Accoglienze trionfali a Bussoleno Bonadonna ringrazia No Tav e detenuti

| "Cibbau" ha visto migliaia di manifestanti anti-G7 a Venaria ma nel corteo gli attivisti erano pochi. Appendino: "Solidarietà alla polizia". Il sindaco pd di Susa Plano: "Solidarietà all'arrestato"

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Andrea Bonadonna, il numero 4 di Askatasuna, in cella per avere aggredito un poliziotto, scrive dal carcere una lettera commossa, nel frattempo "Cibba" o "Cibbau" è stato scarcerato dal gip ma con l'obbligo di dimora a Bussoleno. Sono in corso, a Bussoleno, celebrazioni trionfali per il suo veloce ritorno, con l'immancabile bandana in testa che ricorda i pirati del pallido e sottilmente crudele capitano Flint, del rubicondo e brutale Barbanera o del terribile e sanguinario Morgan, ai rubinetti della birra alla spina, lassù alla "Tortuga" di Chianocco. La procura aveva chiesto invece la custodia cautelare. Ha scritto nei giorni scorsi una lettera commossa con qualche giustificabile esagerazione, dato il momento emotivo, tipo "le migliaia di manifestanti", quando il corteo di sabato anti-G7 aveva fatto contare un numero assai ridotto, rispetto alle attese, di attivisti. Adesso l'Ansa ci informa che il gip ha stabilito, per giustificare la scarcerazione, che non è reato partecipare ai cortei che rientra nelle manifestazioni di dissenso "garantite dalla Costituzione". Ci mancherebbe, semmai il problema è quello si di esercitare un sacrosanto diritto ma senza ricorrere alla violenza. Pare sia ancora un reato penale. Restano in piedi le accuse relative all'aggressione al poliziotto che lui, Bonadonna, giustifica così: "Ho visto un ragazzo picchiato da uomini in borghese, ho cercato di aiutarlo, non ho colpito nessuno". Il video pubblicato da Repubblica, però, racconta una storia diversa. I suoi compagni sono esultanti per lo "schiaffo alla procura" ma in realtà l'episodio più importante, quello dell'aggressione al poliziotto non è stato messo in discussione dal giudice. Bonadonna, che in un altro interminabile scritto si duole del trattamento ricevuto dai media in particolare per un titolo de "Lo spiffero", cioè "Figli di Bonadonna", riferito a lui e ai suoi giovani emuli di Askatasuna, appare pittosto felice della breve esperienza in carcere, dove s'è fatto parecchi nuovi amici che, dalla sua birreria La Tortuga, saluta con affetto ad uno ad uno, magari sperando un giorno di rivederli. Accolto a Bussoleno come un eroe, ha promesso di rispondere ai messaggi di solidarietà "ad uno ad uno". I suoi fans, vista la mole di "congratulazioni" ricevuta per la gloriosa impresa di Venaria, erano infatti preoccupati di non ricevere una pronta risposta.
Mentre Appendino è solidale con le forze dell'ordine, il sindaco pd di Susa, il dissidente Sandro Plano, No Tav, scrive sul suo profilo Fb uno strano post anche lui dal tono solidale, all'insegna del "si ma anche", ma nei confronti del leader del centro sociale: "Ho conosciuto Andrea Bonadonna per organizzare marce pacifiche contro il TAV e i Festival ad Alta Felicità. Siamo due mondi quasi opposti, lui di Askatasuna io del PD, due visioni politiche lontane, due metodi molto diversi per raggiungere obiettivi comuni, ma lo stimo per il suo impegno sociale e la difesa dell'ambiente. Se ha fatto quello per cui è stato arrestato, per me ha sbagliato e non lo condivido. Ma gli amici non ti voltano le spalle e non ti rinnegano e quindi mi auguro di rivederlo presto libero". Ed è stato subito accontentato. Commenti? Zero.
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di Andrea Bonadonna
Gioia e condivisione


Sono entrato, dopo la trafila burocratica in matricola e dopo otto ore passate in questura, nella mia cella al secondo piano del blocco b – nuovi giunti, verso le 4 del mattino. Sereno nel cuore, lucido nella mente, solo un po' stanco (per usare un eufemismo ) e provato dalle fatiche delle giornate di lotta e di lavoro appena trascorse.      

 il primo pensiero che mi ha accompagnato  prima di prendere sonno ha avuto il sapore della gioia e della condivisione: scorrono nitide le immagini delle intense giornate di mobilitazione contro il g7 e soprattutto del corteo di ieri. Gioia per le migliaia e migliaia di voci e di corpi che nonostante le intimidazioni di un imponente (sempre per usare un eufemismo) dispositivo di polizia sono riuscite a mettere in evidenza una volta in  piu' l'inutilita' e la dannosità della pagliacciata del g7 messa in scena a Venaria. Sono sicuro che le ragioni e i risultati delle proteste di questi giorni sono e saranno come dei semi destinati a germogliare. Se c'è una certezza eè che la lotta paga!  Condivisione  perche' non c'è  felicità né  gioia vera se non la si può/vuole condividere. Ripenso ai mille e più saluti  ed a tutti i sorrisi scambiati con tutte le compagne e compagni  di Torino, della Val susa, Pisa, Bologna, Roma, Veneto, Napoli, Firenze, Milano, ecc…, con chi mi conosce e con chi c' era ieri, come con chi non ho conosciuto e con chi verra'. Rabbia per i tanti racconti di vite interrotte che ho conosciuto all' ora d' aria. Destini di tanti giovani che si sono giocati la vita troppo velocemente, come in una roulette, nella decisione o scelta sbagliata. Rabbia per gli sguardi di rassegnazione intravisti negli occhi dei più maturi, abbandonati a pensieri di accettazione inerme delle condizioni di vita schifose di questa istituzione totale e punitiva che è la galera. Rabbia per essere stato punito con lo spostamento in un'altra cella, da solo e con la finestra sull' interno, per aver cercato di farmi sentire al passaggio del corteo di solidarietà sotto le mura carcerarie. Determinazione nell' impedire all' isolamento fatto di sbarre e muri, di farci tacere e far calare il sipario sulle sofferenze di vite vissute, per lo più, in assenza di vere possibilità o di reali alternative. Determinazione nel continuare a sorridere, nonostante tutto, nella consapevolezza che anche qui dentro la vita riserva sorprese o momenti d' inattesa ilarità collettiva… come in occasione del mio spostamento di cella ed il conseguente scambio di battute con i "maggiordomi del palazzo di via Aglietta"  (il carcere delle vallette ndr).

Amore per i gesti di solidarietà, anche quelli più piccoli, che rendono umano, in alcuni momenti, anche il trascorrere del tempo qui dentro. Amore, e non ci sono parole piu' adeguate, per descrivere le emozioni ed i sentimenti che ci legano, facendoci sentire un tutt' uno e senza un dentro ed un fuori. Amore per Anthony, che non conosco ancora ma che sento far parte di me. Avrei voluto abbracciarlo in questura ma non mi è stato permesso. Fatelo voi simbolicamente anche per me ed il più in fretta possibile, mi è sembrato un po' scosso e tanto giovane. Amore, l'ultimo pensiero va ad Olol  jackson: avrei voluto esserci per l' ultimo saluto. In alto i cuori per un compagno.

un abbraccio, Andrea
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 Era stato arrestato dalla Digos a tarda sera, a Bussoleno, dove s'è trasferito da Torino tempo fa, Andrea Bonadonna, 41 anni, uno dei gestori della birreria "Tortuga" di Chianocco. Nella fluida gerarchia di Askatasuna, viene collocato al numero 4 del ristretto vertice della piramide, ed è anche un esponente di rilievo del movimento No Tav. E' in cella per avere aggredito un poliziotto che stava arrestando Anthony, un "compagno" di Pesaro dopo lo show della ghigliottina (decapitati pupazzi di Renzi e Poletti) davanti alla forze di polizia schierate per bloccare l'accesso alla Reggia dove era in corso il G7. Bonadonna è anche uno degli organizzatori del Festival dell'Alta Felicità, una manifestazione musicale  di sostegno, giunta alla seconda edizione, al movimento che si batte contro il treno veloce. Si tratta di concerti e performance in programma ai primi di luglio a Venaus, sotto l'egida del Comune. I capi di Askatasuna controllano l'agenzia di Bussoleno, il Comitato di Lotta Popolare (Clp) a rotazione. Bonadonna è il terzo quadro dell'autonomia a trasferirsi in Val Susa, ospite delle rete di accoglienza sempre a cura dei No Tav. ll ad "emigrare" in valle tra il 2009 e il 2015 è stato il più astuto, poichè è riuscito, pur incitando gli altri alla violenza, a passare (quasi) indenne tra manifestazioni e ondate di arresti. Al secondo invece è andata male, costui ha già collezionato una serie di condanne che stanno per passare in giudicato, dopo il ricorso in Cassazione, e per lui si apriranno presto le porte del carcere per scontare una serie di residui di pena. Anche Bonadonna è uno che era quasi sempre riuscito a cavarsela senza danno, nella sua lunga militanza. Tra i fondatori dei Collettivi Autonomi Universitari di Palazzo Nuovo, ha partecipato all'intera vertenza  in Val Susa, anche nei momenti più caldi, finendo raramente nei guai, se non per vicende marginali finite in un nulla di fatto giudiziario. Nel corso del corteo di sabato era sempre in prima fila, un passo avanti alla testa del corteo, circondato dal servizio d'ordine. C'era molto scoramento, nella formazione autonoma, per la scarsa  partecipazione degli attivisti locali e nazionali, in pratica non pervenuti, se non in misura minima e questo potrebbe avere acuito la tensione, per dovere comunque "fare qualcosa", tanto per strappare un titolo ai media. Domani l'udienza di convalida dell'arresto. La notizia ha causato un vero choc nelle file di Aska, che ha lanciato un appello per la sua liberazione.

"Ci sono uomini delle nostre forze dell' ordine feriti. Non mi fa effetto vedere la mia testa rotolare. Mi fa effetto vedere amministratori comunali pagati da tutti i cittadini che, anziché schierarsi con le forze dell'ordine e con le istituzioni, rilanciano le immagini della rivoluzione francese e dei tempi della ghigliottina. Troppo facile prendere le distanze a parole e poi però sfilare con i violenti nei cortei. Ci avevano chiesto di portare il G7 a Torino e poi le hanno fatto fare una figuraccia". Così Renzi commenta gli scontri al G7 di Torino. "Che vergogna qualche amministratore", scrive. Gli replica il sindaco grillino Roberto Falcone che già in passato aveva manifestato posizione critiche verso polizia e carabinieri impegnati dell'ordine pubblico. Falcone è un No Tav e sabato si aggirava corrucciato dietro i reparti assieme ad alcuni attivisti dle movimento contrario al treno veloce: "Che vergogna - scrive sul suo profilo Fb - qualche ex presidente del consiglio..così il Sindaco di Venaria Reale risponde a chi ha mollato a metà l' incarico di sindaco di Firenze affidatogli dai cittadini, per andare a fare carriera politica a Roma. Avesse almeno il buon gusto di tacere... Questi sono quelli che ci hanno amministrato fino ad ora. Molti sono sciacalli che avrebbero goduto nel vedere scorrere il sangue di manifestanti e Forze dell'Ordine, per opportunità politica. Vergogna! è la sola cosa che mi viene in mente...".
Sul web antagonista sono comparsi numerosi appelli perla liberzione del compagno "Cibba", così è chiamato Bonadonna dai suoi compagni:
"....Andrea è generoso, Andrea è un No Tav, Andrea non china la testa di fronte a qualsiasi ingiustizia. E' un ragazzo che per la libertà lotta e non si risparmia mai. Andrea va liberato subito". Così sui social network il Movimento No Tav. Solidarietà al compagno "Cibba", anche da parte di alcuni esponenti M5s della Val Susa e dintorni.
Solidarietà alle forze dell'ordine da parte del sindaco M5s Chiara Appendino: Chiara Appendino: «Esprimo sostegno alle forze dell'ordine per gli attacchi subiti e auguro pronta guarigione agli agenti feriti. Ringrazio tutti coloro che hanno coordinato e partecipato alle operazioni, garantendo la sicurezza e l'ordine pubblico". E a proposito di Renzi: "Non ammette la critica al potere". 

 

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