Le bombe di Treviso: obiettivo uccidere

| ESCLUSIVO Due ordigni, il primo per attirare l'attenzione, il secondo con un innesco azionato da un filo di nylon, pieno di chiodi ed esplosivo. In nome di Santiago Maldonado, attivista annegato ma non ucciso dalla polizia

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di MASSIMO NUMA

"E' terrorismo, indaga la procura di Venezia". L’ordigno contro la Lega a Treviso aveva un doppio scopo: colpire la sede del partito di Salvini e cercare di uccidere poliziotti e carabinieri che sarebbero intervenuti con un secondo scoppio, innescato con una trappola già collaudata in Kosovo e più recentemente in Kurdistan, in una serie di attentati contro le forze armate e la polizia turca. Un ordigno "d'importazione", costruito secondo un modulo collaudato. Il procuratore della Repubblica di Treviso, Michele Dalla Costa, a proposito del fallito attentato alla sede provinciale della Lega di Treviso, a Villorba (Treviso) non ha avuto esitazioni ad aprire un fascicolo  in base l’art.270bis, terrorismo, per ora contro ignoti. Ignoti per modo di dire. Perché artificieri ed esecutori dell'attentato sono gli anarchici della Federazione Anarchica Informale Fai/Fri.

Il primo ordigno è esploso la scorsa notte davanti alla sede  della Lega a Treviso, il K3, nella zona industriale di Villorba. Il secondo ordigno non era esploso ed era dotato di una sorta di meccanismo d’innesco, che fosse stato manipolato dagli operatori sarebbe di sicuro esploso con effetti devastanti, poiché il contenitore era pieno di chiodi e frammenti di metalli. Una trappola. La prima esplosione era il pretesto, per richiamare l'attenzione, la seconda, una pentola a pressione riempita con chiodi e un innesco a tensione, avrebbe potuto esplodere nel momento in cui qualcuno avesse fatto scattare il filo di nylon rasoterra cui l'ordigno era collegato. 

L'attentato è stato rivendicato dalla cellula anarchica "Haris Hatzimihelakis /Internazionale”, in collegamento con la cellula “Santiago Maldonado”, il 12 agosto 2018. Gli anarchici annunciano di aver "attaccato con un ordigno la sede della Lega a Treviso”, raccogliendo l'invito "lanciato dai compagni della cellula 'Santiago Maldonado’. Santiago Maldonado, 28 anni, era un attivista anarchico argentino che SI batteva per la difesa dei Mapuche, una popolazione indigena che rivendica l’indipendenza dei territori al confine co Chile e Argentina. E’ morto annegato nell'ottobre 2017 nel fiume Chubut, nella Patagonia centrale nel corso di un blocco stradale di protesta seguito da un’operazione di polizia per liberare il traffico, fermo da ore. Alcuni attivisti fuggirono in un bosco e Maldonado aveva tentato di guadare un fiume, annegando. Una superperizia sul corpo, aperta anche ai periti della famiglia, ha escluso qualsiasi segno di violenza. E’ morto per un incidente, non per l’azione delle forze dell’ordine locali. Testimoni lo hanno visto scomparire nelle acque del fiume. 

La vera “firma” della rivendicazione è nella parte finale del documento, e va letta con la massima attenzione: “Oggi siamo noi a prendere in mano la fiaccola dell’anarchia, domani sarà qualcun altro. Purché non si spenga!“

Solidarietà a tutte/i le/i prigioniere/i, Tamara Sol, Juan Aliste, Juan Flores, Freddy, Marcelo, J.Gan, Marius Mason, Meyer-falk, Dinos Yatzoglou, Lisa Dorfer, i membri delle CCF e Lotta Rivoluzionaria.Agli Anarchici di Firenze, Torino, Napoli, Cagliari, Cile, Russia, Germania, Polonia, dell’operazione scripta manent. E a tutte/i le/i ribelli rinchiuse/i nelle patrie galere nel mondo!”. I sette imputati del processo Scripta Manent, in corso a Torino nell’aula-bunker del carcere delle Vallette, avvolto in un impenetrabile silenzio, vede alla sbarra, detenuti con l’accusa di avere portato a termine dal 2003 una lunga catena di attentati con modalità simili a quelle di Trevisto, i capi storici della Fai/Fri, cioè, in ordine di importanza, Anna Beniamino, Alfredo Cospito e il torinese Nicola Gai. 

LA RIVENDICAZIONE FAI/INFORMALE

Stanchi di tacere, stanchi di vedere ogni giorno violenze sistematica tramite il razzismo, il sessismo, il lavoro salariato che avvengono in questa società, i cui essenziali valori sono l’autorità e il profitto. Nauseati dallo sfruttamento vediamo come principali responsabili tutti i partiti politici i quali reprimono la libertà tramite l’apparato statale, riformatore e repressivo (TV, mass-media, associazioni, esercito, protezione civile, ecc). Lo stato ed il capitale sono i più grandi criminali, infrangono persino le loro leggi rubano sotto forma di tasse, uccidono tramite la guerra e il lavoro salariato, i respingimenti in mare e nei lager per immigrati in Europa ed Africa, contaminano irreversibilmente l’uomo, gli animali ed il pianeta terra, tutti per il loro profitto e potere.

Non dimentichiamo la complicità ipocrita di questa società composta da cittadini che fingono di non vedere gli orrori del razzismo, del nazionalismo di oggi e di ieri. Questa accettazione è il pilastro del totalitarismo e della democrazia: L’autorità che si fonda sull’indifferenza, la paura, l’apatia, nel tempo ha potuto creare i Gulag, i campi di concentramento nazisti, ed oggi quelli in Libia o sotto casa nostra. E’ una storia che si ripete. All’alba, la sede della Lega a Treviso, stata attaccata con 1 ordigno, rivendichiamo la collocazione contro politici, sbirri, e loro tirapiedi. A tutto questo non vogliamo essere complici, alla violenza indiscriminata degli Stati ci opporremo con la violenza discriminata contro i responsabili di tutto ciò. La quasi totale pacificazione in Italia, dove le masse sono occupate a farsi la guerra fra poveri, uno dei nostri obiettivi è opporci alla rassegnazione, all’impotenza ed all’immobilismo. Lo Stato ed il capitale utilizzano tutte le tecniche e le violenze per distogliere l’attenzione dai veri problemi degli sfruttati e primo tra tutti l’odio tra i più deboli e diseredati, tra una frontiera ed un’altra, tra un genere un altro, tra un colore della pelle ed un altro. Va da sé che nessuna fazione di insignificanti politici autoritari sarebbe mai in grado di soddisfare i nostri desideri. State parlando di governo “giallo –verde”, di sinistra e di destra, noi vogliamo che lo stato sia distrutto. State promettendo aumenti di stipendio, tasse ridotte, posti di lavoro, noi vogliamo l’eliminazione del denaro, della merce e del lavoro. State combattendo per migliori condizioni del governo, ma noi vogliamo solo divertirci sulle rovine fiammeggianti delle vostre città. Voi fate politica, noi la guerra sociale. Le cose sono difficili, c’è un abisso esistenziale tra noi e non c’è spazio per il dialogo. Quindi tutto questo ci rende chiaro dove colpire! Attaccare nello specifico il razzismo e lo sfruttamento. Colpire lo stato, il capitale i suoi responsabili. L’azione diretta ci rende chiaro perché e come.

 
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