Un dicembre mortale

| Al momento sono solo statistiche, previsioni e modelli matematici, ma non ce n’è uno che non preveda una nuova crescita di contagi e di morti in tutti gli Stati Uniti. Fauci conferma: “Sarà durissima”

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Trump ha una data precisa in mente entro cui vorrebbe – anzi pretende – che la pandemia in America sia solo un ricordo e il vaccino un bene comune, a disposizione di tutti. È il 3 novembre prossimo, quando gli americani decideranno se concedergli altri quattro anni o se al contrario dovrà fare le valigie.

Ma a guastargli le speranze arriva uno scenario ipotizzato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington che lascia poche speranze all’ottimismo. Sofisticati software in grado di valutare fattori, previsioni e numeri, parlano di 415.090 morti per Covid-19 entro gennaio, che nella peggiore delle ipotesi salirebbero a 600.000.

“Guardiamo con preoccupazione alla brutta stagione in arrivo: la gente è diventata meno attenta, l’uso massiccio delle mascherine è calato e la mobilità è aumentata. Fattori che messi insieme fanno presagire un dicembre ad alto rischio di mortalità”, ha commentato Christopher Murray, direttore dell’IHME.

Il modello prevede essenzialmente che il numero di morti sia destinato a raddoppiare nei prossimi quattro mesi, e non è difficile credergli: secondo i dati della Johns Hopkins University, venerdì negli Stati Uniti sono state registrate quasi 6,4 milioni di infezioni e più di 192.000 morti.

Ma nonostante la terribile previsione, Trump continua a ripetere che gli Stati Uniti hanno fatto “un ottimo lavoro” nel contrasto al virus. “Sono convinto che l’uscita da questo tunnel sia ormai dietro l’angolo e che i vaccini siano in arrivo”.

Poco dopo, Anthony Fauci, il volto più noto della task force chiamata a contrastare la pandemia e a mettere una pezza al lungo elenco di fandonie del presidente, ha voluto prendere le distanze. “Stiamo iniziando la nuova stagione influenza partendo da una base di 40.000 casi di contagi e 1.000 vittime al giorno: statistiche ancora troppo inquietanti per cantare vittoria”.

È l’ennesimo disaccordo di Fauci ai proclami pubblici di Trump: “Siamo in un periodo molto carico dal punto di vista politico e organizzare incontri elettorali alza il livello di rischio anche se si tratta di eventi all’aperto. Abbiamo bisogno di abbassare i livelli di contagio in vista di una situazione più precaria come l’autunno e l’inverno”. Cautamente ottimista sulla possibilità di avere un vaccino entro la fin dell’anno, Fauci sembra più convinto che gli Stati Uniti potrebbero non tornare alla vita pre-virus fino alla fine del 2021. “Non è un interruttore da accendere o spegnere, il ritorno alla normalità sarà graduale e penso che ci vorranno ancora diversi mesi prima di arrivare al punto in cui potremo capire di avvicinarci a quella che era la nostra vita prima del Covid-19”. Da non dimenticare anche un altro problema: quante dosi di vaccino saranno disponibili e quanto tempo ci vorrà per distribuirle: “Saranno necessari diversi mesi per rendere il paese sicuro e vaccinato”.

Al momento, quasi 30 stati americani segnalano una tendenza al ribasso di casi, ma è alquanto probabile un nuovo peggioramento: “Abbiamo bisogno di superare con meno danni possibili autunno e inverno, ma non sarà facile. Continuo a guardare la curva dei contagi e mi deprimo sempre di più: per quanto il Paese si impegni, non riusciamo mai ad arrivare alla linea che vorrei vedere”.

Gli esperti temono che l’impennata possa arrivare qualche settimana dopo le celebrazioni del “Labor Day”, quando si prevedono tra 205.000 e 217.000 morti entro il 3 ottobre.

Secondo altre stime, il numero effettivo di infezioni sarebbe molto maggiore dei numeri ufficiali: in tanti potrebbero aver avuto Covid-19 senza saperlo, visto che almeno il 40% delle persone infette non mostra alcun sintomo. Altri si pensa abbiano sviluppato e superato la malattia senza aver mai fatto il test.

Fauci raccomanda di “stare al riparo il più possibile durante i mesi più freddi, ma questo non significa chiudere di nuovo il paese: “Non c’è motivo di mettere l’America in lockdown, possiamo affrontare tutto se dimostriamo di essere uniti e ci atteniamo alle più semplici misure di salute pubblica come il distanziamento sociale, l’uso di mascherine e l’accortezza di evitare luoghi affollati”. Preoccupazioni a cui si aggiungono i dati di tracciamento dei contatti registrati da tre strutture di assistenza all’infanzia dello Utah, secondo cui anche i bambini con sintomi lievi o assenti possono trasmettere il Covid-19. I ricercatori hanno registrato i casi di 12 bambini infettati da coronavirus in una struttura di assistenza all’infanzia trasmesso ad almeno 12 persone all’esterno, compresi i membri delle loro famiglie. Nel complesso, i bambini rappresentavano 13 dei 31 casi confermati di Covid-19 legati alla struttura, e tutti i bimbi presentavano sintomi lievi o del tutto assenti.

I college di tutto il paese hanno fatto delle mascherine un requisito necessario, sperando fosse sufficiente a limitare il numero di casi, ma dopo poche settimane dall’inizio del primo semestre i campus di tutti i 50 stati hanno segnalato nuovi focolai. L’Università del Texas di Austin ha annunciato tre cluster confermati, per un totale di 100 nuovi casi, e dopo quasi 400 casi accertati tra gli studenti, la San Diego State University ha annunciato lo stop delle lezioni in classe, mentre il 1° agosto scorso più di 1.300 studenti dell’Arizona State University sono risultati positivi.

Parole in netto contrasto con la campagna di ottimismo “trumpiano” che quasi certamente scateneranno le ire del presidente, ma non preoccupano Fauci: “Chiunque cerchi di suggerirmi cosa dire pubblicamente, se mi conosce, sa che è un tentativo stupido: nessuno mi farà mai pressione o mi metterà la museruola su cosa dire pubblicamente”.

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