1 maggio, tutto come previsto antagonisti contro la polizia

| Scontri in pieno centro a Torino, erano pianificati da giorni dai centri sociali. Grillini criticano non i violenti ma le istituzioni

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Scontri tra autonomi, anarchici e centri sociali e le forze dell'ordine, com'è tradizione per la festa del primo maggio. Lo spezzone del corteo formato da antagonisti, tra l'altro assai critico anche con la giunta M5s guidata dal sindaco Chiara Appendino, accusata di continuità con Fassino, ha tentato di fare quello che è nella sua tradizione: rompere i cordoni di protezione del comizio finale, in programma in piazza San Carlo, e procedere alla contrestazione di rito, con la speranza che qualcuno dei portatori di "libero dissenso" si faccia male per davvero. Già il 25 aprile, poichè era stato loro concesso di raggiungere il palco, c'era stata una specie di delusione, non potendo - almeno in quell'occasione - confliggere con violenza contro polizia e carabinieri. Ma questa volta è andata meglio, gli incidenti sono stati infatti pianificati con maggiore cura. Basta avere letto nei giorni scorsi i commenti sui post dei profili fb di capi, gregari e fiancheggiatori per avere la certezza matematica che, oggi, il sospirato conflitto ci sarebbe finalmente stato. Tutto secondo copione, anche le singolari prese di posizione del movimento 5stelle che cerca sì i responsabili delle violenza, ma non tra gli autonomi, bensì tra i responsabili delle istituzioni, "rei" di avere impedito l'accesso del corteo dei centri sociali in piazza. Una schizofrenia facilmente comprensibile, sotto il profilo politico, ma che si commenta da sè.
Unia e Paoli grillini critici ma con la polizia
"Chiederemo spiegazioni per individuare i responsabili dell'accaduto". A chiederlo è il gruppo del Movimento 5 Stelle in Comune dopo gli scontri in piazza. Senza apparente motivo - dicono i pentastellati a Repubblica - la polizia ha caricato i gruppi di manifestanti". Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Alberto Unia, insiste ancora: " Si sarebbe potuto evitare. Chiudere la piazza e non consentire a qualcuno di poter manifestare il dissenso, crea tensioni inutili che minano il processo democratico". E Maura Paoli, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, vicina al centro sociale Gabrio: "La situazione era tranquilla e lasciar manifestare sarebbe stata la soluzione migliore, per questo stavo cercando di mediare tra polizia e manifestanti durante il corteo, ma non sono stata ascoltata ed è partita la carica. Sono stata anche io colpita dalla polizia". Le stesse "spiegazioni" potrebbero anche chiederle ai centri sociali che da giorni programmavano gli scontri.
La versione di Askatasuna 
"Lo spezzone dell'opposizione sociale, il più numeroso del corteo, viene bloccato e caricato dalla polizia. Torino, città governata dalla polizia nel silenzio dell'Appendino e della giunta pentastellata. Pagherete caro, pagherete tutto!". Secondo gli autonomi, è stata fermata un'attivista, Roberta, "rea" di passeggiare sotto i portici. Gli autonomi ribaltano l'accusa sulla polizia  "per avere attaccato un corteo pacifico" (vedi documento allegato).
La versione di chi c'era
La versione di chi, nel corteo c'era ed aveva incarichi di responsabilità. "L'idea che potessero avanzare, con la prima linea a volto coperto e armata di bastoni verso chi aveva aveva pacificamente partecipato alla manifestazione, non poteva essere gestita senza temere incidenti all'interno della folla, con conseguenze facilmente immagibili. Il buon senso avrebbe dovuto suggerire agli antagonisti di restare ai margini, senza tentare di raggiungere il palco, così come era avvenuto in alcune precedenti occasioni. Purtroppo per le anime belle che non c'erano, costoro non intendono affatto manifestare in modo pacifico ma cercano di coinvolgere negli scontri soprattutto chi non conosce le regole della guerriglia urbana, con lo scopo manifesto di creare delle vittime sacrificali, da ergere a simbolo della violenza poliziesca, per creare solidarietà e appoggio ai loro proclami. Ma non è stato consentito".
 
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