamente obbligati a nuove pesanti restrizioni.

Il direttore dell’OMS per l’Europa Hans Kluge ha messo in guardia il Vecchio Continente per “tassi di trasmissione allarmanti e situazioni locali molto preoccupanti”. Secondo Kluge, il graduale aumento dei casi in Europa potrebbe essere spiegato “dall’allentamento delle misure sanitarie e l’abbassamento della soglia di attenzione della popolazione”.

Al pari della Spagna, l’Austria assiste al suo picco più grande concentrato a Vienna, la capitale, dove la situazione è “particolarmente grammatica; ha commentato il cancelliere Sebastian Kurz. Brusco aumento delle morti in Turchia, con 63 decessi in meno di 24 ore, il più alto in un solo giorno: “Siamo in questa situazione a causa del movimento nel periodo delle vacanze e dei matrimoni che sono parte integrante delle nostre tradizioni”.

Paesi come la Grecia e la Croazia, in gran parte risparmiati dalla prima ondata, hanno visto un rapido aumento del numero di casi in agosto, quando i turisti sono arrivati in massa dopo la riapertura delle frontiere interne europee.

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