Albert Fish, il vampiro di Brooklyn

| Killer di una violenza inaudita fu condannato alla sedia elettrica dopo che una giuria lo aveva giudicato sano di mente. Almeno cinque le vittime accertate, ma gli furono addebitati numerosi altri omicidi

+ Miei preferiti
di Marco Belletti

Aveva quattro anni Billy Gaffney quando, l’11 febbraio 1927, scomparve nel nulla mentre stava giocando con Billy Beaton, un amico di un anno più giovane, nell’atrio del palazzo di Brooklyn in cui abitavano entrambi.

Billy Beaton fu ritrovato sul tetto e l’unica spiegazione che seppe dare fu che un anziano signore con i baffi grigi li aveva portati lì ed era andato via con il suo amico. Quanto detto dal bambino fu confermato da un testimone che affermò di avere visto Billy Gaffney in strada insieme a un uomo. Il corpo del bambino non fu mai più ritrovato e il mistero della sua scomparsa fu chiarito solo sette anni dopo.

Nel 1934 il 54enne Albert Fish fu arrestato per alcuni omicidi: quello del giovane Thomas Bedden ucciso nel 1910 e di un ragazzo disabile nel 1919. Inoltre, dopo aver cercato senza successo di rapire (per poi uccidere) nel 1924 Beatrice Kiell di 4 anni, nel 1928 Fish offrì un impiego al diciottenne Edward Budd con l’intenzione di portarlo in un luogo isolato, castrarlo per poi lasciarlo morire dissanguato. Quando però conobbe la sorella di Edward, Grace di dieci anni, decise di spostare le sue attenzioni su di lei, con un trucco la rapì ed entrambi scomparvero senza più essere ritrovati.

Almeno fino all’arresto di Fish, che fu riconosciuto come l’uomo dai baffi visto con Billy Gaffney da Joseph Meehan, un tramviere che lo identificò da una foto pubblicata su un giornale: era lui il signore che aveva visto, proprio l’11 febbraio 1927, mentre provava a calmare un ragazzino seduto sul suo tram. Dalla descrizione che il tramviere fece del bambino, la polizia identificò Billy Gaffney il cui corpo non fu mai ritrovato nonostante sia poi stato a lungo cercato nel fiume nel quale durante il processo Fish disse di averlo gettato.

Quando i genitori di Billy cercarono di ottenere dettagli sulla sorte del figlio, Fish confessò loro l’omicidio e parlò a lungo alla signora Elizabeth spiegandole che dopo averlo portato in una casa solitaria, aveva spogliato il ragazzo, lo aveva legato a mani e piedi, imbavagliato con un straccio sporco e aveva bruciato i suoi vestiti.

Il killer raccontò alla donna che il giorno dopo frustò Billy fino a farlo sanguinare, gli tagliò orecchie, naso e bocca. Il ragazzo morì dopo che gli furono cavati gli occhi. “Ficcai il coltello nel suo ventre – rivelò Fish – tenni la mia bocca vicino al suo corpo e bevvi il suo sangue. Scelsi quattro vecchi sacchi di patate e riunii una pila di pietre. Poi lo feci a pezzi. Avevo una valigetta con me. Misi il suo naso, le sue orecchie e alcune fette del suo ventre nella valigetta. Poi lo tagliai a metà nel mezzo del suo corpo, appena sotto l’ombelico, poi le sue gambe. Misi il sedere in una valigetta. Tagliai la testa, i piedi, le braccia, le mani e le gambe sotto le ginocchia. Misi tutto in sacchi appesantiti con pietre e li gettai negli stagni di acqua melmosa lungo la strada che porta a North Beach: affondarono tutti rapidamente. Tornai a casa e mangiai la parte del suo corpo che mi piaceva di più, il suo pisellino e le palline e un bel piccolo posteriore grasso da arrostire nel forno. Feci uno stufato con le orecchie, il naso, pezzi della faccia e della pancia. Misi cipolle, carote, rape, sedano, sale e pepe. Era buono. Poi tagliai la carne del sedere, il pisellino e i testicoli e li lavai. Misi strisce di bacon su ogni chiappa e le infilai nel forno. Poi presi quattro cipolle e, dopo un quarto d’ora, versai circa una pinta di acqua su di essa per il sugo e aggiunsi le cipolle. A intervalli frequenti ungevo il suo sedere con un cucchiaio di legno. Così la carne sarebbe stata bella e succosa. In circa due ore era cucinata. Non ho mai mangiato un arrosto di tacchino buono la metà di quel suo dolce grasso piccolo didietro. Mangiai ogni bocconcino della carne in circa quattro giorni. Il suo pisellino era dolce come una nocciola, ma le sue palline non sono riuscito a masticarle. Le buttai nel gabinetto”.

Il processo nei confronti di Albert Fish iniziò lunedì 11 marzo 1935 e terminò dieci giorni dopo. L’avvocato difensore invocò l’infermità mentale. I dottori che lo esaminarono scoprirono che Fish aveva una trentina di aghi in corpo, quasi tutti vicino ai genitali, tra inguine e perineo. L’uomo affermò di aver provato a infilarsi un ago nello scroto ma il dolore era stato troppo forte.

Diversi psichiatri a cui Fish raccontò con freddezza tutti i suoi crimini e le sue perversioni sessuali, ne confermarono il feticismo sessuale, la coprofilia, l’urofilia, la pedofilia, il masochismo, il sadismo, la flagellazione, l’esibizionismo, il voyeurismo, il piquerismo, il cannibalismo, la castrazione, il vampirismo. Spiegò agli psichiatri di essersi inserito un lungo gambo di rosa nel pene e, dopo essersi guardato allo specchio, aver rimosso il fiore e mangiato i petali. Dagli esami emersero anche una forte tendenza a prostituirsi, l’ossessione per la religione, attacchi di delirio e visioni a sfondo mistico. Nonostante ciò, al termine del processo la giuria lo giudicò sano di mente e colpevole, il giudice lo condannò a morte.

Dopo la sentenza Fish confessò anche l’assassinio di Francis McDonnell, un ragazzo di 8 anni che aveva rapito il 15 luglio 1924 e il cui corpo fu trovato in un bosco, strangolato con le sue bretelle.

Il killer morì sulla sedia elettrica pochi minuti dopo le 23 del 16 gennaio 1936 e fu sepolto nel cimitero del carcere di Sing Sing. Fish prima di morire aiutò gli inservienti ad allacciare le fibbie e affermò che l’esecuzione sarebbe stata “la suprema emozione della mia vita”. Secondo alcuni presenti avrebbe anche confessato di non conoscere il motivo per cui stava per essere ucciso.

Pur negando sempre implicazioni con altri omicidi oltre a quelli per cui era stato condannato, a Fish furono attribuiti numerosi altri assassini. Nel 1927 della dodicenne Yetta Abramowitz – strangolata e bastonata sul tetto di un edificio – morta poi in ospedale. Nel 1932 della sedicenne Mary Ellen O’Connor il cui corpo mutilato fu trovato nei boschi vicino a una casa in cui Fish aveva lavorato. Sempre nel 1932 del diciassettenne Benjamin Collings. Nel 1933 dei due quindicenni Diego Maracuya e Veronika Lazul sgozzati vivi in casa della ragazza e ritrovati da una vicina il giorno dopo.

Criminal Files
Jeffrey Epstein: pedofilia, ricatti e servizi segreti
Jeffrey Epstein: pedofilia, ricatti e servizi segreti
Il primo libro dedicato alla vicenda del miliardario pedofilo racconta una verità molto più articolata: Epstein sarebbe stato al soldo dei servizi segreti di paesi stranieri, per cui ricattava i potenti della Terra
Giappone, il serial killer di Twitter
Giappone, il serial killer di Twitter
I post che il 29enne Takahiro Shiraishi scambiava con le 9 vittime che ha ucciso e smembrato, sono stati analizzati da uno psicologo che ha tracciato il profilo di un giovane tanto spietato quanto abile con le tecniche di persuasione
Il mostro di Marcinelle potrebbe tornare in libertà
Il mostro di Marcinelle potrebbe tornare in libertà
Fra le proteste generali, un tribunale belga ha incaricato un team di psicologi di valutare la salute mentale del pedofilo Marc Dutroux, condannato all’ergastolo per gli omicidi di 5 ragazze giovanissime
Ivan Milat, il serial killer che tormenta l’Australia
Ivan Milat, il serial killer che tormenta l’Australia
Con la morte dell’omicida dei “Backpacker Murders”, diventa difficile appurare se le sue vittime siano state 7 o molte di più, come sospetta da tempo la polizia
Samuel Little, il più spietato serial killer d’America
Samuel Little, il più spietato serial killer d’America
Continua a confessare, con tanto di disegni e descrizioni, i 93 delitti di cui ricorda ogni particolare. L’FBI è riuscita a ricostruire 50 casi, ma chiede aiuto pubblicamente per dare un nome alle altre vittime
L’estate del figlio di Sam
L’estate del figlio di Sam
Il 29 luglio di 43 anni fa, iniziava una scia di sangue costata la vita a sei persone che avrebbe macchiato le strade di New York per un anno intero. Protagonista David Berkowitz, un serial killer satanista che aveva sfidato la polizia
La più giovane della Manson Family chiede la libertà
La più giovane della Manson Family chiede la libertà
Per 23 volte dal 1971, i legali di Leslie Van Houten hanno presentato istanza di libertà vigilata, sempre respinta. La donna faceva parte del gruppo che massacrò i coniugi LaBianca, il giorno successivo all’omicidio di Sharon Tate
Se il tradimento innesca l'omicidio
Se il tradimento innesca l
Al centro de delitto di Gorlago un triangolo mortale: lei, la moglie tradita, lui il marito fedifrago, l'amante che non accetta la fine della relazione. Alla fine uno deve morire. I precedenti giudiziari
Whitey Bulger, il bandito che piaceva a Hollywood
Whitey Bulger, il bandito che piaceva a Hollywood
A capo di una gang, per lungo tempo è stato il padrone di Boston e del Massachusetts, riuscendo a trattare perfino con l’FBI. Arrestato dopo 17 anni latitanza, è stato ucciso in carcere
Germania: l’infermiere serial killer
Germania: l’infermiere serial killer
Ha ammesso di aver ucciso almeno 100 pazienti delle cliniche in cui ha lavorato. Ma secondo la polizia potrebbero essere almeno il doppio