Michel Fourniret, il cacciatore di vergini

| Abusato da bambino e scioccato dalla prima moglie giunta non illibata all’altare, uno dei serial killer più pericolosi della Francia ha agito indisturbato per una ventina d’anni prima di essere catturato e condannato al carcere a vita

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Di Marco Belletti
Michel Fourniret non ha mai avuto dubbi: il suo più impellente desiderio sessuale è sempre stato rubare la verginità alle ragazze e per questa sua “passione” è stato soprannominato l’orco delle Ardenne e – accusato di aver rapito, stuprato e ucciso otto giovani tra il 1987 e il 2003 con la complicità della moglie Monique Olivier – condannato al carcere a vita.

Nato il 4 aprile 1942 a Sedan (nelle Ardenne francesi, appunto) Fourniret è definito dagli inquirenti intelligente sopra la media, un buon giocatore di scacchi e appassionato di letteratura. Di opinione opposta Dahina Le Guennan (presidente dell’associazione Victimes en série, che aiuta le famiglie vittime di serial killer o stupratori) convinta che, se Fourniret fosse stato intelligente, non avrebbe utilizzato il suo veicolo o confidato il nome di battesimo ad alcune vittime. Per Le Guennan oltre alla fortuna è stato agevolato dal sistema giudiziario inadatto e catturare e perseguire questo tipo di criminali.

Dopo aver svolto il servizio militare in Algeria, Fourniret diventa fresatore e falegname e si sposa nel 1964 diventando subito padre. Nel 1967 viene condannato per aggressione a un minore e la moglie chiede il divorzio. Nel 1970 l’uomo si sposa nuovamente e da questo matrimonio nascono tre figli, di cui due gemelli.

È nuovamente protagonista di atti di voyeurismo e violenze e viene incarcerato per una dozzina di aggressioni e stupri di minori nella regione parigina: viene condannato a sette anni di reclusione, ma ne sconta solo quattro. Nel frattempo anche la seconda moglie chiede il divorzio.

Mentre è in carcere conosce Monique, grazie a un annuncio pubblicato su un giornale cattolico in cui si chiede di fornire aiuto spirituale ai carcerati. Quando Fourniret esce dal carcere, i due si sposano e iniziano una serie di atroci delitti.

La 17enne Isabelle Laville è rapita ad Auxerre l’11 dicembre 1987 mentre torna a casa dalla scuola e il suo corpo viene ritrovato – dietro indicazioni di Fourniret – solo nel luglio 2006 in fondo a un pozzo profondo 30 metri che nel frattempo era stato riempito.

Farida Hamiche è la convivente di un ex compagno di cella del killer e scompare il 12 aprile 1988 quando ha 31 anni. Fourniret ammette di averla uccisa per impossessarsi di parte del bottino di una rapina del compagno: con i soldi l’uomo avrebbe poi comprato il castello di Sautou, scenario di altri crimini.

Marie-Angèle Domèce ha 19 anni quando l’8 luglio 1988 scompare ad Auxerre. Di questo omicidio il killer è accusato dalla moglie che poi ritratta e l’uomo confesserà solo nel febbraio 2018. Il corpo della ragazza non è mai stato ritrovato.

Fabienne Leroy scompare il 3 agosto 1988 a Chalons-en-Champagne nella Marna, e il suo corpo ritrovato in un bosco. Ha 20 anni ed è stata avvicinata dai coniugi Fourniret nel parcheggio di un supermercato: l’uomo le chiede di accompagnarli da un medico mentre la moglie incinta finge di stare male: la ragazza verrà violentata e quindi uccisa a colpi di pistola.

Jeanne-Marie Desramault è una studentessa di 22 anni quando il 18 marzo 1989 scompare da Charleville-Mézières nelle Ardenne. Il corpo è ritrovato dietro indicazione del killer nel luglio 2004 sotterrato nel castello dei Fourniret. La giovane era stata attirata con una scusa dalla moglie mentre erano su un treno.

Elisabeth Brichet è una dodicenne belga che scompare da Saint-Servais (nei pressi di Namur) il 20 dicembre 1989, convinta dai coniugi a seguirli con un pretesto. Per anni, gli inquirenti hanno accusato di questa scomparsa Marc Dutroux ma nel luglio 2004 Fourniret ha indicato alla polizia il luogo della sepoltura, sempre nel castello dove l’aveva violentata per due giorni quindi uccisa.

Joanna Parrish è insegnante 20enne di inglese ad Auxerre e viene ritrovata il 17 maggio 1990 in un fiume dopo essere stata violentata, picchiata e strangolata. Fourniret è incriminato per questo omicidio nel 2008 ma confessa solo nel febbraio 2018.

La 13enne Natacha Danais scompare il 24 novembre 1990 vicino a Nantes dove quel giorno Fourniret e la moglie si sono recati per rispondere a una citazione. Appena usciti dal tribunale la rapiscono nel parcheggio di un centro commerciale. La giovane viene violentata e uccisa a pugnalate, il suo corpo ritrovato alcuni giorni dopo su una spiaggia a 70 chilometri da Nantes. Il primo sospettato è Jean Groix un veterinario attivista bretone che si suicida poche settimane dopo.

Céline Saison ha 18 anni quando scompare il 16 maggio 2000 a Charleville-Mézières appena dopo aver superato l’esame di maturità. Il suo corpo viene ritrovato in Belgio nel luglio 2000. Analoga sorte per Mananya Thumpong, una 13enne francese di origine thailandese, che scompare il 5 maggio 2001 a Sedan: i suoi resti sono ritrovati nel marzo 2002 in Belgio.

Estelle Mouzin ha 9 anni quando scompare il 9 gennaio 2003 mentre torna a casa da scuola. Fourniret confessa questo omicidio 17 anni dopo, il 6 marzo 2020.

Il 26 giugno 2003 nei pressi di Namur (in Belgio) il 61enne Fourniret rapisce la 13enne Marie-Ascension mentre va a scuola ma la bambina riesce a fuggire e informa la polizia. I coniugi vengono così fermati ma è solo un anno dopo che la moglie crolla e nel giugno 2004 svela alcuni dei crimini del marito che, il 30 giugno 2004, confessa sei omicidi.

Gli psichiatri scavano nella mente di Fourniret e scoprono che da bambino è stato ripetutamente abusato dalla madre incestuosa. Ma è il giorno del suo primo matrimonio che si instilla in lui la paranoia sulla verginità, quando la moglie gli confessa di non esserlo più. Quando è in carcere e inizia la corrispondenza con Monique Olivier, nasce tra i due il cosiddetto “patto delle vergini”.

Il loro modus operandi è semplice e a parte pochi casi sempre lo stesso. Fourniret individua la vittima e la avvicina con una scusa, Monique lo aiuta a ottenerne la fiducia, spesso utilizzando anche il loro figlio come ulteriore arma per l’adescamento. Una volta rapite, il destino delle ragazze è segnato: Michel le stupra, le uccide e si libera del corpo. Dopo una decina d’anni la moglie decide di non accompagnare più il marito che inizia a commettere qualche errore, fino a quello fatale di lasciarsi sfuggire la vittima, che porta al loro arresto.

Monique Olivier lo denuncia in quanto spera – consegnando il marito alla polizia e facendo trovare i corpi delle vittime di cui è a conoscenza – di salvarsi dalle accuse, dichiarandosi vittima a sua volta. 

In realtà questa sua mossa non ottiene il risultato: i due si separano, ovviamente, e lei è condannata a 20 anni di carcere. Michel Fourniret rimedia invece il carcere a vita.

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