È finito l’incubo di Utrecht

| Arrestato l’attentatore, si sgonfia l’ipotesi della vendetta terroristica alla strage in Nuova Zelanda. Il 37enne di origine turca conosciuto in zona per problemi di instabilità

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Con un sospiro di sollievo, il capo della polizia di Utrecht in una conferenza stampa ha annunciato l’arresto di Gokmen Tanis, il presunto attentatore del tram. Una caccia all’uomo durata tutto il giorno, con centinaia di agenti dei nuclei antiterrorismo, elicotteri e unità cinofile per dare la caccia all’autore della sparatoria nel centro della città olandese, costata la vita a tre persone e con altre cinque ricoverate in ospedale, di cui tre in gravissime condizioni.



Con l’arresto si sgonfia l’ipotesi di un attentato di matrice islamica, su cui per tutto il giorno c’era stata l’ombra del sospetto, come possibile risposta al massacro di Christchurch, in Nuova Zelanda. Pare che Tanis, 37 anni, diversi precedenti per furto, vandalismo, tentato omicidio e stupro, avesse problemi con la propria famiglia. Mehmet Tanis, il padre dell’attentatore, ha dichiarato dalla Turchia di non aver più alcun rapporto con suo figlio da 11 anni: “Non conosco neanche la sua situazione psicologica – ha affermato ai media turchi – in passato non aveva avuto comportamenti aggressivi, ma se è stato lui dev’essere punito”.

A non credere alla matrice terroristica anche i vicini del giovane, che ricordano Tanis alternare “periodi in cui ha vissuto da musulmano” ad altri in cui era preda dell’alcol e di un’instabilità che in zona conoscevano tutti, ma senza considerarlo pericoloso. L’instabilità mentale sarebbe stata acuita dalla fine del suo matrimonio: sembra che la prima persona a cui ha sparato fosse proprio l’ex moglie o comunque un parente.

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