Vietnam: 80mila turisti evacuati dopo 3 casi confermati

| Da alcuni considerato perfino esagerato, il Paese asiatico reagisce con straordinaria celerità temendo il peggio. Un atteggiamento che ha permesso di contenere numero di contagi e vittime

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Con un’operazione logistica senza precedenti per difficoltà e rapidità, il Vietnam sta procedendo all’evacuazione di 80.000 turisti - per lo più locali - dalla popolare città di Da Nang dopo aver individuato tre residenti positivi al coronavirus. Temendo il peggio, le autorità vietnamite hanno deciso di stroncare sul nascere una potenziale seconda ondata dell’epidemia dopo aver registrato il primo caso di Covid-19 trasmesso localmente, a 100 giorni esatti dall’ultimo caso individuato.

Secondo il ministero della salute, il paziente, un uomo di 57 anni, non era reduce da viaggi in altri paesi e viveva a Da Nang da un mese: altri due casi sono stati segnalati il giorno successivo.

Dopo l’annuncio, il primo ministro vietnamita Nguyen Xuan Phuc ha chiesto di intensificare la ricerca dei contatti e l’introduzione di test su larga scala in tutta la città. Ieri, il governo ha preso la drastica decisione di evacuare entro un massimo di quattro giorni 80.000 persone da Da Nang: le compagnie aeree nazionali operano attualmente con circa 100 voli giornalieri verso 11 città del Paese. Al momento solo due province vietnamite, Bac Giang e Bac Ninh, richiederanno la messa in quarantena di coloro che tornano da Da Nang. 

Da Nang è una località turistica molto popolare per via di lunghe spiagge di sabbia bianca: nel 2019 la città ha accolto circa 8,7 milioni di turisti, circa 5,2 milioni dei quali, secondo i dati del governo, erano vietnamiti.

A marzo il Paese ha quasi totalmente chiuso i suoi confini ai cittadini stranieri ed è ancora off-limits agli arrivi internazionali. Lo scorso giugno, un permesso speciale ha concesso a circa 400 uomini d’affari giapponesi di entrare nel Paese, mostrando un primo timido passo verso la riapertura delle frontiere.

Ma se l’evacuazione forzata di migliaia di persone per tre casi di coronavirus può sembrare troppo zelante, va ricordato che il Vietnam è stato considerato un esempio da seguire nel contenimento del virus, grazie a una strategia aggressiva di screening precoce e un rigoroso programma di quarantena e monitoraggio. Secondo la John Hopkins University, Il Paese non ha registrato alcun decesso confermando solo 420 casi di contagio.

A Da Nang sono state introdotto nuovamente le regole del distanziamento sociale: tutti in città devono mantenere la distanza di almeno un metro l’uno dall’altro, indossare mascherine nei luoghi pubblici e lavarsi le mani regolarmente. I festival, gli incontri religiosi e i grandi eventi sono vietati, così come i servizi non essenziali come i saloni di bellezza, i pub, le discoteche e i bar. Altri esercizi commerciali, siti turistici, ristoranti e centri sportivi rimarranno aperti, a condizione che siano messe in atto misure preventive. Ciò include la fornitura di attrezzature di protezione ai dipendenti e la registrazione delle temperature di tutti i clienti. Aperte anche le scuole, ma con numero di studenti contingentato in base agli spazi.

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