Una società senza volto

| Le mascherine sono e saranno la norma per lungo tempo. Ma da un punto di vista diverso, una massa di volti nascosti rappresenta una grande preoccupazione per la sicurezza

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Una certezza, su quello che Covid-19 ci lascerà in eredità per lungo tempo, ormai c’è: le mascherine. Ovunque, i Paesi che iniziano lentamente a lasciarsi alle spalle l’isolamento, dimostrano in modo sempre più chiaro ed evidente che siamo e resteremo lontani dai comportamenti prepandemia. Tutti a distanza di sicurezza, coperti in volto.

Ma la prospettiva di una nuova società in cui la grande massa si nasconda inizia ad avere implicazioni sulla criminalità e la sicurezza, oltre che verso la nascita di un’interazione sociale del tutto inedita. “Il problema principale è il volume di persone che improvvisamente si coprono il volto - ha commentato Francis Dodsworth, docente di criminologia all’Università di Kingston – fattore che potrebbe creare inedite opportunità a chi vuole restare con il volto coperto senza destare alcun sospetto”.

In alcuni Paesi che hanno combattuto duramente con la SARS, le mascherine sono state la normalità per oltre un decennio, ma negli Stati Uniti e in Europa già si registrano crimini commessi da delinquenti con il volto coperto da insospettabili mascherine chirurgiche. Un caso fra più emblematici è avvenuto in Spagna, dove il ministero dell’Interno ha dichiarato il mese scorso di aver arrestato un terrorista dell’Isis che aveva trovato rifugio ad Almeira, nel sud del Paese: rispettava alla lettera le regole di lockdown, uscendo solo con la mascherina, e riconoscerlo era diventato quasi impossibile.

Gli esperti ammoniscono: l’uso massiccio della mascherina potrebbe complicare qualsiasi tipo di indagine, sempre più basata sulla tecnologia del riconoscimento facciale: gli algoritmi non sono bravi come gli esseri umani a riconoscere i volti di amici e familiari anche se coperti. E i filmati delle telecamere a circuito chiuso sempre più spesso rappresentano l’unica prova di colpevolezza in un’indagine. Una società cinese assicura di aver sviluppato un software in grado di identificare le persone anche se con il volto parzialmente coperto, ma gli esperti in sicurezza di tutto il mondo dubitano sull’efficacia.

Una marea di volti coperti crea anche problemi alle forze dell’ordine, soprattutto quando si tratta di stabilire cosa costituisce o meno un comportamento sospetto. Solo l’anno scorso, Paesi come Hong Kong e la Francia hanno approvato leggi che rendevano illegale l’oscuramento del volto durante le proteste di piazza. “Ciò che costituisce un comportamento sospetto è abbastanza difficile da definire, e la polizia sarà costretta a bilanciare le necessità imposte per salute pubblica giustificando la perquisizione e l’arresto di qualcuno”.

Dato che la polizia in alcune parti del mondo è già stata criticata per essere stata inutilmente zelante durante la pandemia, qualsiasi nuovo criterio sarà una preoccupazione per i gruppi minoritari che hanno maggiori probabilità di essere fermati, interrogati e persino uccisi. “A cambiare sarà anche la percezione del pericolo: si chiede alle persone di stare da sole e si suggerisce loro di indossare delle mascherine. Normalmente, se si incrociava per strada qualcuno con il volto coperto era istintivo evitarlo, ma ora è diventato meno chiaro quando e se si deve avere paura. L’incapacità di vedere i volti nasconde indizi emotivi cruciali su cui gli esseri umani si basano per la sopravvivenza”. 

Se l’uso della maschera diventerà la normalità ovunque, questo influenzerà inevitabilmente il modo in cui gli esseri umani interagiscono, e potrebbe portare a una maggiore tensione pubblica, con implicazioni per la sicurezza personale. “Per ragioni di sopravvivenza, è necessario sapere quali sono le intenzioni di qualcuno quando lo si incontra. Non essere in grado di farlo facilmente renderà le persone più caute e sulla difensiva. Una società senza volto non è culturalmente familiare all’Occidente”.

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